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AGGIORNAMENTI Positivi al Coronavirus e ricoverati due familiari del contagiato di Carpi

AGGIORNAMENTI  Positivi al Coronavirus e ricoverati due familiari del contagiato di Carpi

Nuova giornata di vigilanza in tutta l'Emilia Romagna sul fronte dell'emergenza Coronavirus. Segui gli aggiornamenti in tempo reale Attivo il numero verde della Regione: 800 033 033

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ARRIVANO GLI ESITI DEI TAMPONI: POSITIVI ANCHE DUE FAMILIARI DEL CARPIGIANO RICOVERATO

Hanno dato esito positivo, al Coronavirus, su due familiari del carpigiano ricoverato da lunedì al Policlinico i tamponi effettuati subito dopo che l'uomo ha denunciato la propria situazione. Le due persone non sono ricoverate in terapia intensiva contrariamente a quanto appreso in un primo momento.

 

Le autorità sanitarie precisano che in terapia intensiva è ora ricoverato l'imprenditore di Carpi, mentre i suoi due familiari per il momento sono ricoverati nel reparto di malattie infettive.

AGGIORNAMENTO DELLA REGIONE: SALGONO A 26 I POSITIVI IN EMILIA ROMAGNA

Con i due familiari dell'uomo di Carpi diventano  tre  i casi di positività al Coronavirus, che portano a 26 il numero complessivo di contagiati in Emilia-Romagna: due cittadini di Modena, entrambi parenti della persona già risultata positiva, e uno a Piacenza.

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Questo l’aggiornamento sul numero delle persone risultate positive al tampone e sulle misure adottate per contrastare e contenere la diffusione del virus sul territorio regionale, fatto oggi in Regione, a Bologna, dall’assessore alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi.

Per quanto riguarda i nuovi casi rilevati oggi, sette in totale, dei due parmensi rilevati dal laboratorio dell’Università di Parma, uno ha trascorso periodi di permanenza a Codogno ed è in isolamento a domicilio. L’altro, che aveva avuto contatti con la zona rossa del Lodigiano, è ricoverato nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Parma.

Negli altri due casi rilevati dal Crrem, il Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, si tratta di un’operatrice sanitaria dell’ospedale Piacenza, in isolamento a domicilio, e di una persona di Rimini, ricoverata in ospedale, di ritorno da un viaggio all’estero. Su quest’ultimo caso proseguono gli approfondimenti sul piano epidemiologico.

Per quanto riguarda gli altri due casi registrati nel modenese, si tratta appunto di parenti della persona già ricoverata ieri, riconducibile al focolaio lombardo: che non si trovano in Terapia intensiva ma nel reparto di malattie infettive.

Ancora da definire sul piano epidemiologico la situazione del secondo caso di positività registrato a Piacenza.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Il Coronavirus continua ad avanzare in Italia: sale a undici il conto delle vittime. Anche i quattro morti odierni sono anziani (tre in Lombardia e uno in Veneto). Trecentoventotto i positivi, circa cento in più del giorno precedente. E - proveniente dalle aree-focolaio del Settentrione - il contagio arriva al Sud, in Sicilia ed in altre 2 regioni, Liguria e Toscana. Dopo le tensioni di ieri, il Governo vara un'ordinanza per uniformare i comportamenti delle Regioni che non fanno parte delle zone rosse (Lombardia e Veneto). E per far fronte alla carenza di mascherine ed altri Dpi (Dispositivi di protezione individuali), l' acquisto di questo materiale sarà centralizzato. Mentre fioccano da vari Stati gli inviti ad evitare l'Italia, il premier Giuseppe Conte prova a rassicurare: «è un'emergenza che si può affrontare, l'Italia è un Paese sicuro, più di tanti altri».

VENTURI: SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO

“Nonostante la vicinanza dalle zone dei focolai- ha dichiarato l’assessore alle politiche per la salute, Sergio Venturi- il numero complessivo di casi di infezione attualmente riscontrato in Emilia-Romagna è tale, al momento, da non indurre allarmismi e conferma che le misure adottate dal nostro Servizio sanitario e dalla Protezione civile si stanno rivelando efficaci. Stiamo agendo con la massima tenacia e competenza e oggi, ancor più di ieri, siamo in grado di trasmettere un messaggio di tranquillità sulla tenuta del nostro sistema nel fare fronte alla situazione”. “Ancora una volta faccio appello a porre attenzione ai casi di sciacallaggio informativo- prosegue l’assessore- e mi soffermo sulla segnalazione che avevo fatto ieri e che stamattina si è trasformato in denuncia alla polizia postale da parte delle Aziende sanitarie di Modena di due casi di palesi notizie false sul numero delle persone risultate infette. E quella di Reggio Emilia si appresta a fare altrettanto. Comportamenti irresponsabili in un momento delicato come questo che meritano di essere individuati e puniti senza alcuna esitazione”.

NUMERO VERDE: BOOM DI CHIAMATE, SONO 11.200

«Fino alle 14 di oggi ci sono state 11.200 chiamate al numero verde attivato ieri per chiedere informazioni sul Coronavirus. Quindi chiedo ai cittadini di avere pazienza se non si riesce a parlare con gli operatori in pochi minuti». Così l'assessore alle Politiche per la Salute dell'Emilia-Romagna, Sergio Venturi.

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FAKE NEWS: SCATTANO LE DENUNCE DELL'AUSl. POLIZIA POSTALE INDAGA

«Stamattina la Ausl di Modena, con la polizia postale, ha denunciato due casi di palesi notizie false legate al Coronavirus. Continueremo a fare così ogni volta che qualche sciacallo darà notizie finte. Anche l'Ausl di Reggio farà altrettanto», per un'altro caso di fake news. Lo ha detto l'assessore alle Politiche per la Salute dell'Emilia-Romagna, Sergio Venturi.

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CONTAGIATO DI RIMINI: UN 71ENNE REDUCE DA UN VIAGGIO

Il paziente romagnolo risultato positivo al coronavirus è un uomo di 71 anni, originario di Cattolica, ora ricoverato all'ospedale 'Infermi' di Rimini. Nelle ultime settimane l'anziano ha viaggiato molto. La conferma della positività, secondo quanto dichiarato dall'assessore uscente alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, Sergio Venturi, è arrivata dopo i tamponi. Le autorità stanno ricostruendo i contatti che l'uomo ha avuto nelle ultime settimane.  

La positività del paziente di Rimini al Coronavirus «non credo sia un focolaio romagnolo, tenederei a escluderlo, ma i contatti sono stati veramente molti. Io presumo che alla fine possa essere ricondotto ad una delle zone rosse che abbiamo in Italia, ma ancora non lo sapppiamo, perché è tornato da poco e dobbiamo approfondire con lui i punti che ha toccato. Lo sapremo nei prossimi giorni. Mi fa un pò rabbia il caso romagnolo, perché ha avuto tantissimi contatti». Lo ha detto l'assessore alle Politiche per la Salute dell'Emilia-Romagna, Sergio Venturi, riferendosi ad uno degli ultimi casi di positività al Coronavirus riscontrato in Emilia-Romagna, un paziente di 71 anni ricoverato ora nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Rimini.

LA CONFERENZA STAMPA DI AGGIORNAMENTO DELL'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA'

CARPI ORDINANZA DEL SINDACO: STOP AI MERCATI E AGLI ALLENAMENTI

Niente mercati questa settimana, impianti sportivi chiusi, limitazioni per biblioteca, Anagrafe e Quicittà, per funerali e matrimoni, e inviti a pubblici esercizi e locali aperti al pubblico: sono le misure contenute in un’ordinanza del Sindaco di Carpi, valida fino a domenica, che si aggiunge a quanto già stabilito in sede regionale.

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L’ordinanza (“Ulteriori e specifiche prescrizioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 nel territorio del Comune di Carpi”) è motivata dal fatto che la situazione a Carpi « ha delle peculiarità rispetto al resto del territorio provinciale e regionale », poiché un cittadino carpigiano è risultato positivo al test del coronavirus, « infezione correlata al focolaio della Provincia di Lodi. » La Giunta comunale ha « ritenuto pertanto necessario adottare ulteriori misure specifiche di tutela della popolazione », rispetto a quanto già in vigore a livello regionale.

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Dunque è stato annullato il tradizionale mercato in piazza Martiri giovedì 27 e sabato 29 febbraio; è stata inoltre decisa la chiusura di tutti gli impianti sportivi (centri sportivi, palestre pubbliche e private, piscine pubbliche e private, campi da gioco, ecc.) per tutte le attività, eccetto l’impianto in uso al Carpi Calcio, a condizione che la società effettui la sanificazione di spogliatoi e locali comuni secondo le disposizioni dell’AUSL. Altre limitazioni riguardano funerali e matrimoni, che potranno essere tenuti purché con un limitato numero di partecipanti. Chiuse poi le postazioni Internet presso il Quicittà, le sale studio, riviste e postazioni internet della Biblioteca “Loria”, che sarà comunque aperta al pubblico per i servizi di consultazione e prestito; sospeso anche il libero accesso all’ufficio anagrafe nella giornata di giovedì 27 febbraio. Il Comune invita inoltre i gestori dei pubblici esercizi e degli altri locali aperti al pubblico (circoli, centri culturali, ecc.) a evitare concentrazioni di un elevato numero di persone in locali chiusi, invito che vale anche per tutti i servizi pubblici aperti al pubblico.

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EMILIA ROMAGNA: SCOPERTI ALTRI 4 CASI ORA SONO 23

Quattro nuovi casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, che portano a quota 23 il numero dei contagiati sul territorio regionale. Due, entrambi riconducibili al focolaio lombardo, riguardano cittadini di Parma e sono stati rilevati nel laboratorio dell’Università di Parma; uno ha trascorso periodi di permanenza a Codogno, manifestava sintomi lievi ed è in isolamento a domicilio; l’altro, che aveva avuto contatti con la zona rossa del Lodigiano, è ricoverato all’ospedale di Parma, reparto Malattie Infettive.

Ci sono poi i due casi rilevati dal Crrem, il Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Il primo riguarda un’operatrice sanitaria dell’ospedale Piacenza, in isolamento a domicilio; il secondo è una persona di Rimini, ricoverata in ospedale, di ritorno da un viaggio all’estero. Su quest’ultimo caso sono in corso approfondimenti sul piano epidemiologico. Complessivamente quindi, in Emilia-Romagna, i casi di positività salgono a 23: 17 a Piacenza, 4 a Parma, 1 a Modena e 1 a Rimini.

CONTAGIATI IN 20 PROVINCE

Sono 20 le province che registrano casi di coronavirus, secondo i dati della Protezione civile. In dettaglio, in Lombardia, Lodi (101 casi), Cremona (39), Pavia (17), Bergamo (14), Milano (3), Monza Brianza (2), Sondrio (1); in Veneto, Padova (30), Venezia (7), Treviso (1); in Emilia Romagna, Piacenza (17), Parma (4), Modena (1), Rimini (1); in Piemonte, Torino (3); in Toscana, Firenze (1), Pistoia (1); in Trentino Alto Adige, Bolzano (1); in Sicilia, Palermo (1); nel Lazio, Roma (3). In Lombardia ci sono 35 casi positivi in fase di ospedalizzazione o isolamento.

STOP ALLE ESPORTAZIONI DI MASCHERINE: RESTANO IN ITALIA

“D’intesa con i presidenti Zaia e Fontana, chiediamo il blocco delle esportazioni dei dispositivi di protezione individuale prodotti dalle aziende italiane e la requisizione di questo materiale. Una misura necessaria per evitare che fra pochi giorni ci si trovi nella situazione in cui non si trovino mascherine, tute, guanti, cuffie e i dispositivi necessari, soprattutto nelle Regioni più colpite. Materiale che serve in particolare agli operatori sanitari, che stanno facendo un lavoro straordinario. Tema che ho posto al presidente del Consiglio, Conte, che ci ha rassicurati sul fatto che si troverà immediatamente una soluzione positiva su questo”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in merito alla gestione dell’emergenza Coronavirus.

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MESSA DELLE CENERI IN DUOMO SENZA FEDELI. SI SEGUE IN TV

Sulla base di quanto già comunicato in merito alla sospensione delle celebrazioni pubbliche a seguito dell’ordinanza sulle misure per contrastare il coronavirus, l’Arcidiocesi di Modena-Nonantola e la Diocesi di Carpi daranno la possibilità a tutti i fedeli di seguire la Santa Messa del Mercoledì delle Ceneri - celebrata da mons. Castellucci nel Duomo di Modena alle ore 18 - grazie alla diretta televisiva su Trc (canale 11) e TvQui (canale 19). Sarà questa l’unica possibilità di partecipare alla celebrazione, che non prevedrà l’accesso dei fedeli in Duomo in osservanza alla suddetta ordinanza. Sui siti delle due diocesi verranno messi a disposizione dei fedeli anche un piccolo sussidio per la preghiera e uno speciale “Vangeloclip”.

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LA SITUAZIONE IN EMILIA ROMAGNA

Sono a 19 i casi positivi al Coronavirus in Emilia-Romagna, gli ultimi due dei quali riscontrati a Piacenza: si tratta di due operatori dell’ospedale cittadino venuti a contatto con un paziente positivo ricoverato. Complessivamente, dunque, le persone risultate positive al tampone su tutto il territorio regionale sono 16 a Piacenza, 2 a Parma e 1 a Modena. Tutti riconducibili al focolaio lombardo.

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Grazie al lavoro svolto dall’intero sistema sanitario, è stato possibile ricostruire per ognuno il percorso epidemico, e pertanto tutti i contagi hanno provenienza nota, che porta sempre al primo anello della catena, quella del basso Lodigiano. I 16 casi di Piacenza riguardano tutte persone venute in contatto con malati (o perché parenti o perché operatori sanitari); dei due contagiati a Parma, una è una donna cha a Codogno assisteva la madre ricoverata in ospedale, l’altro un uomo che si era recato a ballare nel paese lombardo.

L’unico caso di Modena, infine, riguarda un operatore edile che ha frequentato per 2-3 settimane i luoghi infetti e anche in questo caso è venuto in contatto con una persona malata.

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ATTIVATO UN NUMERO VERDE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

Il numero verde regionale, 800.033.033, attivo dal 25 febbraio e a disposizione delle persone che potranno chiamare per avere informazioni e indicazioni sul comportamento da tenere in presenza di sintomi sospetti.

BONACCINI: RISCHI PER L'ECONOMIA, MA LA SALUTE VIENE PRIMA DI TUTTO

«Abbiamo compiuto un positivo sforzo di coordinamento, in raccordo col governo, e insieme abbiamo deciso di agire con rapidità. Davanti all’emergenza non c’è destra e sinistra. Con la Sanità lombarda, in particolare, stiamo collaborando attivamente». Si esprime cos’ in un’intervista a La Stampa Stefano Bonaccini, il Governatore dell’Emilia Romagna che a poche settimane dalla sua riconferma al vertice della Regione si ritrova ora a doversi confrontare con una sfida enorme e che, inevitabilmente, finisce anche per ristabilire e ridefinire i confini delle priorità.

Bonaccini, che rivendica tutte le misure fin qui adottate per limitare la diffusione del virus e dunque anche del contagio, ammette che le misure restrittive come quelle in atto «richiedono un sacrificio da parte di tutti, ma sono necessarie per non ritrovarci in seguito a dover affrontare un’emergenza ancora più complessa».«Non ho scelto a cuor leggero di chiedere le scuole, di sospendere le manifestazioni o gli spettacoli», ha aggiunto il governatore, «la socialità per me è un valore in sè, si figuri. E la nostra è e vuole rimanere una Regione aperta al mondo, accogliente. Ma la salute delle persone viene al primo posto e preferisco essere criticato piuttosto che buttare sulle spalle della mia gente un peso ancor più grande».

Bonaccini ha spiegato di essere in collegamento «quotidiano con Fontana e Zaia, ma anche con i colleghi di altre Regioni» e «un ottimo strumento» è anche l’istituzione della videoconferenza quotidiana con il presidente del Consiglio Conte, il capo dipartimento della Protezione civile Borelli e tutti i presidenti delle Regioni. «Il Paese sta attraversando una situazione inedita, che mette in difficoltà il tessuto produttivo e anche la socialità stessa delle persone», ha ammesso. E a queste difficoltà, «si dovrà certamente dare una risposta nei termini più efficaci».

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AGGIORNAMENTO CONTAGI IN ITALIA

Sale a 7 morti e 231 contagi il bilancio del coronavirus in Italia: 173 casi e 6 vittime in Lombardia; 33 casi e una vittima in Veneto; 19 casi in Emilia Romagna, 3 in Piemonte e nel Lazio, uno in Alto Adige. Test su una donna di Bergamo a Palermo. Positivo un medico italiano in vacanza a Tenerife. Controlli su un'altra italiana in Cile. Rientrati gli italiani che non sono voluti sbarcare alle Mauritius, che imponevano la quarantena. La paura svuota intanto le città del Nord Italia. Stop per molti treni. Ed è corsa agli accaparramenti nei supermercati; rincari record sul web. Pioggia di disdette nelle città d'arte.

LA MAPPA DEI CONTAGI AGGIORNATA IN TEMPO REALE

PRONTE UN MILIONE DI MASCHERINE PER GLI OPERATORI

La Regione Emilia Romagna ha reperito 1 milione di mascherine chirurgiche da utilizzare negli ospedali e negli ambulatori, a cui se ne aggiungeranno 500mila a settimana dalla prossima settimana, che saranno distribuite nei territori agli operatori sanitari. A questo proposito, l’assessore Venturi ha ricordato che è stato chiesto al Dipartimento di protezione civile, con cui la Regione è in costante contatto, di intervenire per aumentare la produzione nazionale dei presidi più sofisticati di protezione individuale per gli operatori, come mascherine, calzari, cuffie.

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“Ringrazio ancora una volta tutti gli operatori, dalla sanità alla Protezione civile, che stanno lavorando con il massimo impegno per affrontare questa emergenza- ha concluso Venturi-. Stiamo operando a stretto contatto con il Ministero della Salute e il Dipartimento nazionale di Protezione civile e da domani ci sarà un coordinamento tra i presidenti delle Regioni e il ministero per concertare ancor più le misure da adottare”

ESEGUITI OLTRE MILLE TAMPONI IN EMILIA ROMAGNA

In Emilia- Romagna si sta eseguendo un elevato numero di tamponi, oltre mille in Regione, e l'indicazione sul territorio è quella di effettuare tamponi e di eseguire una tac del torace a tutte le persone ricoverate con polmonite interstiziale. Inoltre, questa sera a Piacenza sarà aperto il presidio medico avanzato a protezione degli operatori, che servirà a dividere già all'ingresso i pazienti con possibili sintomi da Coronavirus dagli altri.

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«Stiamo cercando di fare tutto il possibile per contrastare la diffusione del Coronavirus - ha spiegato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - adottando misure precauzionali che ci chiamano, tutti quanti, a fare la nostra parte. Senza cedere ad allarmismi o panico di sorta è in atto la piena collaborazione con il Governo, le autorità sanitarie nazionali, la Protezione civile, la comunità scientifica, le altre Regioni, i sindaci e ci sono tutte le condizioni per uscirne insieme».

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UNIONE EUROPEA: QUARANTENA PER CHI RIENTRA DAL NORD ITALIA

Il Parlamento europeo ha chiesto ai funzionari e agli assistenti che sono stati in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto nelle ultime due settimane di restare in auto-isolamento a casa per 14 giorni. «Come sicuramente sapete il nuovo Coronavirus Covid-19 ora è arrivato in Europa», si legge in una email interna al Parlamento europeo, di cui l’Agi ha preso visione.

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Nell’email vengono indicate diverse aree colpite: Cina, Singapore, Corea del Sud e le regioni italiane di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. «Se avete viaggiato in una di queste aree negli ultimi 14 giorni, dovete rispettare le seguenti misure: rimanere a casa in auto-isolamento e non venite al Parlamento europeo (nemmeno al servizio medico)», si legge nell’email. A funzionari e assistenti viene richiesto il telelavoro e di monitorare la temperatura due volte al giorno. «Se dopo 14 giorni dal vostro ritorno, non avete sintomi, potete ritornare al lavoro dopo aver ricevuto luce verde», si legge nell’email. In questo periodo numerosi funzionari e assistenti sono in vacanza per il periodo di interruzione scolastica dovuta al Carnevale.