Gazzetta di Modena

Modena

Coronavirus a Modena

Contagiato di Carpi: «Il nostro collega ha allertato subito il 118 Dieci in quarantena tra famigliari e addetti»

SERENA ARBIZZI
Contagiato di Carpi: «Il nostro collega ha allertato subito il 118 Dieci in quarantena tra famigliari e addetti»

Saraceni, presidente della Garc, la spa per cui lavora l’uomo colpito «Lui opera all’esterno. E si è comportato con estrema correttezza

3 MINUTI DI LETTURA





LA STORIA

SERENA ARBIZZI

«Il nostro collega si è comportato in maniera molto corretta». Claudio Saraceni ci tiene a sottolinearlo. È il presidente della Garc, società per azioni del settore dell’edilizia che conta oltre 260 dipendenti, e ha il suo quartier generale a Fossoli, dove sono impiegati tra i 60 e i 70 dipendenti.

Il primo caso positivo di Coronavirus nel Modenese è quello di un carpigiano di 62 anni che lavora proprio alla Garc e Saraceni desidera dire, come prima cosa, «che il nostro lavoratore è stato molto corretto: appena si è accorto di avere la febbre, anziché uscire, raccontare i suoi sintomi e seminare magari il panico, ha chiamato chi di dovere e ha aspettato a casa finché non sono andati a prenderlo».

Il lavoratore carpigiano potrebbe aver contratto il virus nel Lodigiano. Da circa un mese la spa ha infatti stretto accordi commerciali per la realizzazione di insediamenti industriali a Codogno, nel Lodigiano, e nel Milanese. E l’uomo, una decina di giorni fa, si era recato proprio in un cantiere di quella zona.

«Ieri, intorno alle 13, - aggiunge Saraceni - è arrivata la notizia che il collega è risultato positiva. Ma già da domenica sera avevamo predisposto misure di prevenzione stilando l’elenco delle persone che avevano avuto contatti con lui. In tutto, abbiamo contato una decina di persone che si sono sottoposte alla quarantena volontaria. Una decina in tutto: significa quattro o cinque dipendenti e, per il resto, famigliari. L’Ausl sta provvedendo a fare i tamponi a tutte queste persone».

Il presidente aggiunge «le condizioni del nostro collega non destano preoccupazione e sono monitorate costantemente. L’apprensione è ovviamente elevata per il grado di amicizia che ci lega, ma i medici non hanno espresso preoccupazioni per la sua incolumità».

«Chiarisco che il 62enne di cui parliamo lavora all’esterno dell’azienda - prosegue il presidente - Crediamo sia possibile che abbia contratto il virus nelle vicinanze di Codogno, durante un sopralluogo in un cantiere a metà mese. Chiaramente non abbiamo gli strumenti per individuare le cause precise».

Saraceni specifica anche un’altra cosa importante: «Noi lavoriamo in Comuni che non sono stati mappati, ma sono nei pressi. Siamo presenti in quelle zone da poco, da circa un mese. In quei territori della Lombardia l’economia si muove più velocemente e, quindi, anche noi da Carpi siamo arrivati a Milano».

La Garc, al momento, ha interrotto tutti i cantieri in Lombardia. «Su quei lavori contiamo al massimo una quindicina di dipendenti perché, per il resto, subappaltiamo a ditte del posto» sottolinea Saraceni.

Il presidente aggiunge che «le false notizie che si sono rincorse sono state le peggiori. Come ad esempio quella su una riunione che il nostro collega avrebbe tenuto con trecento dipendenti: cosa assolutamente non vera. Noi, in azienda, nel frattempo, stiamo adottando tutte le misure e le contromisure prescritte. Abbiamo le mascherine: ce ne siamo fatte portare addirittura da nostri lavoratori da Amatrice che si sono incontrati con altri a metà strada da Carpi. Qui non se ne trova più neanche una nemmeno se la paghi a peso d’oro. Tutti noi manteniamo alta l’attenzione per evitare rischi di un contagio che, al momento, non ci risulta sia avvenuto». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA