Modena peggiore in Regione per l’inquinamento
Gli sforamenti di polveri sottili in via Giardini sono 36 Il limite di 35 è stato superato 7 mesi prima rispetto al 2019 L’allarme di Legambiente
Modena è la prima città dell’Emilia Romagna a superare il limite annuo di 35 sforamenti delle Pm10 imposto per legge. Parliamo di smog, soprattutto in città, poiché i dati si riferiscono alla centralina di misurazione di via Giardini che diventa la peggiore in Regione. Ieri, ad esempio, le Pm10 hanno toccato quota 71 (il limite è 50) sancendo il 36° sforamento annuo.
«Si tratta della centralina che stima la concentrazione di polveri sottili presente lungo le strade più trafficate, quella che respirano gli automobilisti, i ciclisti e i pedoni - spiega Legambiente Modena - Un record negativo che si affianca ai 28 sforamenti già misurati nella centralina del parco Ferrari, che ha il compito di misurare l’inquinamento urbano di fondo (la quantità "media" di smog che tutti i modenesi respirano all’interno dell’area urbana). Nel 2019 il superamento del limite di 35 sforamenti in via Giardini si era misurato solo il 10 ottobre, nel 2018 il 15 novembre. Che sia responsabilità di condizioni meteo sempre più sfavorevoli o meno (la mancanza di precipitazioni in inverno è infatti un fattore importante), è comunque evidente che è mancata negli anni un’azione decisa sulle principali fonti di emissioni».
E nemmeno il lunedì senza scuole e dunque, almeno teoricamente, senza traffico ha contenuto i danni per l’aria. «Ricordiamo che - prosegue Legambiente - tenendo conto delle emissioni primarie e dei precursori, la maggiore responsabilità dell’inquinamento atmosferico di Pm10 è in capo al traffico di merci e persone, che incide per il 34% (dati Arpae); seguono gli impianti di riscaldamento, responsabili del 20%, e il settore agricolo e zootecnico con il 19%».
Legambiente sottolinea poi che occorra «agire su più fronti per alleviare questa situazione. Sul traffico, oltre a rammentare una volta di più che le nuove autostrade non possono essere viste come una soluzione, bisogna ricordare che tali opere sottraggono fondi alla realizzazione delle vere infrastrutture utili, quelle ferroviarie: esse permetterebbero di ridurre il numero di veicoli circolanti, oltre a rendere più efficienti gli spostamenti (in particolare per le merci che si muovono su grandi distanze). Ci sono poi misure applicabili da subito, come quella di ridurre i limiti in autostrada nei giorni di attivazione dell’emergenza smog: come ha dimostrato il progetto BrennerLEC, abbassare a 100 km/h il limite può portare a riduzioni delle emissioni di ossidi di azoto (precursori delle polveri) fino al 30%. Si tratta di una misura che esula dalle competenze del Comune, ma che il Comune può sostenere nei prossimi negoziati per il rinnovo del Piano Aria Integrato Regionale». —