Area Nord, due mesi per provare a guarirlaGreco: «Confronto tra sindaci, poi decido»
Il sindaco di Mirandola accusato di voler uscire dall’Unione: «Io voglio migliorare, in caso contrario ogni paese valuterà»
«Due mesi per provare a salvare l’Unione Area Nord». Alberto Greco, sindaco di Mirandola, allontana la possibilità di lasciare l’Ucman, ma chiede un cambio di marcia.
Il dibattito sul senso dell’Unione dei Comuni Area Nord per è scoppiato e non coinvolge un solo Comune, ma un po’ tutti i 9 paesi. Ad alimentare la discussione è la posizione di Mirandola data come in uscita da questa “alleanza”.
STEP PIU’ BASSO
L’onorevole leghista e mirandolese Guglielmo Golinelli. «Premessa importante: noi non abbiamo detto che Mirandola esce a prescindere. L’Ucman esiste da 16 anni ed è ancora classificata come “unione avviata” che è il più basso dei tre step della scala di valori. Partendo proprio da questo si pone il problema. Mirandola ha sacrificato ruoli e figure conferendo il maggior numero di servizi, mentre numerosi Comuni hanno preferito coltivarsi il loro orticello. Settori strategici non sono più sotto il controllo politico-amministrativo, con minor qualità».
NO CAMPANILISMO
Sempre da Mirandola, fulcro centrale della questione, interviene Roberto Ganzerli, ex vicesindaco Pd: «Abbiamo uno strumento molto importante che ha potenzialità. La sensazione è che di fronte ai problemi escano i limiti di chi si trova a gestire. Il sovranismo nazionale si trasforma in campanilismo locale. Si esaltano anche qui le differenze e i gap».
Per Ganzerli c’è una motivazione fondamentale: «Essere uniti è la soluzione, semplicemente perché il bacino di abitanti diventa ampio e dal peso specifico superiore. A livello politico i governanti di Mirandola mi sembrano anche divisi, ho notato che le dichiarazioni di Golinelli e Greco non sono proprio le stesse».
i sindaci
Ed in effetti Michele Goldoni, sindaco di una maggioranza di centro destra a San Felice, chiamato in causa sul tema dallo stesso Pd, spende parole caute e accorte su di una vicenda che rischia di essere spinosa o che forse spinosa lo è già: «Ho taciuto fino ad ora perché ho trovato del tutto inappropriato, che in un momento delicato come l’attuale, quando ci sarebbe bisogno di coesione e collaborazione tra tutti per tutelare la salute dei nostri cittadini, ci si perda in discussioni che possono essere tranquillamente affrontate in seguito». Goldoni prosegue: «Detto questo sappiamo tutti che l’Unione non è una macchina perfetta, a volte può apparire persino come una grande incompiuta. I sindaci questo lo sanno e ne stanno discutendo. San Felice non prenderà decisioni affrettate e consulterà i propri consiglieri comunali di maggioranza e opposizione e anche i cittadini. Decisioni che non possono essere prese a cuor leggero». Quindi la posizione di Mirandola e del sindaco Alberto Greco: «I vari sindaci sanno che tempistiche ci siamo dati. In programma c’è già un secondo incontro per la prossima settimana, mercoledì o giovedì. Ci saranno da definire le intenzioni dei Comuni che non hanno conferito servizi all’interno dell’Unione. Bisognerà capire l’interesse che c’è verso l’Ucman. L’input è quello di migliorare, se non ci sarà la possibilità di farlo ogni Amministrazione vedrà come muoversi. Entro aprile prenderemo delle decisioni». —
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