Gazzetta di Modena

Modena

Coronavirus a Modena

Dal terremoto al virus Il tendone gonfiabile stavolta serve a filtrare gli accessi all’ospedale

Daniele Montanari
Dal terremoto al virus Il tendone gonfiabile stavolta serve a filtrare gli accessi all’ospedale

Ieri l’installazione nei pronto soccorso di Pavullo, Vignola e Mirandola Galantini: «Non susciti allarme. È una forma di protezione in più»

3 MINUTI DI LETTURA





la giornata

Daniele Montanari

«La tenda? La popolazione non deve percepirla come un elemento di allarme ma esattamente il contrario: una forma di tutela e di protezione in più per l’utenza e anche per chi lavora nell’ospedale». Francesca Galantini, viceresponsabile del pronto soccorso di Pavullo (in capo a Claudia Cremonini), ci tiene a precisarlo subito. Con grande chiarezza. La gente che va e viene dall’ospedale, d’altronde, guardando quella grande tenda che i volontari dell’Avap stanno finendo di montare davanti all’ingresso del pronto soccorso, mormora preoccupata. Impossibile non notare il cambiamento di “profilo”, a Pavullo, come in altri due ospedali minori della provincia Vignola e Mirandola, dove si è proceduto all’installazione delle strutture filtro.

A Pavullo i lavori iniziano alle 9.15: «Dai ragazzi, che dobbiamo far presto» afferma il direttore dell’Avap Giuseppe Mucciarini. Alle 9.40 il tendone gonfiabile è già su ed è assicurato a terra con abbondanti sacchi da 25 chili di sabbia e catrame. È uno di quelli acquistati grazie alla Fondazione Crmo nell’emergenza terremoto 2012, ma ha ben servito anche per l’assistenza al concerto di Vasco del 2017. Una cinquantina di metri quadrati, climatizzati, che allora furono Punto medico avanzato (Pma) e adesso diventano camera di filtraggio. L’accesso è obbligato: ultimati gli allestimenti (tra oggi e domani se non ci sono imprevisti), tutte le persone che si presenteranno al pronto soccorso autonomamente (senza ambulanza) dovranno passare di lì. La suddivisione interna degli spazi è cosa di pochi minuti: grazie ai separè mobili posti trasversalmente e alle due batterie di sedie, la mini sala d’attesa è già creata. Oltre il separè, la scrivania dove sarà presente un operatore 24 ore su 24 (probabile il supporto di volontari specializzati di pubblica assistenza) per il passaggio cruciale.

«Cos’è successo? Perché accede al pronto soccorso? Ha problemi respiratori?». Queste saranno le domande chiave che l’operatore farà all’utenza. In caso di risposta negativa all’ultimo quesito, il paziente verrà diretto alla camera calda del Pronto soccorso e al triage, come sempre. Se invece evidenzierà problemi di respirazione e magari febbre, l’operatore provvederà subito ad avvisare il pronto soccorso del potenziale caso di Coronavirus, con attivazione di personale assistenziale dedicato (in reperibilità). Il paziente, protetto da mascherina, verrà condotto in un’altra sala d’attesa, separata, allestita sempre ieri con il trasloco del Centro prelievi, altra misura che cambierà le abitudini. L’Ausl ricorda comunque che chi ritiene di essere stato in contatto con persone a rischio e presenti una sintomatologia sospetta deve utilizzare i numeri preposti: 0593963663 e 800033033)

«C’era bisogno di uno spazio riservato per evitare possibili contagi di altri pazienti del pronto soccorso – spiega Gabriele Romani, direttore sanitario dell’ospedale, mentre è ancora un viavai di scatoloni - qui il potenziale malato di Coronavirus verrà sottoposto a tampone. E in caso di positività verrà inviato alla struttura specialistica». Al Policlinico, sostanzialmente, dove verranno convogliati direttamente in ambulanza, senza quindi passare dall’ambiente filtro, eventuali malati o sospetti malati di Coronavirus che da casa telefoneranno al 118 . Il Centro prelievi da oggi sarà attivo in via Corsini 1, all’interno del Centro diurno di Salute mentale. In caso di positività, scatterà anche la sanificazione della tenda, per questo predisposta solo con lo stretto necessario. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA