Virus. Modena: le scuole e i nidi “sospesi” Studenti a casa ma istituti aperti
Regioni e Governo hanno deciso di estendere lo stop per tutta la settimana: si continua con compiti a distanza
MODENA La decisione, almeno per la questione più importante, era già chiara dalla notte. Poi, dopo una mattinata in cui si aspettavano solo le conferme, è stato il presidente Bonaccini, con un messaggio diramato via Facebook durante le videoconferenza governo-Regioni, a cancellare ogni dubbio: le attività di asili, materne, scuole di ogni ordine e grado e università in Emilia Romagna saranno sospese anche per tutta la prossima settimana.
Una decisione arrivata dopo un lungo confronto con il governo e con la comunità scientifica in cui è stata valutata attentamente l’evoluzione dell’emergenza Coronavirus in tutto il Paese, con posizioni diverse da parte delle Regioni interessate.
Ma è stata proprio la situazione nelle tre aree maggiormente colpite, ovvero Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, a far propendere per una chiusura che Luca Zaia, governatore del Veneto, avrebbe volentieri evitato, mentre Stefano Bonaccini e il lombardo Attilio Fontana erano sostanzialmente d’accordo sul rinnovo dello stop. In realtà, rispetto alla settimana che si è appena chiusa, una novità c’è, anche se per i genitori le cose non cambiano: scuole, asili e università non saranno propriamente chiusi, ma resteranno aperti, con l’attività sospesa. Il che, in sostanza, significa che bimbi e ragazzi resteranno a casa, ma gli istituti saranno aperti, con la possibilità per il personale di pianificare l’attività didattica.
Una decisione anticipata dunque dal presidente Bonaccini, che sulla base del parere del Comitato tecnico-scientifico ha confermato lo stop « per nidi, attività scolastica e Università anche per la prossima settimana per le tre Regioni più colpite, ovvero Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Il Comitato tecnico-scientifico e il governo - ha aggiunto il governatore nel suo messaggio diffuso alle 15 via social - ritengono inoltre di dover aggiornare settimanalmente tale previsione sulla base dell’andamento della situazione epidemiologica».
Una decisione illustrata due ore dopo dal neoassessore alla Sanità Raffaele Donini nella consueta conferenza pomeridiana per fare il punto sull’emergenza: «Insieme a governo e Comitato tecnico-scientifico - ha detto l’assessore - abbiamo deciso di sospendere fino all’8 marzo i servizi per l’infanzia, le scuole e le attività scolastiche di formazione superiore. La differenza tra chiusura e sospensione sta nel fatto che, pur non essendo previste attività didattiche, le varie direzioni possono decidere l’entrata nelle scuole di personale per le funzioni che saranno decise di caso in caso».
Decisioni messe nero su bianco dal decreto del presidente del Consiglio arrivato in serata - e dunque non da un’ordinanza di Bonaccini come per la settimana appena chiusa - distinguendo tra misure per i Comuni all’interno delle “zone rosse” (l’area di Codogno e quella di Vo’ Euganeo), decisioni per Emilia, Veneto e Lombardia, e misure per le altre Regioni, dove le scuole saranno regolarmente aperte. —
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