Gazzetta di Modena

Modena

il caso 

“Untore” ai parenti che fanno la spesa L’ira di Bellelli

S.A.

2 MINUTI DI LETTURA





Parenti delle persone risultate positive al Coronavirus che vengono additati pubblicamente come untori, mentre fanno la spesa. Oppure, persone che scambiano una divisa aziendale per una “certificazione” di infezione automatica o quasi. È Il sindaco di Carpi Alberto Bellelli a richiamare al senso di responsabilità la sua comunità.

«Carpi non è diventata zona rossa, Carpi rispetta l’ordinanza regionale e quella comunale, integrativa», si sbraccia Bellelli in un nuovo video, diffuso dopo il ripetersi di episodi “antipatici”, come li chiama stigmatizzandoli il sindaco, nonostante le raccomandazioni e le denunce della Regione contro le fake news.

«Non voglio più sentirmi dire che un parente di una persona risultata positiva al virus mentre fa la spesa si sente dare dell’untore, e ricordo che il nome sulla giacca di un’azienda non contraddistingue una persona risultata positiva al test. La comunità non si divide tra persone sane e persone malate». Insomma, basta con quella che sta assumendo le forme di «una caccia al contagiato», tuona il primo cittadino.

Che insiste sulle voci incontrollate a proposito della presunta “zona rossa” carpigiana: «Non ci sono limitazioni al poter girare e non siamo zona rossa per un motivo: la zona rossa si attiva dove c’è un focolaio di cui non si sa l’origine, mentre tutti i casi tracciati oggi dalla nostra sanità fanno riferimento al primo paziente che ha denunciato i sintomi. Se non fosse così, la nostra situazione sarebbe come quella in cui si trovano i comuni lombardi». Rimarca il sindaco: «Non è così, non credete a chi manda messaggi su whatsapp e simili. Il presidente Bonaccini li ha già denunciati. Si continuerà a perseguire questo tipo di procurati allarmi assolutamente senza senso». C’è spazio poi per un'altra precisazione, di fronte al 'pressing' di certi residenti: «Non facciamo i nomi di chi risulta positivo al Coronavirus? C'è una legge sulla privacy, che ha un senso. Si chiede alla persona “positiva” di tracciare il proprio percorso degli ultimi giorni, la persona che è risultata positiva quindi collabora. Non c’è bisogno di una caccia in giro per la città a cercare in base al nome che viene fuori. Non voglio più sentirmi dire queste cose», si sfoga Bellelli. Il sindaco elogia anche la scelta di Garc di autosospendere l’attività: «Scelta apprezzabile e condivisa con le autorità sanitarie».

«La decisione di Garc dimostra grande senso di responsabilità verso la comunità e le proprie maestranze – afferma Bonaccini - Stiamo affrontando una situazione molto complessa e la collaborazione che può venire in queste circostanze da parte dei soggetti coinvolti, loro malgrado, è molto importante». —