«Vogliamo trasformarlo in un evento nazionale»
Il presidente Garavini: «Non è una crociata contro la tecnologia È un modo per stimolare i ragazzi alla riflessione»
«Vogliamo diventare un’iniziativa nazionale». Ruggisce lo spirito dei Lions per la Challenge4me. Gli organizzatori hanno ribattezzato la sfida del 2020 “INTERconNETtiamoci… ma con la testa”. «Il secondo anno sarà per noi un cantiere», assicura Eugenio Garavini, presidente del Lions Club Vignola Castelli Medievali. Per Garavini l’obiettivo è realizzare «come negli Stati Uniti un vero e proprio Disconnect Day». La prima edizione in Italia s’è svolta a Corinaldo (Ancona) lo scorso 11 maggio. Il funzionamento è simile al format lanciato da Lions per la sfida nelle scuole. Prendere i cellulari e imbustarli (per almeno tre ore), dando più spazio alla vita. «Vogliamo continuare a lavorare all’evento anche nel 2021 - prosegue Garavini - per diventare un’iniziativa nazionale». L’aggettivo che fa la differenza è “consapevole”. «Non è una crociata contro la tecnologia - fa eco Luca Cantoni dei Lions - e nemmeno una condanna degli smartphone. Non intendiamo negare l’importanza dei social, non vogliamo sollevare sensi di colpa in chi li utilizza e nemmeno giudicare». Al contrario, la sfida è declinata al positivo. «È un modo per stimolare i ragazzi alla riflessione - prosegue Cantoni - e valutare consapevolmente il livello di dipendenza dai cellulari. Intendiamo dimostrare che si può fare senza. È possibile rendersi conto di come usare gli spazi liberati dalla tecnologia. Si possono valorizzare le relazioni, fare qualcosa ritenuta impossibile, vivendola come un gioco». Un gioco che approda per la prima volta nel capoluogo regionale. Sei gli istituti bolognesi che hanno aderito alla sfida partita dal Modenese. —
G.F.
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