Modena, manovra di bilancio: aumenta l'addizionale Irpef per i modenesi
L'aumento non toccherà lo scaglione di reddito più basso, fino a 15 mila euro, e manterrà la progressività sugli scaglioni superiori, -spiega una nota - il Comune di Modena conta di incassare 1,8 milioni in più. L’impatto sui contribuenti degli scaglioni interessati varia, a seconda dei livelli di reddito, tra i 30 e gli 85 euro all’anno".
MODENA. Brutta notizia per i modenesi. Il Comune ha bisogno di denaro e per la prima volta dopo anni, ha deciso di toccare le leve fiscali aumentando l'addizionale Irpef comunale.
Lo ha annunciato il sindaco nel corso del consiglio comunale del 27 febbraio. In dettaglio la manovra di bilancio prevede investimenti per 132 milioni di euro nel triennio, con 50 milioni di autofinanziamento senza ricorrere a nuovi debiti, per non gravare con gli interessi sulla spesa corrente che, nel 2020, sarà di 240 milioni, pari quindi all’assestato 2019: un aumento di nove milioni rispetto al preventivo dello scorso anno per continuare a garantire tutte le nuove attività, soprattutto nei servizi del welfare e della scuola.
E c'è anche una manovra fiscale con la quale si terrà conto dell’unificazione dei tributi Imu-Tasi in un’unica imposizione (la cosiddetta “nuova Imu”), ma a parità di gettito per il Comune, con il riordino per alcune aliquote, mentre per l’Irpef la rimodulazione delle addizionali consentirà di ottenere 1,8 milioni in più: non si tocca lo scaglione di reddito più basso, fino a 15 mila euro, e si mantiene la progressività sugli scaglioni superiori.
Con la manovra fiscale sulle addizionali Irpef," che non toccherà lo scaglione di reddito più basso, fino a 15 mila euro, e manterrà la progressività sugli scaglioni superiori, -spiega una nota - il Comune di Modena conta di incassare 1,8 milioni in più. L’impatto sui contribuenti degli scaglioni interessati varia, a seconda dei livelli di reddito, tra i 30 e gli 85 euro all’anno".
Per il 2020 si prevede un gettito complessivo dall’Irpef di 19,7 milioni di euro. Il Comune, diversamente da altri enti locali della regione, non ha mai applicato l’addizionale dello 0,8 a tutti gli scaglioni, ma solo a quello più alto, oltre i 75 mila euro.
Le aliquote sono ferme da una decina di anni. Lo scaglione fino a 15 mila euro è allo 0,5 e rimane a quel valore, senza aumenti. Il secondo scaglione (tra 15 mila e 28 mila euro) passa da 0,52 a 0,64; il terzo scaglione (da 28 mila a 55 mila euro) da 0,58 a 0,75; il quarto (tra 55 mila e 75 mila euro) da 0,78 a 0,79. Il gettito complessivo previsto con la “nuova Imu” corrisponde alla somma Imu e Tasi dello scorso anno e cioè 51 milioni di euro, con una rimodulazione delle aliquote negli spazi di autonomia lasciati agli enti locali.
Nel 2020 passano da 11 a 15,5 milioni di euro, invece, le risorse che devono obbligatoriamente essere accantonate con i Fondi crediti di dubbia esigibilità (la percentuale prevista dalle norme aumenta dall’85 al 95 per cento), con una crescita, in particolare, per quelli relativi alle sanzioni per violazioni del Codice della strada (oltre 7 milioni gli accantonamenti nel 2020) e alla Tari (più di 4 milioni).
Nel 2021 la quota degli accantonamenti salirà al 100 per cento e la cifra complessiva supererà i 17 milioni di euro. Con la “nuova Imu” si semplificazione anche gli adempimenti tributari con accorpamenti di aliquote che, insieme all’informatizzazione di alcune comunicazioni, consentiranno anche di migliorare l’attività di controllo. Tutto il sistema di recupero dell’evasione viene rafforzato, anche per garantire maggiore equità, con i miglior coordinamento tra i diversi uffici e l’avvio di nuovi strumenti nel corso del 2020.
