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Carpi L’azienda Garc autosospende l’attività «Una ventina di addetti in isolamento»

Serena Arbizzi
Carpi L’azienda Garc autosospende l’attività «Una ventina di addetti in isolamento»

La decisione dopo una notte convulsa. Il presidente Saraceni: «Ci guardano come lebbrosi: ma non siamo noi il problema»

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CARPI. «Sospendiamo spontaneamente l’attività dell’azienda per quattordici giorni».

È la dichiarazione rilasciata ieri da Claudio Saraceni, presidente dell’impresa edile Garc di Fossoli. La decisione è stata presa come diretta conseguenza degli otto contagi da Coronavirus tutti collegati al 62enne dipendente dell’azienda: tra questi almeno uno è un suo collega.

Una situazione che ha alzato il livello di guardia, tanto che la notte tra ieri e martedì è stata vissuta con estrema concitazione dalla dirigenza dell’impresa edile, alle prese con la grande responsabilità di tutelare la salute degli oltre duecento dipendenti al suo servizio.

Se la notte è stata a dir poco convulsa, quella vissuta ieri è stata una giornata surreale. I lavoratori si sono ritrovati, tutti muniti di mascherina sul volto, all’ingresso dello stabilimento, dove sono stati fermati nelle prime ore del mattino, per poi far ritorno nelle proprie abitazioni.

In azienda sono giunti anche i carabinieri della Compagnia di Carpi per aiutare a gestire eventuali situazioni fuori controllo, vista la delicatezza del momento e lo stato di particolare tensione che si sarebbe potuto generare. Fortunatamente l’intervento dei militari non è stato necessario, grazie alla massima tranquillità con cui è stata gestita la situazione.

«Siamo stati con i carabinieri e i responsabili dell’Ausl per tutta la notte – afferma il presidente Saraceni dopo aver trascorso ore insonni per valutare la soluzione migliore per i dipendenti e la dirigenza – Tutto procede con buon senso e la prima cosa che mi sento di esprimere è un grande plauso ai miei ragazzi che, anche in un momento difficile come questo, si stanno comportando in modo esemplare senza perdere la calma».

Il presidente sgombra poi il campo dal dubbio circa la decisione di sospendere l’attività della Garc: «Si tratta di una scelta fatta autonomamente – specifica Saraceni – Ormai veniamo visti quasi come lebbrosi, quindi non me la sento di creare difficoltà ai miei dipendenti sottoponendoli a tutti questi riflettori. Così sospendiamo l’attività come deciso insieme al Consiglio di amministrazione e ai miei soci. Scegliamo questa strada alla luce della comunicazione del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Azienda Usl della positività al test per il Coronavirus di altri contatti stretti del primo paziente e per l’esigenza di mettere in isolamento domiciliare un numero consistente di ulteriori contatti, in buona parte dirigenti della nostra azienda».

Sui tempi, però, non ci sono ancora certezze: «Per ora pensiamo che la sospensione durerà quattordici giorni. Spero vivamente che non sia necessario prolungare il periodo – aggiunge il presidente Saraceni - La certezza è che riapriremo quando saremo certi di non essere considerati il problema. E sottolineo che non è la Garc il problema, nonostante si stiano diffondendo pregiudizi molto sgradevoli. Noi, invece, ci stiamo attenendo a tutte le richieste dell’Ausl. L’Azienda sanitaria ci ha imposto di mettere in quarantena i casi più conclamati: il numero varia di momento in momento. Potrei dire che sono una ventina, ma non posso avere la conta di una situazione in perenne evoluzione. Io stesso mi sono messo in isolamento, per dare l’esempio, in qualità di presidente – prosegue Saraceni – Penso che la nostra scelta sia un’ulteriore conferma del senso di responsabilità che da sempre ci caratterizza. E gestiremo questa fase transitoria in stretta collaborazione con le autorità sanitarie locali». —