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Modena. Il “crollo” dei codici verdi aiuta il pronto soccorso

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Modena. Il “crollo” dei codici verdi aiuta il pronto soccorso

Gli accessi al Policlinico dei casi non gravi ha subito un calo del 30 per cento Il direttore Luciani: «Un triage esterno per individuare i pazienti sospetti»

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Pochi lo sanno, ma all’ingresso del pronto soccorso del Policlinico sono presenti 4 box dedicati alla decontaminazione per rischio biologico, nucleare o chimico.

«Si tratta di stanza pronte all’uso, che mettiamo in funzione solo quando ve ne è la necessità: ad esempio quando ci avvisano che è in transito nella nostra provincia un mezzo con un carico radioattivo», sottolinea il dottor Antonio Luciani, direttore del pronto soccorso del Policlinico mentre le mostra.

E ovviamente sono state riattivate ora, che c’è il rischio di epidemia del Coronavirus: «Il paziente che presenta un alto sospetto di contagio - spiega Luciani - non viene fatto entrare direttamente in ospedale. Lo portiamo in questa stanza, dove un operatore protetto con i dispositivi necessari, lo lava e lo veste. Sono stanze che, seppur esterne all’ospedale, sono riscaldate e hanno scarichi scollegati al resto delle fognature. Una volta vestito con abiti sicuri il paziente viene poi trattato».

Si tratta tuttavia di un evento raro, in questi giorni di Coronavirus la vita del pronto soccorso è proseguita senza emergenze specifiche. La principale novità consiste nel triage che giocoforza ha subito delle modifiche. Chi si presenta all’accesso trova immediatamente due cartelli che indicano due direzioni opposte. Chi non presenta sintomi respiratori può accedere normalmente al pronto soccorso, chi, invece, ha febbre, tosse o raffreddore, viene accolto da un operatore sanitario munito di occhiali protettivi e mascherina. A lui spetta il compito di capire se vi è la possibilità che il paziente che ha di fronte abbia avuto contatti con il Coronavirus.

«Abbiamo istituito una serie di percorsi dedicati necessari in questa situazione - sottolinea Luciani - Il triage avanzato ci serve per capire subito se chi arriva ha problemi respiratori o meno. Se questa sintomatologia è presente e vi è la concreta possibilità di essere entrati in contatto con persone colpite da Coronavirus allora si viene indirizzati direttamente al reparto di Malattie infettive attraverso un tragitto che non tocca il pronto soccorso. Nel caso in cui vi siano problemi respiratori, ma senza la possibilità di contatti col Coronavirus allora si può accedere ad un ambulatorio specifico».

Si tratta della stanza abitualmente occupata dalla Guardia medica, esterna al pronto soccorso, che oggi viene utilizzata per la valutazione dei casi.

Al momento il pronto soccorso ha ampiamente retto all’effetto Coronavirus, anche perché gli accessi dei codici verdi sono nettamente diminuiti: «In questo periodo notiamo un minore afflusso. I pazienti hanno capito che in pronto soccorso bisogna recarsi solo quando c’è una vera esigenza. I codici rossi e gialli sono rimasti pressoché invariati, mentre quelli verdi sono diminuiti di molto. Non vediamo più persone che usavano il nostro reparto come se fosse qualcos’altro: è un dato clamoroso su cui occorrerebbe riflettere».

Addirittura tra lunedì e martedì il calo è stato del 30 per cento: «Ciò ci ha consentito di non dover rafforzare i turni, anche se voglio sottolineare la professionalità e l’encomiabile spirito di tutte le equipe sanitarie al lavoro in questo momento: danno il massimo. Come sempre d’altronde». —

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