Mercato Novi Sad vuoto, pochi bimbi e bar deserti E solito assalto ai market
Il primo giorno nella “città dimezzata” dall’ordinanza senza scuole ed eventi è un viaggio surreale tra gel e mascherine: anche all’anagrafe non c’è fila
Già nelle prime ore della mattina, in tutta Modena c’era un silenzio insolito. Un traffico decisamente ridotto per essere un lunedì lavorativo qualunque. L’ordinanza urgente per combattere l’eventuale diffusione del Coronavirus, emessa domenica pomeriggio da Stefano Bonaccini, aveva colto tutti di sorpresa mettendo in uno stato di evidente preoccupazione la maggior parte dei modenesi. E se era un clima surreale quello che si respirava per le vie semideserte della città soprattutto in quelle aree che abitualmente sono altamente frequentate, come la stazione dei treni e quella delle corriere (quest’ultima completamente vuota), al contrario, già di prima mattina, i parcheggi dei supermercati facevano il tutto esaurito come alla vigilia di Natale.
Tanta gente agguerrita e armata di carrello attendeva impazientemente l’apertura delle porte da ben prima del consueto orario di apertura.
«Stamattina è stato un delirio - ci conferma Simona Troiano, barista al centro commerciale “I Portali” - una moltitudine di persone si è catapultata all'interno del supermercato per accaparrarsi soprattutto i beni di prima necessità».
L’informazione ci viene confermata anche dai testimoni intervistati in tutti i supermercati modenesi. Dopo l’assalto subito nella giornata di domenica sera, le catene della grande distribuzione hanno dovuto far fronte ad un nuovo riassortimento dei prodotti negli scaffali. Tra l’altro, non sono mancati episodi davvero spiacevoli di razzismo da fila, con casse semivuote laddove c’erano asiatici in coda.
Surreale era anche la situazione al mercato del lunedì al Novisad. Alle 11 era deserto, il numero di banchi era assai ridotto e lo sconcerto di alcuni ambulanti, che già a quell'ora stavano riponendo la merce nei furgoncini, era alto.
«Quello che più mi scoccia di questa situazione è la non chiarezza dimostrata fino ad ora dalla Regione e dai Comuni riguardo ai provvedimenti da prendere da parte delle attività commerciali ambulanti – spiega Andrea Ferraresi, ambulante di Carpi – nessuno ci sta dando delle direttive specifiche, so che in alcuni Comuni i mercati sono stati sospesi poiché giudicati luoghi di assembramento. In ogni caso questa mattina era meglio stare a letto, la gente di Modena ha scelto di non venire».
Anche all'anagrafe comunale la situazione è assolutamente inconsueta. Non c’è il solito via vai. Sono state adottate da parte del Comune delle misure precauzionali. L’ingresso all'interno degli uffici era riservato a sole 20 persone alla volta, il personale di sportello e di reception indossava guanti in lattice, l’areazione del locale era costante tramite l'apertura delle finestre e chiunque aveva la possibilità di disinfettarsi le mani grazie ai prodotti a disposizione del pubblico. Fuori la gente attendeva pazientemente in fila senza protestare. Qualcuno indossava la mascherina ma la maggior parte delle persone, molte meno rispetto a quelle che si potrebbero incontrare in un ufficio pubblico di lunedì mattina, attendevano il turno a distanza l’una dall'altra, confermandoci che si trovavano lì solo perché avevano un appuntamento fissato da tempo per ritirare documenti importanti.
Un centro storico praticamente deserto, nonostante la maggior parte delle attività commerciali fossero aperte, era quello che si presentava all'ora di pranzo. I bar e i luoghi di ristorazione erano mezzi vuoti, in Piazza Grande si contavano forse una quindicina di persone. «Fino ad ora il calo di clientela non lo abbiamo sentito più di tanto - ci racconta Bingwen Zhou, responsabile di sala del Sushi Tao di via Selmi- ma oggi il ristorante è praticamente vuoto».
Così, in quella strana atmosfera sospesa che si respirava, dove l’assenza di persone in giro per la città ricordavano la Modena di ferragosto, faceva eccezione il Mercato Albinelli.
«Noi abbiamo lavorato molto questa mattina, anche più del solito – afferma Massimo Cavalcanti, titolare di uno banco di frutta e verdura. Ciò conferma che anche gli habitué dello storico mercato coperto cittadino non hanno rinunciato ad accaparrarsi beni di consumo. Nel pomeriggio la situazione non è cambiata e ciò che balzava all'occhio e che confermava che la preoccupazione per questo nuovo virus c’è, era la quasi totale assenza di bambini in giro per la città, nemmeno nei parchi cittadini, nonostante la giornata primaverile e le scuole chiuse. —

