«Manutenzione assente e lavori sempre in ritardo Quanti rischi sul Secchia»
Sopralluogo della senatrice Maria Laura Mantovani insieme ai pentastellati della provincia Aipo: «Per la gestione ordinaria un milione e mezzo ogni anno»
«Oggi si rischia veramente grosso: in caso di piena, anche solo di media intensità, il fiume Secchia può esondare e allagare nuovamente i centri abitati. A Ponte Alto i lavori sono iniziati in ritardo e sono fermi da mesi, la manutenzione è assente, i manufatti alle casse di espansione di Campogalliano deteriorati e inadeguati. Così si espone la popolazione a seri pericoli». A illustrare l’esito del sopralluogo effettuato sul fiume Secchia nei giorni scorsi sono la senatrice M5S Maria Laura Mantovani, i consiglieri comunali del Movimento di Carpi, Soliera, Campogalliano e Modena, Monica Medici, Andrea Rossi, Paolo Lugli e Andrea Giordani, e Massimo Neviani e Aldo Lugli, portavoce dei comitati di tutela ambientale di Campogalliano. E lo fanno in un video che documenta lo stato dei manufatti, il blocco dei lavori e le condizioni di rischio e degrado della zona delle Casse di espansione del fiume. «Le casse di espansione sono state costruite quarant’anni fa - spiega la senatrice Mantovani - e ora, a causa della scarsa manutenzione e della evidente inadeguatezza, non sono più in grado di contenere una quantità sufficiente di acqua per impedire gli allagamenti dei centri abitati in caso di piena, anche solo di media entità, e di esondazione del fiume. Peraltro, l’eventuale fuoriuscita di acqua andrebbe ad allagare l’autostrada A1 e il raccordo verso l’A22».
Parole a cui replica Aipo: «Ai lavori di manutenzione - spiega l’Agenzia interregionale per il fiume Po - sono destinati annualmente circa 1,4 milioni di euro per la gestione ordinaria del reticolo di competenza. Gli interventi di manutenzione vengono affidati mediante “accordi quadro” della durata triennale o biennale e riguardano principalmente interventi di manutenzione dei rilevati arginali mediante sfalcio della vegetazione degli stessi eseguiti due volte l’anno (tarda primavera e autunno) e la gestione e manutenzione degli impianti e opere elettromeccaniche (paratoie di regolazione della cassa di espansione del fiume Panaro, paratoia di scarico della cassa di espansione del Secchia, portoni vinciani lungo il canale Naviglio, chiaviche lungo i cavi Argine e Minutara, impianti di sollevamento adiacenti alle arginature ella cassa di espansione del Panaro, chiavica lungo il canale di Freto). Le risorse a disposizione - incalza Aipo - vengono inoltre impiegate per ulteriori interventi di manutenzione: chiusura cavità arginali scavate da fauna fossoria, ripristino piste di servizio, ricarica e realizzazione di difese, vigilanza e interventi durante i servizi di piena. Tali attività vengono svolte regolarmente. Per quanto riguarda le opere di carattere più strutturale - aggiunge l’Agenzia - a seguito dell’alluvione del 2014 circa 100 milioni (per un totale di poco più di 80 interventi) sono stati programmati per la messa in sicurezza idraulica dei fiumi Secchia, Panaro e canale Naviglio nei loro tratti arginati, comprese le casse di espansione. Ulteriori risorse sono state destinate alla messa in sicurezza del reticolo di bonifica e del reticolo idraulico afferente ai predetti bacini nei territori collinari e montani». —
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