E 200 fiaccole sfilano per “Buma” «Ci insegni ad essere più umani»
Gli studenti di Marconi e Cavazzi ricordano il compagno Mohamed Corteo in centro e lunga serie di messaggi: «Sarai sempre con noi»
la cerimonia
PAVULLO. «Quel che è successo ci ha riunito nel dolore, ma dopo questa sera tutti torniamo a casa con la consapevolezza di un legame più forte tra noi. Come amici, conoscenti, ma soprattutto come esseri umani». Il messaggio di Andrea, uno dei rappresenti di istituto, al termine della fiaccolata in memoria di Mohamed Boumarte, rende bene il senso profondo dell’iniziativa che ieri sera ha riunito quasi 200 tra studenti e insegnanti del Marconi e del Cavazzi per salutare il 19enne morto all’alba di una settimana fa in un terribile incidente.
Partito alle 18.20 dalla scuola, il corteo ha attraversato il centro di Pavullo fino a piazza San Bartolomeo, dove c’è stata la riflessione finale. Lo ha fatto senza parole: passo dopo passo, solo la luce delle candele e negli sguardi infiniti ricordi legati a questo studente che in realtà era lui a insegnare con la sua vita: modello in classe con voti altissimi, modello sul lavoro in ceramica, da cui traeva sostegno per la famiglia. Quando prendeva lo stipendio, la prima cosa che faceva era portare la madre e le due sorelle al ristorante, e poi a fare una bella spesa.
L’onda dei ricordi è venuta fuori lì, davanti alla chiesa, dove mercoledì c’è stato il rito funebre islamico. «Un momento straordinario di condivisione tra persone diverse per origine, lingua e religione - ha ricordato la prof Stefania Beneventi - questo è quello che ci ha lasciato Mohamed: è stato grande fino alla fine».
«Grazie a lui abbiamo visto come l’integrazione possa essere realtà - ha sottolineato la preside Anna Fucile - Come dirigente io vi chiedo ragazzi di serbare nel cuore quello che Mohamed ha fatto ed è stato. Se gli avete voluto bene, lo terrete sempre nei vostri cuori» ha raccomandato commossa, replicando quando accaduto poco prima quando era stata letta e dedicata a “Buma” la poesia “La morte non è niente” di Henry Scott Holland.
C’era anche l'assessore all’Istruzione Ornella Ongari, e c’era Hamid Ezyati, vicepresidente della comunità islamica di Pavullo, che ha ringraziato a nome della famiglia per l’affetto e le raccolte fondi. «Per noi come comunità - ha detto - è stato importante sentire dai pavullesi appoggio nel dolore. Saremo con voi, se un giorno sarete voi ad avere bisogno».
I messaggi dei ragazzi sono stati più volti interrotti dall’emozione: «Penseremo a te tra i banchi di scuola - ha assicurato Gabriele - ricordandoci di cogliere le opportunità che ci vengono date, perché la vita è troppo breve per non essere vissuta appieno ogni momento».
Dall’amico Yassin è arrivato l’ultimo saluto di tutta la 5A Professionale: «Il sorriso splendido che avevi per tutti, anche quando eri stanco per la vita che facevi. Sarà sempre con noi, sempre». —
D.M.
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