Gazzetta di Modena

Modena

A Vignola è già aria di campagna elettorale

Saverio Cioce

Il vice Pasini raccoglie il testimone e tra un anno si vota. Ghiaroni, segretario Pd: «Grande coalizione e candidato credibile»

3 MINUTI DI LETTURA







I risultati delle ultime elezioni regionali hanno riacceso la voglia di rivincita nell'ex maggioranza che non ha mai digerito la giunta a trazione leghista guidata da Stefano Pelloni. E dal giorno dopo la sua elezione al parlamentino dell'Emilia Romagna sono arrivate bordate di accuse dal Pd. La più tenera è stata quella di carrierismo, la più pesante quella di aver preferito l'incarico più redditizio come consigliere regionale. Il risultato è che con l’uscita di scena di Pelloni che siede nell’assemblea legislativa regionale, il testimone passerà per un anno al vicesindaco Angelo Pasini e poi nel 2021 i vignolesi torneranno al voto per eleggere il sindaco. «Alle Regionali – spiega il segretario cittadino Andrea Ghiaroni – abbiamo preso il 31,4% e a questo vanno aggiunti i voti della coalizione allargata che ha vinto con Bonaccini, compresi quelli legati alla sua lista personale. Bene, se mettiamo dentro i voti a un'unica coalizione tutti i voti di chi non si riconosce nel centro destra superiamo la Lega e possiamo vincere».

Una vittoria annunciata dunque? La fretta di passare all'incasso non manca anche se la giunta in carica, dopo l'uscita di Pelloni per l'incompatibilità tra i due incarichi a Bologna e a Vignola, per un anno non corre rischi visto che la maggioranza in Consiglio sarà di 10 consiglieri contro 6. E in ogni caso anche alle ultime elezioni i leghisti e lo zoccolo duro del centrodestra hanno dimostrato di non aver perso colpi. Un maggior afflusso di elettori ha premiato il centrosinistra ma Ghiaroni dà per scontato che non ci sia più quella frattura con “Vignola Cambia”, la lista guidata dall'ex sindaco, il notaio Mauro Smeraldi, che ottenne il 20% dei consensi. «Nomi non ne posso fare, è troppo presto – sgombra il campo dagli equivoci Ghiaroni – Non ho incontrato nessuno, non ne ho avuto il mandato. Prima dobbiamo dire ai vignolesi quello che vogliamo fare per i prossimi cinque anni, come e dove. A quel punto dovremo trovare un candidato in grado di rendere omogenea e credibile la squadra che andrà a metterlo in pratica. Non ho in tasca l'identikit del candidato ideale. Mi sento però di dire che noi come Pd non facciamo questioni di principio, non sarà indispensabile che sia del nostro partito, che abbia una tessera in tasca insomma. L'importante è che sia credibile, anche se non avrà distintivi».

Niente bandierine di partito, specifica Ghiaroni, anche perchè di questi tempi essere incasellati in un simbolo crea più problemi di quanti ne risolva e soprattutto non attira un elettorato sempre più attento a scegliere in base al lavoro fatto, alla credibilità personale. In questo senso le prossime elezioni saranno comunque una partita doppia, visto che il risanamento della ex Sipe interessa anche la confinante Spilamberto. “Noi cittadini per Spilamberto”, ad esempio, non vedrebbe male in quell'area un bosco e soprattutto impianti sportivi sovracomunali. Quanto alle alternativi tra i candidati è tutto un fiorire di ipotesi. Interpellata, l'ex sindaco di Marano, Emilia Muratori, oggi nel direttivo Pd del paese respinge con delicata fermezza ogni candidatura che la riguarda: «Non se ne parla, sono tornata a insegnare». Neppure Smeraldi pare ansioso di occupare la guida della macchina da guerra, mentre Articolo 1 sta aprendo una sede. Domenica scorsa doveva esserci il primo dibattito pubblico ma è stato tutto rimandato per il Coronavirus. Si vedrà. Sedici mesi sono lunghi. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google