“Exane” promuove l’operazione di Bper: «Con Ubi valore per gli azionisti»
Valutazioni positive dalla società francese di investimento In Lombardia continuano le schermaglie contro l’accordo
Analisti e addetti ai lavori si dividono nei giudizi sull’operazione di risiko bancario da parte di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca con il coinvolgimento di Bper e Unipol.
Alle prime reazioni caratterizzate da perplessità da parte degli esperti della società Equita si erano contrapposte quelle favorevoli di un imprenditore come Ennio Doris di Mediolanum e soprattutto le valutazioni di Moody’s, che aveva confermato i propri giudizi positivi anche dopo l’annuncio dell’operazione su Ubi Banca.
Ora si è aggiunta la valutazione del Gruppo Exane, società d'investimento indipendente con base a Parigi. Exane promuove l'offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo: «L'Opa - scrivono gli analisti in un report - avrà successo. Gli azionisti di Ubi raddoppieranno i dividendi cumulati nel 2020-2023 e acquisiranno un'esposizione verso una banca con una maggiore redditività strutturale».
Exane prevede benefici anche per gli azionisti di Bper Banca, nonostante un aumento di capitale che la società multinazionale si aspetta di 760-800 milioni di euro e che dovrebbe essere lanciato tra settembre e ottobre. Con un ritorno sull’investimento del 16%, una crescita dell'utile per azione del 4% al 2022 e il rafforzamento del capitale, Exane evidenzia «un sacco di valore anche per gli azionisti di Bper».
Mentre queste valutazioni si succedono, in Lombardia continua inevitabilmente la battaglia da parte degli azionisti di Ubi, sorpresi dal blitz di Intesa Sanpaolo. Il cosiddetto nucleo che comprende chi fa parte del patto degli azionisti si oppone forse anche per strappare un rilancio dell’offerta da parte di Intesa Sanpaolo. Il Car, il patto di consultazione che riunisce i grandi azionisti di Ubi Banca, ha incassato anche l’adesione di Cattolica Assicurazioni: la compagnia veronese ha apportato l'1,01% del capitale dopo avere acquistato sul mercato lo 0,5%, incrementando la quota proprio per potere entrare nel patto, che richiede ai suoi aderenti di detenere almeno l'1% di Ubi. «Il Comitato di presidenza del Car - si legge in una nota - ha espresso particolare soddisfazione per la decisione di Cattolica Assicurazione, anche in funzione del significativo momento che Ubi sta attraversando».
L'ingresso di Cattolica aumenta il peso del Car al 18,7% e non giunge inatteso, in quanto il rafforzamento era stato preannunciato da Mario Cera, componente del direttivo, in occasione della presentazione del patto, formalmente nato a fine gennaio. La mossa di Cattolica è anche legata al fatto che Ubi è un partner industriale della compagnia, con cui ha in essere un accordo di bancassicurazione che scadrà alla fine di quest'anno.
Nell'azionariato di Ubi si sta così coagulando un nocciolo di azionisti storici, fondazioni e grandi famiglie imprenditoriali che sta cercando di difendere l'autonomia della banca, destinata a scomparire all'interno di Intesa in caso di successo dell'Offerta pubblica, o quantomeno a vendere cara la pelle spuntando una revisione del prezzo dell'offerta di Intesa. Oltre al Car, ha detto no all'offerta il Patto dei Mille (1,6% del capitale) mentre il Sindacato azionisti Ubi Banca (8,4%) è stato costretto a rinviare la sua decisione a causa dell'emergenza coronavirus.
Al tempo stesso tutti i titoli in Borsa delle società che sono coinvolte nell’operazione ora stanno perdendo, anche se va sottolineato che le perdite in questa fase riguardano più o meno tutte le società quotate. —
