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Coronavirus a Modena

Coronavirus Anche il lavoro cambia «Boom di richieste per lo smart working»

Daniele Dei
Coronavirus Anche il lavoro cambia «Boom di richieste per lo smart working»

Dopo l’emergenza decine di richieste alla GTI per sistemi di telelavoro Piccole e grandi aziende si attrezzano per spostare l’attività “a domicilio”

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MODENA. Possibilità per le aziende emiliane di utilizzare smart working in deroga, «anche in assenza degli accordi individuali». A darla è un nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri il quale permetterà, fino al 15 marzo, minori restrizioni sull'applicazione del lavoro anche da casa per fronteggiare la questione del Coronavirus.

Ma questa soluzione effettivamente per quante imprese può essere applicabile? A Modena e provincia, dove esiste un vasto tessuto di piccola e media impresa manifatturiera, questo tipo di azione sembra essere difficilmente percorribile. Ci sono però contesti che, già da tempo, utilizzano forme di smart working e di telelavoro per agevolare la vita dei dipendenti senza rinunciare a prestazioni ed efficienza. Uno di questi è la GTI di Modena, azienda che conta 26 dipendenti attiva sul territorio nel settore delle telecomunicazioni e oggi anche delle soluzioni di connettività. Oltre a essere fornitori di servizi per il lavoro da remoto, ne sono a loro volta dei fruitori.

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Negli ultimi due giorni, dopo la scelta della giunta Bonaccini di chiudere scuole e luoghi pubblici fino al primo marzo, l'azienda di via De’ Sudenti ha ricevuto oltre venti richieste da parte di potenziali clienti che chiedono soluzioni per attrezzarsi qualora il periodo critico dovesse essere prorogato. «Per noi si tratta di una situazione anomala – spiega uno dei titolari di GTI, Angelo Dottore – non erano mai capitate così tante domande in così pochi giorni. Sono aziende di qualsiasi dimensione, tutte chiedono di essere attrezzate per il telelavoro affinché i propri dipendenti possano lavorare da casa. Due i motivi principali: da un lato quello di rispondere alle esigenze di alcuni addetti che preferiscono in questo periodo stare a casa; dall'altro, però, la questione della sicurezza aziendale, perché se ci fosse un contagio l'impresa sarebbe costretta a chiudere».

I sistemi di GTI si basano soprattutto sulla “Collaboration”: «Si tratta di un superamento della vecchia videoconferenza – prosegue Dottore – che permette la condivisione anche di documenti. Si evitano spostamenti salvaguardando la sicurezza delle persone, si abbattono i costi, si fa del bene all'ambiente. Pensiamo a tutti i viaggi di lavoro che potrebbero essere risparmiati. Da due anni a questa parte infatti le soluzioni di telelavoro sono diventate più semplici: basta una login e una password per accedere a servizi in cloud, senza dover installare niente sul pc. La piccola impresa, per contenere i costi, dovrebbe a maggior ragione dotarsi di certi strumenti».

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Quindi, stando a casa, accedo agli stessi programmi che utilizzo in ufficio e posso fare tutto, anche riunioni aziendali. Nella sede di Modena della Tetra Pak il telelavoro è già una realtà: «Lo applichiamo ormai da tempo – fanno sapere – nelle situazioni in cui si presentano delle necessità, come per esempio quelle della gestione dei figli. È un modo per venire incontro alle esigenze dei lavoratori, che concordano con l'ufficio del personale i loro bisogni e la messa in pratica delle azioni».

Diverso per esempio il discorso di un'altra “big” come la Ferrari, dalla quale invece fanno sapere che il ricorso a forme di telelavoro è ridotto ai minimi termini: «Alcuni impiegati in questi giorni stanno lavorando da casa, ma è una soluzione estemporanea», fa sapere l'azienda.

Alla Lapam Confartigianato si stanno attrezzando: «Il contratto lo prevede – spiega il vicedirettore Luca Puccini – Stiamo valutando a quali tipologie di dipendenti applicarlo. Alcuni dei nostri operatori del settore It stanno già utilizzando però la piattaforma per lavorare da remoto».

Dai grandi ai più piccoli, si può fare: «Abbiamo una dipendente che vive e lavora alcuni giorni della settimana a Zocca – conclude Andrea Cavallini dell'agenzia di comunicazione Mediamo – Ha un portatile aziendale con i programmi che le servono, fa grafica e parte di lavoro di segreteria senza essere per forza in ufficio». Salvo i servizi, però, il telelavoro non sembra ancora essere una soluzione per tutti. —