Bonaccini a Conte: «Subito aiuti e risorse anche per l’Emilia»
Il presidente della Regione chiede al governo nazionale provvedimenti urgenti per tutelare imprese e occupazione
MODENA. Provvedimenti e risorse per i territori colpiti e non limitati alle sole zone rosse, perché le ripercussioni economiche sono ben più ampie. Allo stesso tempo, azzeramento dei cosiddetti “contatori” per far ripartire la cassa integrazione e lo sblocco immediato dei fondi che Regioni e Inps hanno ferme per la Cassa in deroga, per dare loro immediata capacità di manovra sul fronte degli ammortizzatori sociali nei loro territori. E poi, liquidità per le imprese, in modo da superare lo stallo determinatosi in questi giorni, e sostegno a partire dai settori del turismo, del commercio, culturale e dei servizi. Sono le tre misure che, nell’immediato, il presidente della Regione Stefano Bonaccini chiede al governo per fronteggiare le conseguenze economiche dell’emergenza Coronavirus, sulle quali il governatore intende confrontarsi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell’incontro che avranno già nei prossimi giorni, al quale parteciperà anche una delegazione delle Regioni più colpite. «Come ho anticipato in videoconferenza e con una lettera che ho inviato al presidente Conte a nome delle Regioni dopo aver ricevuto subito la sua disponibilità a incontrarci - spiega Bonaccini - occorre definire subito gli strumenti normativi e le risorse finanziarie necessarie a contrastare l’impatto dell’emergenza sul sistema delle imprese e sull’occupazione, per tutelare produzioni e lavoro. Abbiamo addirittura aziende costrette a chiudere o sospendere la propria attività - incalza Bonaccini - perché una parte significativa del personale è messa in quarantena. Per queste aziende fermarsi significa non rispettare impegni contrattuali, avere problemi con banche e fornitori, non poter pagare gli stipendi».
Il governatore affronta quindi il capitolo turismo, «un altro comparto fortemente in difficoltà: in attesa di dati certi, si registrano già disdette in serie con anche eventi, meeting e congressi saltati, come ci hanno confermato operatori e amministratori locali che abbiamo incontrato in Regione. Lo stesso- prosegue Bonaccini - vale per il commercio, di fronte anche alle necessarie misure precauzionali adottate, come per tutti gli operatori del pubblico spettacolo: cinema, teatri e discoteche sono chiusi nella nostra Regione a seguito dell’ordinanza emessa d’intesa col ministero della Salute, e non è immaginabile che l’onere economico del provvedimento ricada solo su di loro».
Il presidente fa quindi notare che «più in generale, è concreta la possibilità che si determinino le condizioni per una stagnazione economica le cui conseguenze potrebbero portare a una emergenza sociale ed economica da scongiurare con ogni mezzo, adottando misure a tutela della produzione, dell’occupazione e dello sviluppo. Anche per questo è indispensabile assicurare liquidità alle imprese attraverso l’accesso al credito, pena l’impossibilità di far fronte ai pagamenti e con il rischio di crisi a catena. Stiamo parlando - ricorda Bonaccini - di aree nelle quali si crea la quota più consistente del Pil dell’intero Paese».
Il presidente ribadisce quindi l’imprescindibile necessità che le misure non siano circoscritte alle sole zone rosse, «in quanto sono colpite gravemente, seppur in modo diverso, imprese, filiere produttive e comparti in altre zone, come l’Emilia Romagna, che non possono essere escluse o trascurate. Per questo chiediamo al governo tre provvedimenti immediati: i primi due sugli ammortizzatori sociali, perché si valuti l’opportunità di azzerare i contatori della Cassa integrazione guadagni e la possibilità di sbloccare le risorse non spese della Cassa in deroga, per assicurare continuità di reddito ai lavoratori. Il governo metta in campo anche strumenti immediati per l’accesso al credito da parte delle aziende per impedire crisi di liquidità». C’è infine «un fattore altrettanto strategico - chiude il governatore - che riguarda la nostra presenza nel mondo e del mondo in Italia: da un lato quindi la presenza sui mercati esteri e dell’internazionalizzazione delle nostre imprese, dall’altro i flussi turistici nel nostro Paese». —
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