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Coronavirus a Modena

Modena. Le aziende “vigilano” sui lavoratori autocertificazioni per gli spostamenti

Daniele Dei
Modena. Le aziende “vigilano” sui lavoratori autocertificazioni per gli spostamenti

Caiumi di Confindustria: «Ci sono imprese che non possono fermarsi». Stop a tutte le trasferte e alle riunioni

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L’incubo Coronavirus significa per le aziende modenesi dover monitorare ora per ora l’andamento della situazione per capire se e come impostare il lavoro nei prossimi giorni. La direttiva della Regione di domenica sera ha sicuramente messo in allerta le imprese e i loro dipendenti, tempestando di domande le relative associazioni di categoria sul come muoversi. Non tutte le aziende possono permettersi di non fare venire i dipendenti al lavoro, come anche non tutte le mansioni possono essere condotte dalla propria abitazione. Senza contare il fatto che, se in un’impresa dovesse registrarsi un caso sospetto, il rischio è che lavoratori e quadri dirigenti siano costretti alla quarantena, bloccando il ciclo vitale aziendale. Se questo scenario è più difficile nelle grandi realtà, per i piccoli la paura è sicuramente maggiore. Ieri mattina praticamente tutte le sigle delle associazioni datoriali hanno convocato dei summit per capire come affrontare il periodo garantendo al contempo prevenzione e sostenibilità economica. Tutto questo quando ai centralini in molti hanno posto delle domande a cui, al momento, è persino difficile dare risposta. Intanto dalle associazioni del territorio arriva una prima proposta: moduli con questionari di autocertificazione in cui chiedere ai lavoratori i loro movimenti negli ultimi 15 giorni, in modo da permettere ai datori e all’ufficio personale di prendere eventuali disposizioni. Queste le indicazioni che arrivano almeno da Confindustria Emilia Area Centro e Cna Modena al termine delle rispettive riunioni d’urgenza. «È il modo per capire se ci possono essere stati dei possibili contatti a rischio – commenta Alberto Papotti, segretario provinciale della Cna – da utilizzare internamente all’azienda. del telelavoro ne possono usufruire solo aziende dell’IT e il settore impiegatizio, per questo per molti sarà impossibile applicarlo. Abbiamo chiesto alla Regione i possibili ammortizzatori sociali estendibili anche ai datori di lavoro delle piccole imprese. Oggi ognuno decide cosa fare: gli acconciatori a Modena, per esempio, generalmente hanno deciso di stare aperti sebbene ci sia la preoccupazione del contatto continuo con il pubblico». «Il modello che noi proponiamo è quello di una fabbrica attiva e non passiva – è l’opinione di Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia Area Centro – come ci ha insegnato il terremoto, ci sono aziende che non possono chiudere. Penso al biomedicale, all’alimentare e a chi produce macchinari. Serve un modello in cui le aziende collaborino con gli ospedali. Le autodichiarazioni, rinnovate ogni 15 giorni, possono essere utili ai fini statistici e per capire quali azioni preventive intraprendere, come visite mediche ripetute in azienda. Insomma, il problema lo si affronta con collaborazione e prevenzione». Posizione attendista quella della Lapam: «Nel manifatturiero il telelavoro non sarà di facile applicazione – commenta il presidente Gilberto Luppi – e sui pubblici esercizi attendiamo gli sviluppi della situazione. Al momento serve fiducia nelle istituzioni e niente allarmismi. Siamo a disposizione delle imprese per gestire insieme la situazione». Tra chi lavora prevalentemente al pubblico ci sono anche gli autisti del trasporto pubblico locale. «Ieri non ci sono state defezioni a Modena tra il personale – fa sapere Seta tramite il proprio ufficio stampa – c’è comunque preoccupazione e ci è stato chiesto se era necessario l’utilizzo di mascherine. Abbiamo ribadito che la misura non è obbligatoria ma su base volontaria del personale. L'azienda sta provvedendo a sanificare i propri mezzi prima che entrino in servizio». Intanto Seta ha intenzione nel corso della settimana di ridurre la frequenza dei bus: ieri, con le scuole chiuse e molte persone a casa, hanno viaggiato sui bus meno della metà degli utenti medi del lunedì. —