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Coronavirus Fino al 1° marzo in Emilia Romagna stop a scuole, asili, università, eventi "Ma nessun caso è nato in regione, i 9 casi importati dalle zone lombarde"

Giovanni Balugani
Coronavirus  Fino al 1° marzo  in Emilia Romagna stop a scuole, asili, università, eventi  "Ma nessun caso è nato in regione, i 9 casi importati dalle zone lombarde"

Test per il Coronavirus per tutti i pazienti con polmonite L’Ausl: «Nel Modenese nessun contagio confermato»
La Regione, nel frattempo, oggi ha deciso di sospendere tutte le attività di università scuole d iogni ordine e grado, asili e qualsiasi manifestazione pubblica: lo stop è fino al 1° marzo

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L'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA': NESSUN CASO ORIGINATO IN EMILIA ROMAGNA

 «Non abbiamo casi nati in questo territorio. Per fortuna non abbiamo al momento delle zone rosse in Emilia Romagna»: lo ha precisato l’assessore regionale alle politiche per la Salute, Sergio Venturi, ribadendo che i 9 casi di contagi da Coronavirus presi in carico dall’ospedale di Piacenza sono riconducibili al focolaio lombardo.

«Solo oggi sono stati 186 i tamponi per Coronavirus fatti a Piacenza»: ha ancora detto l’assessore alle politiche per la Salute in Emilia Romagna, Sergio Venturi, durante la conferenza stampa in Regione. Si tratta per la maggior parte dei contatti stretti degli operatori sanitari dell’ospedale piacentino risultati positivi al test. «Non abbiamo ancora i risultati. Siamo stati molto larghi nella definizione e nella prudenza», ha concluso l’assessore.

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RICORDIAMO: SCUOLE CHIUSE UNA SETTIMANA IN TUTTA EMILIA ROMAGNA

Sospensione delle attività delle scuole di ogni ordine e grado, asili nido, Università, di manifestazioni ed eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, delle gite di istruzione e dei concorsi. Sono le misure adottate in Emilia- Romagna per contrastare la diffusione del Coronavirus, valide fino al prossimo 1 marzo compreso. Sono previste nell'ordinanza firmata dal presidente Stefano Bonaccini e dal ministro della Salute Roberto Speranza.

SONO 9 LE PERSONE POSITIVE AL VIRUS IN EMILIA ROMAGNA

Sono confermati 9 casi di persone risultate positive al coronavirus in Emilia- Romagna, tutte in carico all'ospedale di Piacenza, di cui 4 in isolamento domiciliare e gli altri 5 ricoverati. Lo ha detto l'assessore alla Sanità uscente Sergio Venturi in conferenza stampa in Regione. Nessuno è in condizioni critiche e tutti i contagi sono riconducibili al focolaio lodigiano. «Un paziente è ricoverato dal 17 febbraio a Piacenza. Al momento non è più in terapia intensiva. Ha un'insufficienza respiratoria ma non è in condizioni che destano preoccupazione, ha detto l'assessore.

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SCUOLE E UNIVERSITA' CHIUSE IN TUTTO IL NORD

Dal Piemonte al Veneto, dalla Lombardia all' Emilia Romagna, l'allarme Coronavirus fa chiudere scuole e università nel Nord Italia. Un provvedimento precauzionale, adottato dalle varie Regioni visto l'aumento dei contagi, che si combina con la sospensione delle gite scolastiche in Italia e all'estero a partire da oggi.

La sospensione delle lezioni a Milano e in tutta la Lombardia sarà per 7 giorni, prorogabile fino a 14, ha spiegato l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. Ogni ulteriore decisione si baserà sull'evoluzione della situazione, che viene costantemente monitorata.

Disposizioni simili sono in vigore in Veneto e Piemonte fino al primo marzo: se la situazione sanitaria non dovesse migliorare lo stop potrebbe essere prolungato.

«Sappiamo di creare un grave disagio per tutti - ha detto il governatore Luca Zaia - ma la salute viene prima di tutto, non avrei mai voluto firmare un documento del genere».

Lo stop temporaneo delle lezioni, dagli asili alle università, è stato decretato anche in Emilia- Romagna, dove i casi positivi al Coronavirus sono nove.

Anche in Regioni non toccate dal virus sono state disposte chiusure, come misure di massima prevenzione. In Liguria il rettore di Genova ha sospeso per una settimana ogni attività didattica dell'università.

 Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha ordinato che in Alto Adige siano chiuse per una settimana le strutture socio-educative, pubbliche e private, dedicate alla prima infanzia (asili nido e microstrutture aziendali).Inoltre, sempre nello stesso periodo, saranno sospese le attività didattiche presso l'Università, Scuola superiore di sanità «Claudiana» e Conservatorio «Monteverdi».

Il Friuli Venezia Giulia ha chiesto al Governo le stesse misure previste nelle regioni vicine: «Scuole chiuse e manifestazioni culturali e sportive sospese a data da destinarsi».

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GITE SCOLASTICHE CANCELLATE: CHI PAGA I DANNI AI GENITORI?

Quanto alla sospensione delle gite scolastiche che il Miur ha sottolineato essere in vigore già da oggi, è arrivata la richiesta dei presidi di fare immediata «chiarezza».

Il decreto-legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri prevede infatti che sia il Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell'istruzione, a disporre la sospensione degli stessi «ma non attribuisce alcun potere di intervento immediato ai dirigenti scolastici nelle more della sospensione», osservano i dirigenti scolastici rappresentati dall'Anp.

«In particolare, non è chiaro su quale soggetto ricadrebbero i costi delle sospensioni adottate nel frattempo. Per evitare l'apertura di contenziosi sfavorevoli per le scuole - e per le tasche dei genitori - chiediamo che il Ministero chiarisca immediatamente».

Anche la mobilità dei lavoratori della scuola nelle aree interessate dai contagi sarà al centro di un incontro che nei prossimi giorni si svolgerà tra i sindacati e il ministero dell'Istruzione

SCUOLE CHIUSE UNA SETTIMANA IN TUTTA EMILIA ROMAGNA

Sospensione delle attività delle scuole di ogni ordine e grado, asili nido, Università, di manifestazioni ed eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, delle gite di istruzione e dei concorsi.

Sono le misure che vengono adottate in Emilia-Romagna per contrastare la diffusione del Coronavirus e che saranno valide fino al prossimo 1 marzo compreso.

Sono previste nell’ordinanza che viene firmata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

“Abbiamo decisodi mettere in campo una serie di provvedimenti per far sì che si possa fronteggiare la diffusione del virus offrendo le migliori condizioni possibili di sicurezza e tutela ai cittadini- afferma il presidente Bonaccini-. E voglio davvero ringraziare tutti i professionisti della sanità, e parlo di medici, biologi, tecnici, infermieri e quanti sono al lavoro da giorni, per quanto stanno facendo, che è davvero straordinario”.

Bonaccini ha costantemente riunito il Comitato di coordinamento regionale, gli assessori competenti e anche i componenti della nuova Giunta, informati della situazione e delle misure adottate.

Si stanno valutando misure ulteriori per Piacenza e il territorio piacentino, d’intesa con le istituzioni locali.

 

I contenuti dell’ordinanza

In primo luogo, si prevede la “Sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludico, sportiva ecc, svolti sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico”.

Prevista poi la “Sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza”

Inoltre, l’Ordinanza prevede la “Sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 dei codici dei beni culturali e del paesaggio di cui al D.L. 42/2004, nonché dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti o luoghi”.

Sospeso anche “ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero”.

C’è, inoltre, la “Previsione dell’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso in Emilia-Romagna da zone a rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva”.

Le Direzioni sanitarie ospedaliere “devono predisporre la limitazione dell’accesso dei semplici visitatori alle aree di degenza, preferibilmente una persona per paziente al giorno”. Anche le RSA per non autosufficienti “dovranno limitare l’accesso dei visitatori agli ospiti”.

L’Ordinanza “raccomanda fortemente che il personale sanitario si attenga alle misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria nonchè alla rigorosa applicazione delle indicazioni per la sanificazione e disinfezione degli ambienti previste dalle circolari ministeriali”.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, “deve essere predisposta dagli organismi competenti la disinfezione giornaliera dei treni regionali e di tutto il trasporto pubblico locale via terra, via aere e via acqua.

Prevista, infine, la “sospensione delle procedure concorsuali ad esclusione dei concorsi per personale sanitario”.

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L’ordinanza ricorda poi le misure igieniche che le persone sono chiamate a rispettare

  1. Lavarsi spesso le mani, a tal proposito si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie, e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
  2. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  3. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
  4. Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce
  5. Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
  6. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  7. Usare la mascherina solo si sospetta di essere malato o si assiste persone malate
  8. I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
  9. Contattare il Numero Verde regionale 800462340 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni

10.Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus

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AGGIORNAMENTO DELLE 12: POSITIVI AL VIRUS IN EMILIA ROMAGNA SONO 9

Altri 6 casi di positività al Coronavirus, che portano a 9 il numero complessivo di contagiati presi in carico dall’ospedale di Piacenza. Si tratta di cinque piacentini e di un residente in provincia di Lodi, in Lombardia. 

Dei nove diagnosticati al virus, 5 sono ricoverati presso lo stesso nosocomio in isolamento, mentre 4 si trovano al proprio domicilio, sempre in isolamento. 

Tra i nuovi casi, vi sono anche due medici e un infermiere dell’ospedale di Piacenza. Il nosocomio sta mettendo in atto ogni misura per affrontare in modo adeguato la situazione.

“Visto l’andamento del quadro epidemiologico- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che ha riunito la Cabina di coordinamento regionale- in via precauzionale, vista l’alta mobilità degli studenti, in accordo con il ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e le nostre Università abbiamo deciso insieme la sospensione dell’attività didattica (lezioni, esami, sedute di laurea) in tutti gli atenei dell’Emilia-Romagna da domani, lunedì 24, a sabato 29 febbraio compresi. Inoltre, stiamo valutando la chiusura di ogni scuola di ordine e grado, asili nido, impianti sportivi pubblici e privati e dei musei. Decisione che stiamo esaminando e definendo in tutti i suoi aspetti, anche alla luce dei provvedimenti varati dal Consiglio dei ministri ieri sera”.

Seguiranno gli aggiornamenti sulla situazione epidemiologica e le misure che verranno adottate.

LA SITUAZIONE NELLA GIORNATA DI SABATO 22 FEBBRAIO

 Fino a ieri sera l’Ausl confermava che nel Modenese «non sono stati registrati casi di Covid-19», come specificato dal dottor Davide Ferrari, direttore del dipartimento di Sanità pubblica.

Erano, tuttavia, attesi nella notte o al più tardi stamattina i risultati di almeno un caso sospetto, in particolare a Sassuolo: un uomo, di cui non è stata resa nota l’età, è stato soccorso dal personale sanitario in tuta bianca per motivi precauzionali e sottoposto al tampone.

E la Regione nel pomeriggio ha imposto accertamenti specifici su «tutti i pazienti affetti da polmonite ricoverati in Terapia intensiva negli ospedali emiliano-romagnoli». L’Emilia Romagna dunque rafforza i controlli. Fino a ieri sera i casi registrati in regione erano tre, tutti a Piacenza e tutti legati al focolaio lombardo dell’epidemia: una donna di 82 anni residente a Codogno (Lodi), un infermiere piacentino che si occupò del triage del 38enne lodigiano colpito da Covid-19, e un cittadino lombardo di Maleo (Lodi). Entrambi si trovano in isolamento nel reparto Malattie infettive, non sono in condizioni critiche, e stanno ricevendo le cure del caso.

«NESSUN FOCOLAIO»

«Al momento non esiste alcun focolaio del virus in Emilia Romagna - sottolinea la Regione - ma la Cabina di coordinamento regionale, riunita nel pomeriggio dal presidente Stefano Bonaccini, ha deciso di intensificare i controlli». Da qui la suddetta scelta di controllare tutti i casi di polmonite.

gli obblighi

La Regione ha imposto anche stretti vincoli legati alla cosiddetta “permanenza domiciliare”: «Chi torna dalla Cina oppure chi è stato in contatto con una persona risultata positiva in Italia deve restare a casa. Prima ancora c’è l’obbligo (e se non lo fa è sanzionabile) di riferire al Servizio di Sanità pubblica della propria Ausl di aver viaggiato nelle zone a rischio negli ultimi 14 giorni».

Quindi chi si è recato nelle zone del focolaio lombardo o veneto nelle ultime due settimane ha l’obbligo di riferirlo all’Ausl di competenza.

«In particolare - prosegue la Regione - chi ha la possibilità di sostenere la quarantena a casa, avendo a disposizione una camera e un bagno personale, dovrà evitare contatti con altri famigliari e altre persone consumando i pasti nella propria camera, indossando mascherina protettiva e guanti in presenza di altre persone. A chi non fosse in grado di attuare tali misure la Regione e le Aziende sanitarie offriranno una sistemazione alternativa, anche in collaborazione con le associazioni di volontariato. In entrambe le situazioni, il Servizio di Sanità pubblica garantirà il monitoraggio costante - due volte al giorno - delle condizioni di salute (febbre e altri sintomi) per tutta la durata dei 14 giorni di quarantena domiciliare».

«non andate al ps»

Inoltre la Regione ricorda che «qualora si presentassero anche minimi sintomi verrà effettuato un tampone da personale sanitario al domicilio del paziente e nell’ipotesi nella quale risultasse positivo, trasferito con sistema del 118 appositamente attrezzato nei reparti ospedalieri di malattie infettive».

È importante che chi presenta «una sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) non acceda direttamente alle strutture di Pronto Soccorso e neppure agli ambulatori dei medici di famiglia, ma contatti il proprio medico di medicina generale o, in caso di emergenza, il numero 118».

«essere pronti»

Anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli segue l’evolversi della situazione: «L’Ausl è già operativa - spiega il primo cittadino - per fortuna non c’è nessun segnale ma bisogna stare pronti per qualsiasi evenienza, ma evitare troppa paura. La nostra comunità deve sapere che si farà di tutto per avere le risposte necessarie a garanzia della sicurezza e della sanità. Tutto il mondo è preoccupato e quindi anche noi dobbiamo stare in allerta».

«Ci sono protocolli specifici - sottolinea il dottor Ferrari della Sanità Pubblica - Nei casi di positività il soggetto rimane ricoverato presso il reparto di Malattie infettive (a Modena si trova al Policlinico, ndr) per tutte le cure del caso. Poi scatterebbero le attività che comportano la ricerca e l’identificazione dei contatti per gli accertamenti anche sui contatti stretti, andando a ritroso per 14 giorni». —

IN CASO DI SINTOMI
 

Qualora si presentassero anche minimi sintomi verrà effettuato un tampone da personale sanitario al domicilio del paziente e nell’ipotesi nella quale risultasse positivo, trasferito con sistema del 118 appositamente attrezzato nei reparti ospedalieri di malattie infettive. Nell’ordinanza si ribadisce inoltre che i soggetti a rischio non si devono rivolgere spontaneamente a strutture sanitarie, per evitare possibili contagi. La raccomandazione rimane quella che, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso e neppure agli ambulatori dei medici di famiglia, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o, in caso di emergenza, il numero 118.

Per i cittadini piacentini è attivo il numero dedicato 0523 317979. Prevenzione, il decalogo per i cittadini L’Istituto Superiore di Sanità e ministero della Salute in collaborazione con le Regioni, gli ordini professionali e le società scientifiche hanno definito un decalogo comportamentale per affrontare il rischio di contagio da Coronavirus.

Poche semplici misure che ogni cittadino è tenuto a rispettare per contribuire a salvaguardare la propria incolumità e quella degli altri cittadini.

Oltre ad indicare i principali sintomi della malattia (da non confondersi con un banale influenza) nel decalogo si va dalle raccomandazioni basilari di igiene come lavarsi spesso le mani, non toccarsi occhi e mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, coprirsi bocca e naso in caso di starnuti e colpi di tosse, fino alla pulizia delle superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

Altre indicazioni di tipo sanitario riguardano la raccomandazione a non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; contattare il numero verde 1500 in caso di febbre o tosse per chi rientra da zone a rischio da meno di 14 giorni.

E ancora: utilizzo della mascherina solo se si è sospetti di essere malati o si assistono persone malate. Infine, occorre ricordare che i prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi e gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.