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Modena. Voti ed emoticon, questione aperta

Alessia Iudicelli Alessia Venturelli Manuela Iori Benedetta Malagoli
Modena. Voti ed emoticon, questione aperta

Il progetto attivato dalle elementari Rodari fa discutere  genitori e insegnanti: «Una faccina può essere limitativa»

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MODENA. «A me sembra una presa in giro, scusate!».

A parlare è una signora in attesa del nipote fuori dalla scuola elementare G. Galilei , ma questa è solo una delle diverse opinioni in merito all’esperimento che ha coinvolto alcune classi dell’istituto comprensivo G. Rodari di Modena. I tradizionali voti numerici vengono infatti rimpiazzati dalle cosiddette emoticon e i bambini hanno la possibilità di valutarsi autonomamente per poi confrontare le loro schede con quelle degli insegnanti. Questo cambiamento ha già sollevato alcune perplessità. Ciò che finora sembra preoccupare maggiormente è la chiarezza di questo nuovo metodo. «Io sono una nonna - continua la signora - sono cresciuta con i voti, per me una faccina non è comprensibile ed è piuttosto limitativa».

Anche alcune persone, che non bocciano completamente l’idea, sottolineano che deva essere reso ben afferrabile il valore delle emoticon utilizzate. «Bisognerebbe essere a favore delle modernità - afferma un’altra nonna - mia nipote usa spesso queste faccine e se avessi ben chiaro in mente a che voto corrispondono sarei favorevole a questa novità».

A questo punto, però, non si deve pensare che il problema della comprensibilità venga esclusivamente sollevato da persone anziane non avvezze all’uso dei social.

Ciò che chiedono molti genitori è infatti una griglia di valutazione che chiarisca meglio quale sia la differenza tra un emoji e l’altra, considerando anche che, come spiega una mamma: «Io mi ritengo al passo con i tempi, ma alcuni genitori trovano alcune difficoltà già nell’utilizzo del registro elettronico e resta comunque difficile interpretare il significato delle emoticon».

Non manca chi approverebbe l’adozione di questo metodo, sempre a patto che quello vecchio non venga completamente accantonato: secondo alcuni, sarebbe una buona idea integrare la valutazione numerica standard con la nuova modalità, la quale sarebbe migliore per i bambini visto che spesso non hanno una corretta percezione dei voti numerici. «Per i bambini piccoli le faccine potrebbero anche sostituire completamente i numeri, ma lascerei anche le cifre a quelli più grandi per prepararli alle scuole medie», aggiunge una madre. Pare che alcuni insegnanti ritengano che la sostituzione dei numeri con le emoticon sarebbe un fattore positivo, poiché potrebbe eliminare il problema della competizione fra gli alunni. «Io sono favorevole, almeno per quanto riguarda le prime classi della scuola primaria», spiega la maestra Rossana Ciaravolo dell’istituto Galilei: «I bambini quando vedono un voto non molto alto ci rimangono male, tendono sempre a confrontarsi fra di loro e possono sentirsi umiliati. Trovo in modo particolare molto carina l’idea dell’autovalutazione: i bambini poi confrontano le proprie faccine con quelle proposte dall’insegnante, per loro quindi è una presa di coscienza delle effettive competenze raggiunte. Credo sia un passo in avanti, che può arricchire la scuola e soprattutto il bambino». —

Alessia Iudicelli

Alessia Venturelli

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