Gazzetta di Modena

Modena

Il Carnevale dei Ragazzi pronto a sfilare

Alberto Poppi

È la 51ma edizione organizzata dal Comitato dei volontari di Piumazzo. «Mesi di lavoro e raccolta fondi per finanziarlo»

3 MINUTI DI LETTURA







Torna dopo anni il carnevale sulla via Emilia «Il Carnevale dei Ragazzi di Piumazzo – spiega Generoso Facenda – quest’anno spegne 51 candeline, un grande traguardo per un evento nato in un piccolo paese. Già nel 1967 e nel 1968, si manifestarono improvvise apparizioni dei mitici Tuba e Stabiat presso l'asilo parrocchiale dove interpretarono "Il risciò", ed è rimasta memorabile l'intrusione al Cinema Corso quando stupirono tutti con la sceneggiata "L'orso e il domatore". Siamo riusciti a portare avanti con impegno questa tradizione che di anno in anno ci ha permesso di crescere e di essere annoverati tra i carnevali più belli dell’Emilia-Romagna. Ecco perché, raggiunto lo storico traguardo, il Comitato Carnevale dei Ragazzi ha deciso di ampliare i propri orizzonti, grazie allo spirito inclusivo che distingue i piumazzesi, organizzando tre appuntamenti. Oltre alle date ufficiali di domani e del 1 marzo a Piumazzo, per la prima volta anche Castelfranco il 15 marzo vedrà sfilare lungo Corso Martiri gli scenografici carri allegorici che ogni anno realizziamo. «Essere presidente del Comitato organizzatore - prosegue Facenda - comporta mille responsabilità, dalla supervisione di una burocrazia intricata che sai da dove parte ma non quando finisce alle verifiche capillari prima delle ispezioni tecniche definitive. Senza quelle autorizzazioni non potremmo muoverci». Delle 10 Società che sfileranno, la sua ("La Fiacca") è la decana e più cospicua, con 15 membri che si succedono dal 1976. Facenda, 35 anni di esperienza, mentre proseguono gli ultimi lavori al carro 2020 ricorda: «Stiamo modellando la cartapesta, saldando le strutture portanti o dipingendo gigantesche figure». I volontari lavorano con il sorriso. Nel capannone dove si sono riuniti tre sere alla settimana sin da novembre, arrivano alla spicciolata; infilano la tuta e cominciano il viaggio tra colori, giornali, colla, utensili, battute e scherzi. E la rituale abbuffata di mezzanotte, tutti i venerdì senza eccezioni, ha ripagato di un riscaldamento che lì non c'è mai stato. L'incontenibile passione contagiosa completa l'assortimento.

«È vietata qualsiasi forma di satira politica, per scelta, da sempre. Finchè ci sono figli piccoli, ci affidiamo alle loro preferenze e alla loro presenza in costume lassù, poi rappresentiamo gli aspetti migliori e divertenti della vita». E visto che non esiste festa senza golosità, ci sarà lo gnocco fritto lungo il tragitto della sfilata.

«La difficoltà principale – forse l'unica, visto che l'entuasiasmo domina – è far quadrare il bilancio. Si cercano gli sponsor, naturalmente, e mettiamo in campo qualche sporadica iniziativa di autofinanziamento per dare vita a una manifestazione che sfiora i 13mila euro. Se pensiamo che il Carnevale di Cento ne richiede 6/700mila... A ogni edizione quasi tutte le figure cambiano, le modifichiamo o le ricostruiamo, tranne il nostro simbolo, il Torrazzo, che ha sempre sfilato». Con il Carnevale delle Contrade di San Cesario è “guerra” (a suon di lazzi e sfottò) aperta e le richieste del Comune di Castelfranco di riavere le sfilate hanno colto nel segno: «La nostra esperienza rappresenta il valore aggiunto – conclude Facenda con una punta di orgoglio e campanilismo – è sempre il Carnevale dei Ragazzi di Piumazzo a sfilare...». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google