Gazzetta di Modena

Modena

A giorni all’asta l’area in degrado dell’ex Cesa alla Madonnina

Carlo Gregori

Dopo il crac, il terreno destinato a un nuovo supermercato è in vendita a busta chiusa: prezzo base di 1,1 milioni di euro

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Era ritenuto un importante progetto di riqualificazione urbana. Prevedeva il risanamento di un’area in profondo degrado e la costruzione di un nuovo supermercato per la Madonnina, il Conad, al posto di quello vicino già esistente. E invece quel terreno ora è all’asta giudiziaria al prezzo base di un milione e 100mila euro. Il comparto di officine e magazzini abbandonati da decenni in via Emilia Ovest 621 ora è al centro di una gara a busta chiusa, senza che Nordiconad Spa si sia più interessata all’acquisizione di quell’area sotto curatela fallimentare. Si tratta del crac della Cesa Costruzioni di Modena, che nel febbraio 2019 è stata messa in liquidazione trascinando tra i beni affidati al curatore anche il terreno in questione. Un terreno che fino a due anni prima era stato più volte al centro di discussioni in Consiglio.

LA VENDITA

L’asta dell’intero lotto da 5.850 metri quadrati è prevista alle 15.30 del 19 marzo presso la sede dell’Istituto vendite Giudiziarie di Modena. Se il prezzo base è di 1,1 milioni di euro, come detto, con rilanci da 20mila euro a volta, il terreno diventerà di chi farà l’offerta migliore considerando Iva e i costi di asta. La vendita è in un lotto unico.

L’AREA IN DEGRADO

Lo stato di quell’area è a dir poco fatiscente. Con gli anni è diventata una discarica abusiva e un rifugio per sbandati di ogni genere, oltre che passatempo per vandali in vena di distruggere tutto ciò che contenevano quegli edifici che un tempo erano stati abitazioni, magazzini, officine, capannoni e laboratori. Un complesso che si era formato da una serie di costruzioni tra via Emilia Ovest e via Orticara aggiunte a partire dal 1952 fino al 1962, come ha ricostruito il Comune stesso in una sua ricerca. Tutto questo, però, è come se non esistesse: è pacifico che dovrà essere tutto raso al suolo e portato in discarica (i costi stimati dello smasso dei rifiuti edili sono di circa 150mila euro). I tetti di quasi tutti gli edifici sono stati demoliti perché pericolosi. L’unico oggetto di valore resta il terreno che è asfaltato e comunque da ripulire e forse bonificare. Ma quel terreno ha una sua appetibilità, come indica la sua storia recente.

COSA E’ SUCCESSO

L’opportunità di costruire riqualificando la zona in degrado è nata con la legge “Sblocca Italia” che localmente è diventata “Sblocca Modena”. In quella circostanza favorevole a un intervento edilizio venne presentato in Comune il progetto per una struttura commerciale medio-piccola nell’ambito di una trasformazione coerente con gli obiettivi d’indirizzo appena varati.

L’ACCORDO E LA CRISI

Il Comune diede parere favorevole e nel dicembre 2016 si è arrivati a un accordo di pianificazione tra Comune e committenza, Nordiconad Spa. Il progetto prevedeva la costruzione di un nuovo Conad di medie dimensioni che avrebbe sostituito quello già esistente in zona (angolo via Amundsen). L’area era territorialmente di 5.850 metri quadrati ma la superficie utile al progetto era di quasi 2mila metri quadrati a fronte dei 4mila utilizzabili a livello produttivo. La Cesa Costruzioni per conto di Nordiconad presentò in Comune la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività ) e pochi mesi dopo, nel 2017, il Comune diede il permesso di costruire. Non se ne fece però niente. La crisi travolse la Cesa, due anni dopo messa in liquidazione. Il permesso è ancora valido ma Nordiconad, come si legge nella relazione di stima del Tribunale, non ha più manifestato interesse per quel terreno.

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