Gotti Team al via Padre e figlio pronti alla sfida nel deserto
Marino e Fabio, in sei giorni correranno il “Maroc Challenge” Dovranno superare 3mila km tra le dune e solo con un Gps
«Io e papà ancora insieme, e il Gotti Team stavolta farà faville, portando alti i colori di Pavullo».
È entusiasta Fabio Gottardo, 38 anni, meccanico, pensando all'avventura in cui si lancerà dal 3 all’11 aprile in Africa, in una distesa infinita di sole e sabbia. È il Maroc Challenge, “fratellino” della Dakar, dove correrà assieme al padre Marino, carabiniere in pensione 69enne con la passione del restauro mobili.
«Lui ovviamente alla guida, io navigatore» tiene a precisare. Ad accompagnarli un mitico Suzuki Samurai classe 1989 comprato una ventina d’anni fa pensando solo ai raduni. Poi l’occhio un paio d'anni fa cadde su una rivista di fuoristrada che parlava di questa gara avventurosa aperta a tutti, previa abbondante iniezione di passione. E così fu che lo squillante Samurai giallo venne messo in allestimento “da guerra” sotto meticolosa revisione di ogni componente da padre e figlio, più la necessaria dose d’esperienza negli allestimenti estremi assicurata dagli amici dell’officina Stop&Go di Pavullo, dove c'è un ragazzo che ha fatto da meccanico ufficiale in Dakar.
L’anno scorso al debutto il Gotti Team (un nome, un logo: a griffare l'equipaggiamento ci ha pensato l’Ab Center) si è lanciato nella Maroc Challenge con l'unica ambizione di arrivare in fondo a 3 mila chilometri di sabbia e dune da buttar giù in dosi di 500 al giorno.
Stavolta c'è voglia di lasciare il segno nella categoria Rookie con la consapevolezza di essere gli unici in corsa non solo per la provincia ma per tutta la regione (una decina gli italiani in tutto). Tra una pioggia di equipaggi internazionali (spagnoli, francesi, portoghesi, tedeschi, svizzeri...) i Gottardo col numero 50 saranno l'ariete del Modena Racing (col sostegno di diversi sponsor: buona parte pavullesi ma alcuni anche di pianura), pronto a farsi largo. «Vorremmo proprio arrivare al podio – ammette candidamente Fabio – Abbiamo una macchina messa a punto in maniera fantastica più tutta l’esperienza dell'anno scorso, quando ci siamo gettati là in mezzo con una buona dose di sana incoscienza. Ce ne vuole d’altronde, per fare una settimana di alzate alle 6.30 in cui dopo colazione parti e “mangi” sabbia almeno fino alle 18, con 34 gradi». Il percorso sarà dalla città costiera di Saidia a Merzouga, situata in un'oasi nel deserto. Non si tratta di una gara di velocità, ma di fedeltà a un tracciato in mezzo al nulla da seguire tramite gps in un tempo base. Chi ci si avvicina di più rimanendo in traccia, fa più punti. Partenza anticipata il 27 marzo via nave per risparmiare un pò la macchina (che l’anno scorso ha ceduto proprio sulla via del ritorno) e ambientarsi. Ma a 69 anni papà Gottardo se la sente di lasciare e macinare tutti quei chilometri nel deserto?
«Lui? Massì, scalpita – nota Fabio – È più carico di me». —
