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Modena. «Violenza sulle donne, per dire basta bisogna insistere sulla prevenzione»

Beatrice Dieci Sofia Simonini Chiara Serafini
Modena. «Violenza sulle donne, per dire basta bisogna insistere sulla prevenzione»

Le volontarie delle associazioni: «Dobbiamo combattere insieme gli stereotipi e i pregiudizi sulla figura femminile»

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«E’ necessario fare prevenzione», sono le parole della presidentessa del Centro Documentazione Donna, Vittorina Maestroni, durante l’incontro avvenuto alla struttura Casa delle Donne per riflettere sul tema della violenza, che continua ad essere al centro di casi di triste attualità.

Esplicita è stata la denuncia iniziale, da parte della presidentessa, nei confronti della sbagliata comunicazione di un argomento di tale importanza, quale la violenza sulle donne, che induce ad un aumento dell’interesse senza un sostanziale intervento concreto.

«È necessario fare prevenzione»: questo è il principale obiettivo delle operatrici e volontarie del centro che, dal 1991, si occupano dell’ascolto e della tutela delle donne, «abbandonando stereotipi e pregiudizi che tutt’oggi rappresentano una seconda violenza nei confronti della figura femminile».

Il più comune pregiudizio presentato è l’attribuire al maltrattante svariate dipendenze (alcool, droghe, …) o problemi psichiatrici, che possano dare una motivazione ai fenomeni di violenza causati. I dati mostrano che non è così: infatti il 92% degli uomini che attuano violenze non sono soggetti ad alcun disturbo specifico.

La convinzione di Rosanna Bartolini, presidentessa della Casa delle Donne, è che il comportamento dell’uomo sia anche determinato da secoli di patriarcato che hanno rappresentato le donne come naturalmente subordinate al genere maschile e portatrici di caratteristiche che hanno provocato fenomeni di sessismo e discriminazione.

Sia Maestroni che Bartolini hanno insistito sul fatto che le vittime di violenza non debbano essere sottoposte a un trattamento psicoterapeutico.

«Alle volontarie, nei colloqui di lavoro, non richiediamo alcun tipo di abilità nel campo della psicoterapia e alle collaboratrici chiediamo invece di mettere da parte le loro conoscenze in questo ambito».

Il rapporto che si instaura tra l’operatrice e la vittima si basa sul rispetto e sulla possibilità di quest’ultima di parlare liberamente della situazione di violenza fisica e psicologica alla quale è sottoposta, cosa assai inconsueta.

La fiducia nasce dal rispetto dell’anonimato, dalla segretezza delle storie raccontate e dalla privacy dei dati personali.

Negli incontri si lavora principalmente sull’autodeterminazione e sull’auto-consapevolezza della donna che si rivolge al centro, procedimento definito “empowerment”, e si forniscono gli aiuti necessari al raggiungimento del totale controllo sulle proprie scelte.

Le operatrici, non ponendo domande alle donne che chiedono aiuto, automaticamente si pongono alla pari di queste e non affrettano le loro decisioni.

Maestroni afferma inoltre che «è necessario prevenire fin da piccoli fenomeni come sessismo e disuguaglianza: il Centro Documentazione Donna propone, infatti, progetti già nelle scuole di infanzia affrontando riflessioni sul tema delle differenze di genere e su quali siano gli stereotipi e i pregiudizi rispetto ai due sessi».

Il tema della prevenzione è stato affrontato anche dall’ispettore della polizia municipale di Modena Enrico Guerra: «Chiunque può essere in grado di prevenire fenomeni di violenza, avvisando con una semplice telefonata le forze dell’ordine, nel caso in cui si avverta una situazione sospetta o di pericolo».

L’intervento della polizia, tuttavia, si suddivide in due parti principali: «La prima, a seguito di richiesta di intervento, proviene dalla sala operativa, direttamente dal richiedente o da un altro corpo di polizia; la seconda più tecnica e d’ufficio (querele, informazioni alla procura…)».

Anche all’interno del corpo di polizia viene effettuato un ampio percorso di formazione a tutti gli operatori in modo da attivare le modalità di tutela necessarie ad evitare che le situazioni possano degenerare e per riuscire ad intervenire in modo efficace. —

Beatrice Dieci

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Chiara Serafini

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