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Coronavirus a Modena

Coronavirus. A Modena supermercati presi d’assalto Carne e pesce quasi introvabili

Gabriele Farina
Coronavirus. A Modena supermercati presi d’assalto Carne e pesce quasi introvabili

Code infinite e cittadini con la mascherina ai Portali, alla Rotonda e all’Esselunga Centinaia di famiglie hanno fatto scorta di generi di prima necessità

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MODENA Scaffali vuoti e turni lavorativi pieni. Lunghe code alle casse e clienti con le mascherine. È una domenica ad alto tasso di stress nei centri commerciali. L’ordinanza dell’Emilia Romagna per il Coronavirus suscita reazioni sospese tra la curiosità e l’apprensione nei modenesi.

Si riversano nelle strade e si dirigono verso i supermercati. Alle 18.30 la scena ai Portali è ingannevole. Il parcheggio in via Divisione Acqui è strapieno, eppure il PalaPanini è vuoto. Parcheggiare è agevole dalla terza fila dell’area di fianco al palazzetto. Già da allora è evidente il fitto viavai di carrelli. Cassette d’acqua e di latte affollano la parte inferiore dei carrelli.

Nella parte superiore si affollano sacchetti su sacchetti. All’ingresso, sul lato del palazzetto, tre studentesse analizzano preoccupate la situazione. L’ordinanza regionale le esonera dall’università fino a lunedì 2 marzo. L’aria negli sguardi indica però che c’è poco da stare allegre.

Un umore opposto si respira pochi metri dopo. Un nugolo di otto persone si è riunito di fronte all’ingresso di via Divisione Acqui, il più frequentato. Le mani sono piene di sacchetti, ma negli occhi e nel tono dei commenti si avverte ancora una punta di ottimismo.

All’interno le code si estendono in lungo e in largo. I generi alimentari passati sui banconi delle casse sono quelli di prima necessità. I clienti puntano sui surgelati, sulla carne e sul pesce, sul pane e sul latte. Impressiona la quantità di acqua che i clienti acquistano. Si notano carrelli con quattro, addirittura cinque confezioni. Trenta bottiglie (da 45 o 60 litri complessivi) che per una famiglia di cinque persone possono bastare per un mese. Una riprova evidente che tanti modenesi non si fidano dell’acqua nei rubinetti, filtrata o meno.

Un’indicazione secondo cui chi va a fare la spesa difficilmente tornerà a breve. Osservando il protrarsi della fila, qualcuno desiste. Torna a casa o decide di andare da un’altra parte. Lo scenario alla Rotonda, se possibile, è ancora più densamente popolato. All’ingresso, dal lato della biblioteca, si nota già una coda. È quella della farmacia. Oltre 15 clienti sono in coda anche se l’orologio indica le 19 e il centro commerciale è destinato a chiudere nel giro di un’ora. Alla parafarmacia di fianco all’accesso del supermercato la situazione è del tutto analoga.

Dentro al supermercato si desidera essere piccoli come sardine per potersi muovere meglio. Anche perché di pesce vero e proprio inizia a essercene sempre meno. I dipendenti si muovono senza posa. Aprono scatole piene di pacchi di pasta, riempiendo gli scaffali vuoti.

Carne e farina diventano beni quasi introvabili. Di fronte ai surgelati sembra di assistere a un incrocio in cui ogni semaforo indica il verde e non si sa chi abbia la precedenza. Stridono settori quasi completamente vuoti, come la telefonia e l’area giochi. In coda c’è chi pensa per sé e chi fa la scorta anche per gli animali domestici. Sughi pronti e pasta, le immancabili cassette d’acqua e il pane affollano i carrelli. C’è chi sceglie di non rinunciare alle proprie passioni, siano esse chiamate sushi, patatine o popcorn. Alle 19.25 le casse sono strapiene anche all’Esselunga.

L’apprensione è tanta che una coppia di ragazzi indossa una mascherina protettiva. L’aggregazione sospesa in via precauzionale nelle scuole e negli eventi si materializza in file lunghe decine e decine di metri. Prodotti confezionati e cassette d’acqua mettono alla prova muscoli e portafogli mentre le merci negli scaffali si assottigliano. —