Scuole, decisione rimandata a oggi: «Confronto aperto con il ministero»
La scelta sulla riapertura slitta a stamattina, ma l’accordo è lontano: il Nord-est preme, Emilia e Lombardia più caute
MODENA. I commenti più interessanti sarebbero quelli delle migliaia di genitori emiliano-romagnoli, che ieri sera erano pronti a far partire una fitta rete di chiamate a nonni, zii e baby sitter per “coprire” anche la settimana prossima, o magari per comunicare loro che non c’è più bisogno. Tutto rimandato a questa mattina: il d-day fissato dalla Regione per decidere se riaprire le scuole dopo una settimana di stop per l’emergenza Coronavirus è slittato da ieri a oggi. Così, la prima decisione della nuova giunta regionale, ufficialmente al lavoro da ieri, è stata... un rinvio, anche se le ragioni di fondo sono nazionali.
Come previsto, infatti, ieri pomeriggio il governatore Stefano Bonaccini ha incontrato i capigruppo, poi la sua nuova squadra, i sindaci dei Comuni capoluogo e i presidenti delle Province, ma la decisione presa è stata quella di aspettare le indicazioni del ministero della Salute, impegnato in una difficile operazione di mediazione per cercare di adottare un provvedimento univoco per tutte le regioni. Una posizione chiarita anche dal commissario straordinario Angelo Borrelli, che ieri sera ha spiegato che «il governo deciderà con un decreto che riguarderà tutti». Il problema, ora, è mettere d’accordo un Nord-est che preme per la riapertura immediata, mentre Emilia Romagna e Lombardia frenano, con il Piemonte in posizione intermedia (a Torino si punta alla riapertura a metà settimana).
A confermare il rinvio, ieri sera alle 19 è stato il neoassessore alla Sanità Raffaele Donini, che ha raccolto il testimone del caso Coronavirus da Sergio Venturi. «È in corso a Roma una importante riunione con il ministero della Salute ed esponenti di primo piano della comunità scientifica nazionale e internazionale - queste le parole di Donini - ci aspettiamo entro la mattinata indicazioni abbastanza dettagliate sui criteri medici e scientifici ai quali vogliamo attenerci per adottare le misure precauzionali per contenere la diffusione del virus dal punto di vista quantitativo e soprattutto qualitativo. Faremo riferimento alle decisioni del governo - ha aggiunto l’assessore - auspicando un’uniformità delle decisioni in tutte le regioni interessate da questa situazione sanitaria. Facciamo parlare la scienza, insomma: per quanto ci riguarda, abbiamo ricevuto l’istanza da parte del territorio per allentare alcune misure precauzionali sui musei e produzioni culturali». L’idea, insomma, è quella di dare un segnale di apertura per il mondo della cultura e quello degli eventi, mentre per la scuola ora è tutto in mano al ministero. Dopo aver ricordato «ai genitori in ascolto che non servirà il certificato medico per rientrare a scuola», dunque, Donini ha ribadito che «tornare alla normalità è oggi il nostro imperativo, e condividiamo con i territori l’idea di valutare una possibile ripresa dell’attività di musei, cinema e teatri, seppur con limitazioni negli accessi da definire, ma occorre prendere decisioni con rigore scientifico e su basi certe al fine di tutelare, con la prevenzione, la salute dei cittadini».
Sempre oggi, come annunciato dal presidente Bonaccini, si insedierà l’Unità di crisi regionale sul Coronavirus, che agirà in continuità con il sistema di governance dell’emergenza adottato fino a ieri, per prendere su tutto il territorio dell’Emilia Romagna le decisioni necessarie, ed uniformi, per affrontare l’emergenza. L’unità di crisi regionale, in costante contatto con il Comitato operativo nazionale, è composta dal presidente Bonaccini, che la presiede, dal prefetto di Bologna (o un suo delegato), dall’assessore Donini, dall’assessore alla Protezione Civile Irene Priolo, dal direttore generale Cura della persona, salute e welfare e da quello dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, nonché da un rappresentante di Anci e Upi Emilia Romagna. Potranno essere invitati componenti e strutture operative di Protezione civile e delle Aziende sanitarie locali, o altri dirigenti e funzionari regionali o appartenenti ad altre pubbliche amministrazioni in considerazione di specifiche esigenze ed in relazione alle competenze che dovessero essere necessarie. —
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