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AGGIORNAMENTI Coronavirus: 335 casi in Emilia Romagna, sono 11 i morti. A Modena 5 casi di contagio in più , tra loro due medici anestesisti di Baggiovara

AGGIORNAMENTI Coronavirus: 335 casi in Emilia Romagna, sono 11 i morti. A Modena 5 casi di contagio in più , tra loro due medici anestesisti di Baggiovara

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I CINQUE NUOVI CASI NEL MODENESE. SI STUDIA IL CASO DI UN CONTAGIO "STRANIERO"

Quattro casi legati a contatti gia' accertati e un caso ancora da approfondire dal punto di vista epidemiologico. È il quadro dei cinque nuovi riscontri positivi da coronavirus individuati oggi nel territorio modenese, confermati in serata nel corso dell'aggiornamento della Regione con l'assessore Raffaele Donini.

Un caso riguarda il territorio di Carpi, per legami via via con il primo episodio di infezione del manager Garc, e altre due infezioni si riferiscono alla citta' capoluogo, a loro volta per contatti con persone gia' risultate positive.

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Emerge inoltre un caso di un medico residente a Pavullo che e' entrato in contatto con un collega dell'ospedale di Baggiovara, che aveva partecipato ad un evento nel piacentino.

Il contagio tuttora sotto studio e' invece quello che ha colpito un'altra persona a Modena: si tratta di uno straniero, l'Ausl precisa che non e' cinese. Di 29 casi positivi modenesi in totale, dunque, la maggioranza si trova in isolamento e tre persone si trovano in terapia intensiva.  

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DUE MEDICI CONTAGIATI E IN ISOLAMENTO NELLA PROPRIA ABITAZIONE

Nell’ambito delle indagini epidemiologiche in corso sono stati confermati due casi positivi di coronavirus relativi a due medici che lavorano all’Ospedale civile di Baggiovara.

Il primo dei due, che rientra tra i casi già segnalati, ha contratto il virus attraverso il contatto con persona risultata poi positiva in occasione di un evento fuori provincia, nel piacentino.

Si conferma dunque come caso importato. Un secondo caso sospetto è stato oggi confermato nell’ambito dei contatti stretti del professionista e risulta dunque collegato al primo caso.

Le due persone, le cui condizioni sono complessivamente buone, sono già in isolamento domiciliare e tutti i contatti stretti individuati sono già stati posti in isolamento

Tutti gli operatori coinvolti nelle indagini epidemiologiche sono stati allontanati dal servizio e i pazienti sono tutti sotto sorveglianza. Le indagini proseguono. Inoltre, il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Modena sta contattando uno ad uno tutti i pazienti che possano aver eventualmente avuto un contatto stretto con i due professionisti.

AGGIORNAMENTO DELLE 17.30:  A MODENA SONO 5 IN PIU' I CONTAGIATI

Sono 335, in Emilia-Romagna, i casi di positivita' al Coronavirus:212 a Piacenza, 61 a Parma, 8 a Reggio Emilia, 29 a Modena, 3 a Bologna, 1 a Forli'-Cesena, 2 a Ravenna e 19 a Rimini. Da registrare 3 nuovi decessi, che portano a 11 il numero complessivo di quelli avvenuti in regione.

Si tratta di un paziente di 89 anni, di San Marino,deceduto all'ospedale di Rimini, dove era ricoverato, che presentava gravi patologie preesistenti; una signora di 95 anni deceduta all'ospedale di Piacenza, per la quale sono in corso accertamenti sul quadro clinico pregresso; e un bergamasco di 62 anni, deceduto all'ospedale di Parma, gia' ricoverato in medicina d'urgenza.

Anche per quest'ultimo paziente sono in corso gli accertamenti su possibili patologie preesistenti. Rispetto al tardo pomeriggio di ieri, quando i casi positivi erano 285, sono dunque 50 quelli in piu': 38 a Piacenza, 2 a Parma, 1 a Reggio Emilia, 5 a Modena, 1 a Bologna e 3 a Rimini. Resta invariato il numero delle persone risultate positive a Ravenna (2) e a Forli'-Cesena (1). I nuovi pazienti, come la maggior parte delle persone risultate ad oggi positive, si trovano in condizioni non gravi. Molti i casi asintomatici o con sintomi modesti. Sono 160 le persone in cura a casa, dove si trovano in isolamento. I ricoveri in terapia intensiva sono 16.

Si stbilizzxa la percentuale

INVITO DEI VESCOVI: MESSE FERIALI SENZA FEDELI

«A differenza di quanto precedentemente disposto chiediamo ai sacerdoti, alla luce della delicata situazione sanitaria e delle richieste delle autorità competenti, di celebrare le Sante Messe feriali senza la partecipazione dei fedeli sino a sabato 7 marzo». È la richiesta dei vescovi dell'Emilia-Romagna, in una nota della Conferenza episcopale regionale dove vengono aggiornate le disposizioni per prevenire la diffusione del Coronavirus. La nota è stata elaborata nel corso dell'assemblea presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente Ceer e arcivescovo di Bologna, «in comunione con i vescovi della Lombardia e della Provincia ecclesiastica Veneta». «Ci riserviamo di dare altre indicazioni, entro venerdì 6 marzo, alla luce di ulteriori sviluppi e delle decisioni delle istituzioni. Le chiese - proseguono i vescovi - continuino a restare aperte, nel rispetto delle norme del Decreto, per la preghiera. Consapevoli della sofferenza e del disagio arrecato dalla situazione, in ordine ai nostri oratori e circoli sono sospese fino all'8 marzo compreso tutte le attività formative, aggregative e sportive. È disposta la chiusura degli spazi aperti al pubblico. Fino a domenica 8 marzo compresa, le iniziative e gli incontri presso altri ambienti parrocchiali, restano sospesi».

IL VIRUS ANCHE NELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO

Sono 9 i casi accertati di coronavirus nella Repubblica di San Marino. Tra questi rientra anche un 88enne morto nel pomeriggio di ieri nel reparto di malattie infettive dell'ospedale 'Infermì di Rimini dove era ricoverato dal 25 febbraio a causa delle sue compromesse condizioni di salute.

È quanto emerge dai dati aggiornati del Gruppo di coordinamento per le emergenze sanitarie del Titano in base ai quali sale a 80 il numero delle persone in quarantena domiciliare.

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Degli 8 pazienti colpiti dal virus, 3 si trovano nella nuova nuova ala predisposta all'Ospedale di Stato e uno in isolamento in terapia intensiva mentre quattro si trovano a casa. Questi - ha spiegato in mattinata nel corso di una conferenza stampa, il segretario di Stato alla Sanità, Roberto Ciavatta, «sono in condizioni stabili, in alcuni casi buone o molto buone». Sono invece 29 i tamponi effettuati, dei quali 17 negativi e 3 in attesa di conferma.

Il periodo stabilito per la quarantena è stato ridotto da 20 a 14 giorni, in linea con quanto deciso in Italia. In caso di aumento delle infezioni o di casi confermati, il reparto malattie infettive dell'Ospedale 'Infermì di Rimini, ha sottolineato Ciavatta, «fa da hub per la Repubblica di San Marino» ma «dobbiamo attrezzarci, innanzitutto per trovare le condizioni di ospitare nella nostra struttura ospedaliera coloro che avranno necessità tenendo conto che, in extrema ratio abbiamo la possibilità di un contatto con Rimini e, tramite Rimini, con le strutture emiliano-romagnole».

Per questo, si legge in un comunicato del Gruppo di coordinamento per le emergenze sanitarie sanmarinese «è in corso un ulteriore ampliamento della nuova area ospedaliera per l'assistenza dei pazienti positivi all'infezione e che necessitano di ricovero. Contemporaneamente si sta allestendo una struttura all'interno dell'Ospedale di Stato con un percorso dedicato sui casi sospetti e che hanno bisogno di accertamenti clinico-diagnostici e sono in attesa di conferma del tampone».

L'EMERGENZA A PIACENZA: DOMANI BONACCINI FARA' IL PUNTO

Il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, sarà domani a Piacenza per fare il punto sulla situazione Coronavirus: l’appuntamento è per le 15, nella sede della Provincia. Insieme alla sindaca Patrizia Barbieri e al prefetto Maurizio Falco, parlerà con i sindaci della provincia, collegati in videoconferenza.

Questo, spiega la regione, per rispettare le indicazioni contenute nel decreto governativo, che chiede di privilegiare modalità di collegamento da remoto per incontri di coordinamento nell’ambito dell’emergenza Covid, evitando comunque incontri con troppe persone senza il rispetto della distanza di un metro fra i presenti. All’incontro sarà presente anche il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, Davide Baruffi.

 La provincia di Piacenza è quella dove si registra il maggior numero di casi positivi in Emilia-Romagna, a causa della contiguità geografica con il Lodigiano, in Lombardia, dove si trova il principale focolaio nel Paese. Importante quindi definire ciò che serve e che servirà sia dal punto di vista sanitario che dell’impatto socio-economico, viste anche le misure contenute nel decreto della Presidenza del Consiglio che ha previsto provvedimenti ad hoc per il piacentino da qui all’8 marzo, oltre a quelli in vigore in Emilia-Romagna, per contrastare la diffusione del virus: la chiusura sabato e domenica prossimi delle medie e grandi strutture di vendita e degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad esclusione delle farmacie, delle parafarmacie e dei punti vendita di generi alimentari, e la sospensione delle attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali - fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei Livelli essenziali di assistenza - centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

CONSIGLIO REGIONALE STRAORDINARIO

Si terrà venerdì 6 marzo dalle 9.15 alle 14 la seduta straordinaria del consiglio regionale dell'Emilia-Romagna dedicata all'emergenza Coronavirus. Questa la decisione, in deroga al Regolamento assembleare, assunta all'unanimità dall'ufficio di presidenza sentiti i gruppi assembleari. «Ritengo necessario il confronto fra tutte le forze politiche sulla comunicazione che terrà in Aula il presidente della Regione Stefano Bonaccini - ha detto la presidente Emma Petitti - con il quale ho accolto le sollecitazioni pervenuteci dai gruppi. È importante il confronto sull'impatto del coronavirus sulla comunità regionale e i conseguenti effetti sanitari, sociali ed economici, unitamente alle misure messe in campo. I cittadini devono sapere che l'Assemblea legislativa c'è e si è immediatamente attivata».

CONTAGIATI: LA SITUAZIONE A MODENA E IN EMILIA ROMAGNA

Salgono a 285 i casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, su 1.795 test fatti.

Ai 5 decessi già avvenuti se ne aggiungono 3, portando così la somma a 8 persone decedute in Emilia Romagna: i nuovi decessi hanno riguardato due uomini rispettivamente di 79 e 76 anni, già affetti da diverse patologie, residenti nel Parmense e ricoverati in ospedale e un uomo di 74 anni affetto da gravi patologie, residente in provincia di Piacenza e ricoverato in ospedale.

Rimane Piacenza la provincia più colpita, con 174 casi; 59 sono a Parma e 2 a Ravenna, mentre non ci sono nuovi casi a Modena (24), a Rimini (16), a Reggio Emilia (7), a Bologna (2) e a Forlì-Cesena (1).

La maggioranza delle persone continua a presentare sintomi modesti, 24 non hanno alcun sintomo e 137 - quasi la metà - stanno seguendo il previsto periodo di isolamento a casa, perché non hanno bisogno di cure ospedaliere. Sono invece 13 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, due a Modena

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CORONAVIRUS: LA SITUAZIONE IN ITALIA

Un aumento significativo di 528 ammalati nelle ultime ore, arrivati ad oltre 1.500 mentre, con altri 12 decessi, il numero totale dei morti sale a 41.

Ma ci sono anche nuove guarigioni, che ora sono in tutto 83.

Nel giorno della firma del nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sulle misure per l'emergenza Covid-19 - caratterizzato dalla sospensione delle attività scolastiche fino all'8 marzo nelle regioni 'cluster', il bollettino delle persone attualmente positive al virus registra un'accelerazione del 50%.

Numeri mitigati dal dato secondo cui la metà dei soggetti ha per fortuna sintomi lievi o assenti.

E con il provvedimento appena entrato in vigore in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, a Savona e Pesaro-Urbino si introduce la regola 'droplet', affinché venga garantita la distanza tra le persone di almeno un metro l'una dall'altra in tutti i bar, ristoranti, pub, negozi, musei e chiese.

In questi luoghi l'apertura di locali pubblici è ora «condizionata» a modalità che evitino assembramenti.

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Una misura proposta dagli stessi governatori delle tre Regioni ma ritenuta «difficilissima da applicare» da parte di alcuni sindaci, come quello di Crema, Stefania Bonaldi, per la quale «non è spiegato quale Autorità debba garantirne la corretta applicazione» e «questo comporta gravissimi problemi».

Qualsiasi provvedimento dell'esecutivo sul Covid-19 sarà comunque inappellabile da parte di altri enti, soprattutto alla luce della norma contenuta nell'ultima bozza del decreto legge approvato venerdì scorso e secondo cui sono «inefficaci» tutte le ordinanze dei sindaci in materia di Coronavirus in contrasto con le misure prese dal governo.

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LE REGOLE DA RISPETTARE IN EMILIA ROMAGNA CHE ORA E' ZONA GIALLA

Bar, ristoranti, negozi, cinema, discoteche, chiese, palestre: cosa si deve fare e cosa non si può fare

Misure applicabili nelle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e nelle province di Pesaro e Urbino e di Savona. Per tali regioni e province si stabilisce quanto segue:

  • la sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, sino all'8 marzo 2020, in luoghi pubblici o privati, a meno che non si svolgano «a porte chiuse». Restano consentite le sessioni di allenamento, sempre «a porte chiuse»;
  • il divieto di trasferta organizzata dei tifosi residenti nelle stesse regioni e nelle province di Pesaro e Urbino e di Savona, per assistere a eventi e competizioni sportive che si svolgano nelle restanti regioni e province;
  • la sospensione, sino all'8 marzo 2020, di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d'esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose;
  • è consentito lo svolgimento delle attività nei comprensori sciistici a condizione che il gestore provveda alla limitazione dell'accesso agli impianti di trasporto chiusi assicurando la presenza di un massimo di persone pari ad un terzo della capienza (funicolari, funivie, cabinovie, ecc.);
  • l'apertura dei luoghi di culto è condizionata all'adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
  • la sospensione, sino all'8 marzo 2020, dei servizi educativi dell'infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo la possibilità di svolgimento a distanza
  • la sospensione delle procedure concorsuali pubbliche e private, ad esclusione dei casi in cui venga effettuata la valutazione dei candidati esclusivamente su basi curriculari e/o in maniera telematica, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, ivi compresi gli esami di Stato e di abilitazione all'esercizio della professione di medico chirurgo, e di quelli per il personale della protezione civile;
  • lo svolgimento delle attività di ristorazione, bar e pub, a condizione che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
  • l'apertura delle attività commerciali diverse da quelle di ristorazione, bar e pub, condizionata all'adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori;
  • l'apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, a condizione che assicurino modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
  • la limitazione dell'accesso dei visitatori alle aree di degenza, da parte delle direzioni sanitarie ospedaliere;
  • la rigorosa limitazione dell'accesso dei visitatori agli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali per non autosufficienti;
  • la sospensione dei congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi costituite a livello regionale; -l'obbligo di privilegiare, nello svolgimento di incontri o riunioni, le modalità di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell'ambito dell'emergenza COVID-19.

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ZONE ROSSE IN LOMBARDIA

Restano isolate le 'zone rossè, dove sono diciotto i denunciati pizzicati dalle forze dell'ordine - in Provincia di Lodi - che hanno cercato di eludere i controlli: alcuni cercando di andare in esercizi pubblici uscendo fuori dal territorio, altri tentando di entrarvi per andare a trovare parenti.

Nelle ultime ore, ad essere off limits con un provvedimento senza precedenti nella Capitale dall'inizio dell'emergenza, è anche una chiesa di San Luigi dei francesi a Roma, in pieno centro storico, chiusa «per misure precauzionali» e «fino a nuovo ordine», dopo il contagio di un prete della diocesi di Parigi: il sacerdote era passato nella chiesa di Caravaggio.  

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SCUOLE: DOVE SI TORNA IN CLASSE E DOVE SI RESTA A CASA

Questo il quadro delle aperture e chiusure delle scuole e dei provvedimenti adottati secondo quanto ha stabilito il Secondo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato ieri sera:

  • In Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, nelle province di Pesaro-Urbino e Savona l'attività didattica è sospesa fino all'8 marzo.
  • Restano chiuse le scuole nei Comuni della cosiddetta «zona rossa» (nella Regione Lombardia: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia,Terranova dei Passerini; nella Regione Veneto: Vò).
  • Liguria (fatta eccezione per l'area di Savona dove la chiusura delle scuole durerà fino all'8 marzo) e Piemonte hanno comunicato che le attività didattiche sono sospese fino a mercoledì 4 marzo.
  • In Friuli Venezia Giulia la sospensione delle attività didattiche è stata prevista fino al giorno 8 marzo.
  • Nelle altre Regioni le attività riprenderanno regolarmente già da domani.

IL GOVERNATORE BONACCINI: NON DEVONO PAGARE IMPRESE E LAVORATORI

«Non possiamo permettere che i nostri imprenditori e i nostri lavoratori paghino il prezzo di questa vicenda senza adeguati ammortizzatori. E su questo l'Europa ci deve ascoltare, perché, sia chiaro, il problema è comune e servono fondi straordinari». Lo dice Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna. «Adesso - ha detto - servono anche misure economiche per tutelare imprese e lavoro nei diversi comparti più colpiti ed esposti, a partire da turismo, cultura e servizi. Ne parleremo mercoledì a Roma col presidente Conte insieme alle altre Regioni e con tutte le parti sociali». Infine un appello: «su questo il Paese sia unito e la politica non si divida».

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