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SICUREZZA 

Tempio e Stazione: le donne fanno la mappa del degrado

C.G.
Tempio e Stazione: le donne fanno la mappa del degrado

Alcune residenti del comitato di zona presentano al questore un memorandum con la terna delle zone a rischio da controllare: via Crispi, Corso Vittorio e via Piave 

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Viale Crispi e stazione dei treni, corso Vittorio Emanuele, via Piave e laterali: sono queste le tre aree critiche per la sicurezza nella zona del Tempio e della Stazione in base alle informazioni raccolte da alcune donne aderenti al Comitato per la sicurezza locale e presentate al questore di Modena Maurizio Agricola. Si tratta di luoghi e punti noti, i solti di questi ultimi anni, sui quali le residenti hanno sottolineato la necessità di insistere con interventi, al momento di consegnare il memorandum al capo della polizia cittadina. La risposta del questore è stata che conosce bene queste criticità e che la polizia sta lavorando da tempo per risolverle.

All’incontro era presente anche Antonio Carpentieri, il consigliere comunale del Pd che si occupa di sicurezza e contrasto all’illegalità.

Il memorandum consegnato è stato steso dal Comitato Tempio Stazione in base a informazioni raccolte in loco. Non si tratta di niente di niente di più che di segnalazioni di frequentazioni pericolose di strada, problemi di sicurezza e traffici illeciti apparenti che andranno ovviamente verificati da chi lo fa di mestiere. È un aiuto in più alle forze dell’rodine in base alla filosofia più volte promossa dalle autorità: l’intervento in base alle segnalazioni dei cittadini.

Il documento accompagnato da uno schema riepilogativo comprende tre aree della zona più “calda” di Modena per spaccio e prostituzione. Indica anche alcuni punti di degrado materiale (edifici fatiscenti, sporcizia diffusa ecc). Vediamole.

La prima è la più “classica”: quella che va dai portici di via Crispi fino a piazza Dante e alla Stazione dei Treni. Dito puntato contro il solito negozio a totale automazione H24 che aveva già tanto attirato le ire di Salvini nel suo giro per conto della Borgonzoni. In lista con quello, ci sono due negozi gestiti da immigrati: uno nei paraggi e l’altro all’incrocio tra via Niccolò Dell’Abate e via Mazzoni, luogo di frequenti arresti per spaccio (anche di crack).

La seconda zona “rossa” comprende corso Vittorio Emanuele II e le sue laterali, via Pallamaglio e via Bonasi. Questa è la zona dove si spostano i delinquenti e gli spacciatori dopo le retate sempre più frequenti in via Crispi e via Dell’Abate. È inevitabile: tolti da un luogo, vanno in un altro riproponendo problemi simili. Terza area, la zona dietro il Tempio: via Piave per la presenza di un giro losco e pericoloso intorno al solito negozio “etnico” al civico 62, in via Muzzioli per la prostituzione notturna e nello slargo dello stesso piazzale Natale Bruni tra i cespugli e i parcheggi sempre per la prostituzione (anche diurna).

Commenta Carpentieri: «Le signore che mi accompagnavano, in rappresentanza del Comitato locale, hanno lasciato al questore il memorandum in cui hanno elencato le principali criticità, innanzitutto lo spaccio di stupefacenti, ma anche alcuni punti di degrado. Il questore ci ha naturalmente rassicurato sul fatto che ben conosce i problemi della zona e che operazioni di contrasto alla illegalità sono già in essere. Però ci ha anche garantito che rappresenterà la situazione alla consueta riunione settimanale del tavolo tecnico delle forze dell’ordine locali e soprattutto si è preso l’impegno di potenziare i controlli e rafforzare l’attività complessiva su questo territorio. Siamo soddisfatti di questo impegno e ringraziamo il questore».

«Vorrei aggiungere che oltre alla repressione sarà importante iniziare a riflettere su una riqualificazione generale della zona». —

C.G.

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