Quei cumuli di macerie e rifiuti in profondo stato di abbandono
Percorrendo la via Emilia Ovest, nel cuore della Madonnina dopo una curva si trova sulla sinistra (venendo dal centro) una vasta zona in degrado. Si nota subito nonostante le reti di protezione e gli avvisi di pericolo crollo. Chi si ferma a guardare può notare una specie di “quartiere industriale” fantasma, mucchi di rifiuti accatastati e spazzatura gettata ovunque su un grande terreno asfaltato circondato da piccoli edifici diroccati. Si tratta di un complesso che un tempo aveva abitazioni (probabilmente un custode e la proprietà), officine, capannoni adibiti a magazzino. Quel “quartiere industriale” è stato chiuso talmente tanto tempo fa che non è possibile sapere, se non a memoria di qualche anziano, chi ci fosse in quel posto. Fatto sta che da decenni quello spizzo enorme è fatiscente. Non solo è pericolante, inquinato e soggetto a crolli ma è anche stato frequentato per molto tempo da spacciatori e sbandati che trovavano un rifugio e lasciavano altri mucchi di rifiuti. Il resto lo hanno fatto i vandali. Ovunque si trovano rifiuti stratificati di ogni genere, dagli alimentari a pneumatici e a biciclette rotte, senza che nessuno abbia mai sanato la situazione igienica. Il Comune è intervenuto più volte per la sicurezza contro il crimine mandando agenti, così come polizia e carabinieri, per retate, arresti e sequestri. È anche intervenuto in occasione del progetto Cesa/Nordiconad sostenendo che l’intervento era «un’importante occasione per dare decoro a un’area in disuso estendendo la riqualificazione anche oltre l’area interessata». Rappresentava «un indubbio beneficio per la comunità locale sotto il profilo della riqualificazione urbana e della rigenerazione del patrimonio edilizio, ma anche per la viabilità ciclopedonale». Tutto ancora fermo. —
