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La rabbia del comitato: «Ennesima delusione Le nuove strutture? Orribili»

L.G.
La rabbia del comitato: «Ennesima delusione Le nuove strutture? Orribili»

La presidente Rita Del Vecchio: «Speravamo nel secondo grado» Italia Nostra: «Grave violazione urbanistica che resterà impunita» 

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«Sui tempi non possiamo che dirci delusi. Insomma, avevamo presentato a Bologna due istanze di sollecito, e confidavamo nel fatto che, come spesso accade quando si avvicina la prescrizione di un reato, la corte d’Appello assegnasse una priorità diversa a questo caso. Però non è successo, e dunque, dal punto di vista penale, questo Appello non avrà molto senso...». A parlare, commentando la riapertura del caso chioschi proprio quando la prescrizione si avvicina, è l’avvocato Andrea Stefani, legale di Italia Nostra, associazione da sempre in prima linea sulla questione “baracchine” e promotrice del ricorso (oltre a quello avanzato dalla Procura di Modena) dopo la sentenza di primo grado che ha portato all’assoluzione degli assessori, dei dirigenti comunali e dei rappresentanti della Sovrintendenza coinvolti. «L’imminente prescrizione non impedisce del tutto il giudizio dell’Appello - precisa l’avvocato Stefani - dal momento che, per quanto riguarda i capi di imputazione civili e i possibili risarcimenti, resta tutto in discussione. A rimanere fuori, però, sarà la parte più importante, quella penale, e ovviamente da parte nostra c’è grande rammarico». Per l’associazione presieduta dal modenese Giovanni Losavio, insomma, il tema resta valido anche oggi: «Per noi sui Viali c’è stata una grave violazione urbanistica - chiude il legale di Italia Nostra - ed è un peccato che il processo riparta proprio quando la prescrizione è imminente».

Tanta delusione anche per Rita Del Vecchio, presidente del comitato per la tutela del Parco della Rimembranza: «Sono senza parole - commenta - in questa vicenda è stato tutto sbagliato fin dall’inizio, e adesso è arrivata anche la beffa dell’Appello reso praticamente inutile dalla prescrizione». E a chi le chiede se i chioschi aperti oggi le piacciano di più di quelli ipotizzati negli anni scorsi, la signora Del Vecchio replica facendo notare che «per me, così come per il comitato, quelle strutture restano orribili, e peraltro non sono più semplici chioschi, ma veri e propri locali, cosa che di certo non mancava in centro storico». La preoccupazione del comitato è soprattutto per la bella stagione, «quando noi residenti dovremmo fare i conti con la musica a tutto volume e con i clienti di questi locali che resteranno al parco fino a notte fonda». Tornando al parco, la presidente del comitato ricorda che «promuovendo il nuovo progetto, il sindaco Muzzarelli aveva promesso una serie di interventi di riqualificazione, ma oggi non abbiamo ancora visto alcunché, mentre nella zona dei giochi vicino al parco Pertini restano tante cose da fare, a partire dai profili di metallo tagliente in bella vista. Ma forse ai modenesi va bene così - aggiunge con grande amarezza la signora Del Vecchio - in una città che per quanto riguarda urbanistica e viabilità finisce spesso per scegliere la cattiva qualità». Per quanto riguarda il processo, dunque, tra i rappresentanti del comitato resta la delusione «perché dal secondo grado in effetti ci si poteva aspettare qualcosa di meglio, dal momento che il processo si sposterà in un’altra città e in un altro Tribunale. Peccato che tutto questo sia stato vanificato dai tempi della giustizia, arrivando ad una assurda riapertura del processo proprio quando entrerà in gioco la prescrizione». —

L.G.

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