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Modena, al Gilda: «Perché noi siamo chiusi e i ristoranti no? Ho quaranta dipendenti»

nicola calicchio
Modena, al Gilda: «Perché noi siamo chiusi e i ristoranti no? Ho quaranta dipendenti»

Andrea Tagliati, titolare del Gilda Club di via Sallustio, non nasconde la preoccupazione. Il suo è uno dei tanti locali della provincia costretti allo stop a seguito dell’ordinanza regionale per contenere la diffusione del Coronavirus.

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MODENA. «Non è tanto questa settimana di chiusura. Quello che ci spaventa di più è il dopo: potremo aprire e la gente avrà voglia di uscire di casa?». Andrea Tagliati, titolare del Gilda Club di via Sallustio, non nasconde la preoccupazione. Il suo è uno dei tanti locali della provincia costretti allo stop a seguito dell’ordinanza regionale per contenere la diffusione del Coronavirus.

«Un’attività come la nostra, con 40 dipendenti, quasi tutti con famiglie, rischia di essere messa in ginocchio. Dobbiamo ancora capire perché un ristorante può restare aperto mentre noi dobbiamo sottostare all’ordinanza regionale... Anche noi abbiamo un ristorante che, come un bar, è comunque un luogo di aggregazione» aggiunge Tagliati ricordando, peraltro, che «anche tenere chiuso un locale ha un costo».

Il titolare del Gilda Club, come tutti i colleghi («tanti» della provincia), sta aspettando di vedere quello che succederà dopo il primo marzo: «Siamo in attesa di capire quali attività dovranno restare chiuse. Se i ristoranti potranno continuare a restare aperti, allora anche noi del Gilda Club faremo solo ristorazione, riuscendo così a far lavorare gran parte dei nostri dipendenti. A mezzanotte, invece di far partire la musica, manderemo tutti a casa. Ma il problema è un altro: se poi teniamo aperti e la gente, alla luce di quanto sta succedendo, non viene?».

Tagliati spiega che il calo delle presenze è arrivato all’improvviso: «Parliamo dello scorso weekend. La serata di venerdì è andata bene, con un numero di presenze normali, mentre sabato c’è stata una consistente riduzione a mio avviso legata alle notizie sul propagarsi del Coronavirus. Ora bisogna che le istituzioni ci diano delle direttive precise. Ci stiamo muovendo giorno per giorno in attesa degli sviluppi e in questo momento conta poco essere un bravo imprenditore. L’unica fortuna per il Gilda, se così si può dire, è che lavoriamo solo dal venerdì alla domenica mentre negli altri giorni della settimana siamo chiusi. Siamo in attesa di sapere cosa fare». —