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Coronavirus. Richieste di affitto “sospette” all’Abetone Fiumalbo lancia i controlli sulle locazioni

D.M.
Coronavirus. Richieste di affitto “sospette” all’Abetone Fiumalbo lancia i controlli sulle locazioni

Nei giorni scorsi diverse agenzie immobiliari del crinale toscano  hanno ricevuto richieste da cinesi rientrati dal capodanno

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Sabato è stata alta tensione Coronavirus anche dove non t’aspetti: nel remoto alto Appennino sul crinale toscano. L’ultimo posto dove potrebbe arrivare il contagio, si penserebbe. Invece a rendere prossimo il problema è proprio la vicinanza con la Toscana e la zona di Pistoia-Prato, ad alta concentrazione cinese per il tessile. Qui si stima ci siano 2.500 cinesi di ritorno dai festeggiamenti del capodanno. Ha quindi creato un certo allarme vedere passare nei giorni scorsi dalle agenzie immobiliari alcuni cinesi che chiedevano per 20-30 giorni appartamenti in zone isolate, soprattutto montane, con più camere. Rimanendo piuttosto vaghi sui motivi di soggiorno. Da qui è nato il sospetto che ci siano persone alla ricerca di posti in montagna per trascorrere delle quarantene autonome al di là degli obblighi emanati dalla Toscana e dall’Emilia per chi rientra dalla Cina. È successo soprattutto nel comune toscano di Abetone Cutigliano, dove tra la gente sabato si è diffuso molto allarme in parallelo all’esplosione del contagio sui tg. È stata fatta segnalazione anche ai carabinieri toscani e a quelli di Pievepelego. Tanto che il sindaco dell’Abetone ha deciso di emanare un’ordinanza per identificare chi viene in soggiorno sul suo territorio. Stessa misura presa dal sindaco di San Marcello Piteglio, che è anche il presidente della Provincia di Pistoia. E così ha deciso anche il sindaco di Fiumalbo Alessio Nizzi: diversi fiumalbini lavorano all’Abetone, e la preoccupazione è stata trasmessa in modo diretto dai cittadini. L’atto, in vigore fino al 31 marzo, impone ai proprietari di immobili di comunicare entro 24 ore al Comune «qualsiasi eventuale richiesta di locazione al fine di poter attivare gli opportuni controlli». Idem per le strutture ricettive, per periodi sopra ai sei giorni. Riolunato ha già predisposto analoga ordinanza, che dovrebbe uscire oggi, e Pieve potrebbe unirsi. «Chi viene per un soggiorno turistico è sempre accolto a braccia aperte, cinese o non cinese - tiene a precisare Nizzi - l’ordinanza non vieta nulla: vuole solo tutelare la popolazione da potenziali pericoli». —

D.M.

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