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Alberghi quasi raddoppiati In crisi abbigliamento e accessori

Alberghi quasi raddoppiati In crisi abbigliamento e accessori

L’approfondimento per ciascuna categoria evidenzia i settori in rosso Salgono farmacie, distributori automatici, strutture ricettive e ristoranti 

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l’analisi

Se in generale gli esercizi al dettaglio sono passati da 731 a 626 (dal 2008 al 2019), vi sono settori che hanno sofferto più di altri. Il deficit maggiore lo toccano quelle imprese che si occupano di “altri prodotti in esercizi specializzati” (abbigliamento, cosmesi, fiori, gioielleria ecc) sono scesi da 364 a 298: un -66 da evidenziare in rosso.

Un’altra categoria gravemente in crisi è quella denominata “altri prodotti per uso domestico in esercizi specializzati” e quindi prodotti tessili, ferramenta, vernici, tappeti e più in generale articoli per la casa: se nel 2008 vi erano 77 negozi di questo genere, l’anno scorso si è arrivati a 55.

Negativo anche il saldo per la categoria “prodotti alimentari e bevande” che passa dal 76 a 62.

Resta sostanzialmente invariato il saldo per i tabaccai scesi solo di due unità, passando da 37 a 35.

Nettamente in calo anche il “commercio al dettaglio ambulante” che segna un -15, mentre il “commercio al dettaglio al di fuori di negozi, banchi e mercati” (quindi online o con distributori automatici) è in positivo passando da 6 a 25. Crescono anche le farmacie che nel 2008 erano 12 e nel 2019 18.

Il vero boom comunque è quello degli alberghi, bar e ristoranti. Le strutture ricettive (hotel e alloggi) sono quasi raddoppiati, passando da 12 a 22. Bar e ristoranti, invece, sono saliti da 229 a 295. —

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