Modena, asili e nidi chiusi: «Pago la retta ma l’asilo è chiuso» Genitori pronti alla class action
L’assessore all’istruzione Grazia Baracchi: «Stiamo studiando le misure per tutelare le famiglie»
«Se le scuole sono chiuse e noi paghiamo comunque la retta piena, mi dite come possiamo organizzarci per pagare anche un baby sitter? L’emergenza prima di tutto, ci mancherebbe, ma servono misure per le famiglie». Parola di genitori.
Nella giornata di ieri sono state tante le segnalazioni che ci sono arrivate in redazione in merito ai possibili indennizzi parziali delle rette per i nidi e le scuole d’infanzia.
A Modena, ad esempio, il Comune sta già predisponendo una risposta concreta alle famiglie: «In queste ore si stanno studiando le misure - spiega l’assessore all’istruzione Grazia Baracchi - per evitare che ricadono su famiglie e su tutti lavoratori e lavoratrici che ruotano intorno al mondo della scuola i costi di questo stop. Ci si sta attivando a diversi livelli trasmettendo ad Anci, alla Regione e al Governo le richieste».
Tra le mamme che ci hanno segnalato la loro situazione anche Sonia Jouini: «Il nostro bambino ha quattro anni, frequenta una scuola dell’infanzia e da quanto abbiamo potuto capire dalla carta dei servizi ci sarebbe un rimborso del tre per cento ma si tratta di capire bene in base ai diversi giorni di sospensione. Poi il 3 per cento di 180 euro?». Certamente non sono i soldi che servono per due settimane di baby sitter. Un punto d’incontro andrà trovato.
Tutti i comuni si stanno attivando in merito, piccoli e grandi. Anche il Comune di Fiorano ieri in una nota ha spiegato come rispetto «alle rette dei nidi verrà riconosciuto il periodo di forzata chiusura e si sta studiando come applicare la riduzione».
Ci sarà da capire come fare e soprattutto in che tempi. I sindaci hanno questa risposta come una delle priorità per i cittadini. I figli a casa hanno aperto questioni di natura gestionale non di poco conto per le famiglie. C’è chi si è dovuto prendere giorni ferie, chi ha organizzato gruppi con altri genitori come una sorta di asilo condiviso in modo da diminuire al minimo i giorni di ferie di ognuno suddividendo gli sforzi. Chi, invece, senza nonni e altre possibilità di appoggio, ha invece dovuto pagare una baby sitter.
Genitori comunque agguerriti che non molleranno la loro personale battaglia: «Ci sentiremo anche con altre famiglie e vedremo come poterci organizzare, magari come class action, rivolgendoci ad una associazione di consumatori se non dovessero arrivare le risposte che ci aspettiamo», commentano alcune delle persone che ci hanno contattato.
Il problema, come si diceva, potrebbe essere davvero quello dei tempi dal momento che anche ieri la Regione ha dovuto attendere le disposizioni del Consiglio dei Ministri . E sarà così per ogni problema burocratico da risolvere.
L’altra faccia della medaglia è quella degli insegnanti. Saranno soprattutto i sindacati, già attivi nei giorni scorsi, a portare al tavolo la situazione dei lavoratori della scuola «perchè la retribuzione non subisca variazioni». —
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