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Coronavirus a Modena

Virus, primo caso in provincia: 62enne di Carpi al Policlinico

Luca Gardinale
Virus, primo caso in provincia: 62enne di Carpi al Policlinico

L’imprenditore è stazionario, aveva lavorato nel Lodigiano Task force a Marzaglia: «Nessun contatto con il personale»

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L’assessore Sergio Venturi lo aveva detto domenica: «Qualche caso ce lo aspettiamo anche qui, ma l’obiettivo è contenere i contagi». E il caso, appunto, è arrivato: nel giorno in cui i contagiati in regione (tutti legati al focolaio lombardo) sono diventati 19, anche Modena ha avuto il suo primo malato di Coronavirus. E così, dopo giorni in cui si alternavano allarmi e fake news su pazienti ricoverati negli ospedali della provincia, ieri mattina è arrivata la prima conferma: si tratta di un imprenditore edile carpigiano di 62 anni che ha lavorato per alcuni giorni nel lodigiano, la zona al centro del focolaio lombardo. Un caso che, come confermato durante il vertice che si è tenuto in mattinata nella sede della Protezione civile, è stato portato avanti nella miglior maniera possibile, con tutti i passaggi previsti dal protocollo. A ricostruire i fatti dei giorni scorsi è stato Luca Sircana, direttore sanitario del Policlinico, intervenuto ieri durante il vertice convocato dal prefetto: «Il paziente ha avuto i primi sintomi il 19 febbraio, evitando però di presentarsi al pronto soccorso o dal medico di base, ma contattando il 118, che ha attivato un percorso protetto per portarlo al Policlinico, dove domenica è stato accolto nel reparto Malattie infettive». Tutto questo, dunque, evitando i contatti con gli altri pazienti del Policlinico e con il personale, già preparato per l’accoglienza. Ma quali sono le condizioni del paziente? La sua situazione, che al momento del ricovero era piuttosto seria, è rimasta stazionaria per tutta la giornata di ieri, tanto che il paziente è rimasto in reparto, mentre è stato scongiurato il trasferimento in Terapia intensiva. A far notare che il protocollo ha funzionato bene ieri è stata anche Silvana Borsari, direttore sanitario dell’Ausl modenese: «Il cittadino si è messo in contatto con il 118 - ha spiegato - permettendo l’attivazione del percorso con un’intervista telefonica. Questo ci ha permesso di proteggere i pazienti e il personale dell’ospedale». Un altro aspetto sottolineato dai dirigenti della sanità modenese è che, sospettando il contagio, l’imprenditore carpigiano è rimasto in casa fino al trasferimento in ospedale, mentre al momento sono in corso i controlli sui suoi familiari.

Concetti ribaditi anche dall’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi, che ieri pomeriggio ha fatto il consueto punto della situazione in conferenza: «Al momento i pazienti risultati positivi al virus in Emilia Romagna sono 19 - ha detto - rispetto a domenica, ci sono altri due pazienti di Piacenza, di cui uno è un operatore sanitario che è venuto in contatto con un ricoverato proveniente dalla Lombardia, due a Parma, ovvero un residente che era andato nel lodigiano a ballare e una donna che assisteva la madre ammalata a Codogno, e uno a Modena, un lavoratore dell’edilizia che era andato qualche settimana per lavoro nel lodigiano. Tutti i casi di Coronavirus nella nostra regione - ha sottolineato Venturi - sono legati al focolaio lombardo. Per fortuna non abbiamo alcun nuovo contagio di cui non ci spieghiamo la provenienza, e questo se continua è molto positivo. In Emilia Romagna - ha aggiunto l’assessore - non ci deve essere allarme, perché tutte le misure possibili le abbiamo messe in campo». Ricapitolando, i contagiati nella nostra regione sono 16 a Piacenza, due a Parma e uno a Modena, mentre sono risultati negativi i tamponi effettuati a Ferrara. «Al momento in questa regione non abbiamo alcun paziente in pericolo di vita», ha chiuso Venturi.

E sempre a proposito di Regione, ieri il presidente Stefano Bonaccini ha partecipato a un incontro con associazioni di categoria, imprenditori, organizzazioni sindacali aderenti al Patto per il lavoro per analizzare i riflessi dell’emergenza su economia e mondo del lavoro. Da Cgil, Cisl e Uil a Confartigianato, da Confindustria a Coldiretti a Unioncamere, tutti i rappresentanti hanno portato la propria volontà di collaborazione nella gestione della crisi e auspicato una regia unica per potersi indirizzare con chiarezza nelle scelte necessarie per ciascun comparto. «Una regia unica che io considero indispensabile, in coordinamento con il governo- ha detto Bonaccini - e con il contributo di ascolto di tutte le categorie interessate dai riflessi economici e sociali di questa crisi». Una crisi che lo stesso Bonaccini ha definito «in rapida mutazione e per alcuni versi dai contorni imprevedibili: per quanto ci riguarda - ha aggiunto - noi stiamo per diramare alle Prefetture e ai sindaci i dettagli della nostra ordinanza e, come Regioni, cerchiamo di rendere chiare in un quadro di coerenza, le misure assunte». —