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Gli artificieri ai Carrai per i proiettili tedeschi Ora un’altra bonifica

Daniele Montanari

Gli specialisti fanno brillare i cinque residuati bellici  Prima di riattivare il cantiere servirà un’attenta analisi 

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«Pronti per il fuoco. Tre, due, uno: fuoco!». Operazione “bellica” a tutti gli effetti quella con cui ieri gli artificieri dell’esercito hanno fatto esplodere i cinque proiettili rinvenuti davanti alla vecchia galleria del Carrai. Erano le 11.05: il comando collegato con un lungo filo all’esploditore elettrico ha fatto brillare assieme tutti gli ordigni nel fondo di una grossa buca ricavata nella parte a destra del cantiere (andando verso Pavullo) subito sopra la curva a gomito del Carrai. Uno scoppio anche abbastanza spettacolare, che ha fatto alzare terra per diversi metri dopo un colpo netto.

Solo per l’atto finale la Statale 12 è stata chiusa al traffico da polizia locale e carabinieri: disagio contenuto in pochi minuti e legato più che al pericolo di schegge al rischio che qualche automobilista, distraendosi, causasse incidenti. Tutto è filato liscio, grazie alla perizia dei tre artificieri del 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza (il primo luogotenente Antonio Giovanni Pinto insieme ai sergenti maggiori capo Gianfranco Barraco e Matteo Mariotti), che hanno saputo maneggiare con professionalità i cinque proiettili da obice da 105 millimetri (cannoncino d’artiglieria) lasciati dai soldati tedeschi, che li usavano contro postazioni nemiche con gittate anche di 2-3 km. Tutti erano fortuna rimasti senza spoletta. In ognuno però c’era un chilo e mezzo di tritolo, a parte i due parzialmente rotti che avevano perso un po’ di polvere. Sei chili di tritolo in tutto, che anche se privi d’innesco e dormienti nel terreno erano comunque un pericolo: in caso d’incendio potevano esplodere davanti alla galleria a pochi metri dalla strada.

Sul posto anche Croce Rossa, personale Anas e del Frantoio Fondovalle, che seguendo le indicazioni degli artificieri con un escavatore ha scavato in un punto isolato la buca profonda circa 3 metri, ricoprendola poi di terreno. L’operazione non ha però esaurito il problema bellico: già da oggi probabilmente partirà la bonifica necessaria per escludere la presenza di altri ordigni. Lavori ancora fermi, insomma, con la perdita di giorni soleggiati e miti che sarebbero oro per il cantiere. Inevitabile lo slittamento di consegna del nuovo tratto stradale prevista il 30 settembre. —

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