Gazzetta di Modena

Modena

Coronavirus a Modena

Carpi cerca normalità tra aperitivi e shopping «Il virus non cancella la voglia di star insieme»

S.A.
Carpi cerca normalità tra aperitivi e shopping «Il virus non cancella la voglia di star insieme»

I cittadini non hanno smesso di frequentare il centro della città «Come dopo il sisma: la paura si batte con la convivialità»

3 MINUTI DI LETTURA





CARPI «La gente ha voglia di stare insieme e di vincere la paura, come dopo il terremoto. Questo locale è frequentato la sera da molti ragazzi tra i 20 e i 30 anni: non hanno certo smesso di venire, neanche quando è scattata l’emergenza».

A parlare è Simone Loni, dietro il bancone del bar Corso, in pieno centro, ieri sera. Nonostante l’allarme e le limitazioni imposte per prevenire i contagi da Coronavirus il cuore della città non ha smesso di essere frequentato dai suoi cittadini.

Lo sostengono anche Stefano e Barbara Scarparo della storica Salumeria Beltrami di via Aldrovandi: «I giovani sono tutti fuori, a parte il momento di paura che ha raggiunto il picco tra domenica e lunedì scorso, quando abbiamo visto le immagini dei maxi rifornimenti di provviste nei supermercati, la situazione è ritornata alla normalità. La gente non teme di uscire, anzi, cerca la convivialità. Magari usa le accortezze previste dalle aziende sanitarie, ma non rinuncia alle sue abitudini».

A rafforzare questa convinzione è Eugenio Rossi, un cittadino che vive nelle immediate vicinanze di via Carducci: «Sono poche le attività che hanno chiuso in questi giorni: un vero peccato che alcuni abbiano affisso il cartello che annuncia la sospensione - dice – Proprio in questi momenti dovrebbe uscire il meglio di noi e uno scatto d’orgoglio. Come quello che ci ha permesso di rialzarci dopo il terremoto».

Pochi metri più in là, il dehors del Kahlua è affollato di giovani che prendono l’aperitivo: «Non sono preoccupato, non serve a nulla – sostiene Francesco Carretti - Certo, è bene adottare tutte le precauzioni del caso e ho visto che la gente si è lasciata prendere dal panico, rifornendosi di mascherine che, però, non sempre sono utili. Non bisogna cambiare le proprie abitudini. Ed è anche per questo che noi abbiamo deciso di incontrarci stasera, anche se l’argomento che tiene banco è il Coronavirus».

Critico verso l’ordinanza emanata dal sindaco di Carpi ad hoc per la città è, invece, Leonardo Maini Barbieri: «Ci chiediamo perché sopprimere il mercato che si tiene due volte alla settimana e all’aperto e, contemporaneamente, non dare a supermercati e ai locali, posti chiusi, limiti di capienza precisi. Ci sembra una contraddizione».

Seduta allo stesso tavolo c’è Valeria Rustichelli: «Niente panico, anche se mi è capitato di sternutire in piazza e si sono girate almeno tre persone. Prima non succedeva…».

Alla vicina Farmacia Operaia di corso Alberto Pio confermano il ritorno alla normalità, o quasi, dopo giorni di delirio: «Abbiamo passato un sabato e un lunedì di fuoco con mascherine e gel per le mani andati subito esauriti – spiega il farmacista Francesco Poma – Poi, all’improvviso, negli ultimi giorni poca gente. Ma il trend è nella media degli altri periodi».

A confermare l’impressione è il titolare di un negozio di abbigliamento sempre del centro: «C’è stato troppo allarme, ma qui, tutto sommato, la vita prosegue normale – sottolinea – A volte ci sono giornate dove si vede poca gente. Altre se ne nota tanta. Come ad esempio martedì, quando c’era il sole. C’era un bel viavai. O anche sabato è stata una bella giornata. Tutto questo vuoto che si temeva per la psicosi collettiva non c’è, insomma. Almeno per il momento. Giusto essere prudenti, ma senza eccessi o esasperazioni». —

S.A.

© RIPRODUZIONE RISERVATA