Aggredito per una battuta durante video Ragazzino pestato a sangue da un rapper
Un 17enne è stato assalito dall’aspirante artista in piazzale Re Astolfo ed è finito al Ramazzini: 60 giorni di prognosi
Pestato a sangue per una battuta. La vittima è un ragazzino che, insieme ai suoi amici, si trovava nel Cortile delle Stele dietro al Castello. L’episodio si è verificato nel tardo pomeriggio di venerdì in piazzale Re Astolfo, nel cuore del centro storico. Un trentenne pregiudicato di Carpi, con velleità artistiche arriva nel Cortile, di fianco al Museo del deportato. L’intenzione è quella di girare un videoclip per promuovere le sue ultime fatiche musicali: i brani da interpretare sono stati composti durante il periodo che ha scontato in carcere.
Proprio di fianco al Museo del deportato c’è una comitiva di minorenni che sta bivaccando. L’aspirante rapper ne approfitta, quindi, per chiedere: “Volete partecipare alle riprese? Così diventerete famosi anche voi”. E il ragazzino, che ha 17 anni, gli risponde: “Ma io lo sono già!”, in tono scherzoso. Il giovane si allontana insieme ai suoi amici, i quali declinano, a loro volta, l’invito. Questo mentre l’improvvisato cantante dà inizio alle riprese, assistito da alcuni collaboratori.
LE BOTTE
Passano una ventina di minuti e si spengono le telecamere. Il trentenne si avvicina al gruppetto di giovani che si era fermato poco distante. Invita il 17enne che poco prima gli aveva risposto a seguirlo. “Ti devo parlare”, gli dice, e lo conduce con sè in piazzale Re Astolfo. E lì, lontano da occhi indiscreti, inizia a menarlo. Calci e pugni, mentre gli amici del 17enne si precipitano richiamati dalle urla del loro amico. Mentre cercano di dividerli, un amico del trentenne rincara la dose e riesce a colpirlo in faccia. “Ma lo sai chi siamo noi?” gli dice minaccioso. Poi i due se ne vanno.
I carabinieri, allertati dal 118, in poco tempo riescono a fermarli: il trentenne aveva raggiunto un locale del centro dove stava interpretando dei brani al karaoke, mentre l’altro era tornato a casa. I due dovranno rispondere di lesioni personali aggravate; il 17enne, infatti, dimesso dal pronto soccorso del Ramazzini durante la notte, riporterà un trauma cranico e toracico e la frattura di una spalla e due mesi di prognosi.
Questo è l’ultimo episodio di una serie di atti violenti avvenuti in centro. Nei giorni scorsi, infatti, sono stati denunciati alcuni minorenni per avere danneggiato l’oratorio Eden e le auto in via Santa Chiara.
I VANDALI
Ieri mattina, il sindaco Alberto Bellelli ha incontrato le famiglie dei giovani vandali. «Erano costernati per l’azione dei figli - spiega il primo cittadino - Sono determinati a fare tutto il possibile perché i figli possano comprendere la gravità delle azioni commesse. Il Comune non vuole sostituirsi né al Tribunale, né alle famiglie con questo gesto. Noi abbiamo proposto ai genitori di dialogare con i figli per verificare se ci siano le condizioni per intraprendere qualche forma di volontariato nel campo dei servizi alla persona: un’esperienza che intende essere educativa, un’opportunità per capire i gravi errori commessi. I genitori si sono mostrati interessati a questo». —
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