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Sitta: «Epilogo ridicolo di una vicenda assurda Hanno fatto male alla città»

L.G.
Sitta: «Epilogo ridicolo di una vicenda assurda Hanno fatto male alla città»

L’ex assessore all’Urbanistica: «Strutture uguali al primo progetto» Galli (Zooky Cafè): «Incredibile perdita di tempo e di denaro» 

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«La riapertura di un processo destinato a scontrarsi con la prescrizione, almeno dal punto di vista penale, rappresenta l’ennesima conferma della situazione italiana per quanto riguarda la giustizia». A dirlo è Andrea Galli, proprietario del chiosco Zooky Cafè (l’ex Tosco), l’ultima delle strutture del parco che hanno riaperto dopo la lunga vicenda partita dal sequestro di sei anni fa. Una vicenda lunga e dolorosa per i proprietari e i gestori delle strutture dei Viali, che oggi sono tornati a sorridere: «I nuovi chioschi piacciono ai modenesi - conferma Galli - e fanno vivere il parco dopo tanti anni di buio e di degrado. Il rammarico è che non abbiano riaperto prima, perdendo tanti anni e facendoli perdere a un pezzo importante della città». Ma qual è stato l’impatto delle nuove strutture e dei nuovi locali sui cittadini? La risposta è stata buona fin dalla riapertura degli altri due chioschi, Bobotti ed Elio Park, che già l’estate scorsa hanno potuto festeggiare il ritorno insieme ai clienti. «I riscontri sono ottimi per tutti - conferma Galli - e i locali sono ben frequentati, peccato solo che abbiano riaperto così tardi». Tornando alla questione del processo, il proprietario dello Zooky Cafè considera «assurdo che a due anni e mezzo dalla sentenza del Tribunale di Modena, dopo tanto tempo e tanti soldi persi, si riapra un processo che dal punto di vista penale è già chiuso in partenza, dal momento che c’è la prescrizione che incombe. Un caso simbolico, perché dice tanto della giustizia italiana».

Ma cosa pensano della riapertura del processo gli ex amministratori comunali assolti nel giugno del 2017? «Questo Appello che arriva dopo la prescrizione è il completamento comico di una vicenda tragi-comica - commenta l’ex assessore all’Urbanistica Daniele Sitta - una vicenda comica, perché non ci sono altre parole per descrivere quello che è successo in questi sei anni. Allo stesso tempo, però, c’è stata una persona che non ha potuto vedere la sua assoluzione, l’ingegner Giovanni Villanti». Per quanto riguarda i chioschi, Sitta alza le braccia: «Un’altra cosa ridicola - riprende - è che alla fine le strutture sono state realizzate esattamente come previsto. Anzi - si corregge l’ex titolare dell’Urbanistica in piazza Grande - una cosa è stata cambiata: l’imbianchino, perché all’inizio i chioschi erano previsti verdi, e alla fine sono diventati marroni...».

Una vicenda incredibile per l’ex assessore, «ma allo stesso tempo una vicenda disgustosa, portata avanti da persone che hanno un male incalcolabile a tante attività economiche, ma anche alla città, con il parco che è rimasto cinque anni senza un presidio. E la questione non è ancora finita - aggiunge Sitta - perché ci sono ancora gli altri chioschi fino allo Storchi da completare, mentre tutti hanno capito che senza questi presidi, i Viali e l’area del parco diventano terra di nessuno. Qualcuno, però - incalza l’ex assessore puntando il dito contro Italia Nostra - ha preferito portare avanti tutto questo, facendo danni enormi con la complicità dell’onorevole Sgarbi, che prima ha bocciato duramente i chioschi, dando così la “benedizione” al sequestro e all’abbandono del parco, salvo poi dire che in fin dei conti le nuove strutture sono “belline” in campagna elettorale...». —

L.G.

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