Fiorano Hai paura del contagio? Puoi seguire la messa in diretta su Facebook
Per evitare i rischi di contagio c’è chi ricorre alla tecnologia Basta lo smartphone e un cavalletto: lo hanno fatto a Fiorano
LA STORIA
Daniele Dei
Alla messa non posso andare per motivi legati al Coronavirus? No problem: la guardo in streaming su Facebook.
Pur sospeso il precetto festivo da parte dell'Arcivescovo di Modena Erio Castellucci, alcune parrocchie si sono attrezzate per permettere ai fedeli di partecipare, in ltro modo, alla messa domenicale. Un po' come ha fatto il vescovo di Piacenza Gianni Ambrosio, il quale ieri ha celebrato la funzione in una cappella adiacente alla Curia trasmettendola live sui canali della diocesi.
I parroci si sono attrezzati con strumenti in realtà di comune uso: uno smartphone, di cui tutti ormai sono in possesso, e un cavalletto da tavolo, che si acquista con poche decine di euro. Basta una connessione a internet e il gioco è fatto.
Al Santuario di Fiorano il 25 febbraio, mercoledì delle Ceneri, ci si è attrezzati fornendo ai fedeli interessati una guida per pregare e attivando, dalle 19, una diretta Facebook della funzione a porte chiuse celebrata dal rettore della Basilica, don Antonio Lumare, assieme a don Giuseppe Albicini e don Valter Tardini.
«Abbiamo messo un cellulare e un trepiedi su un banco della chiesa – commenta don Antonio – in una situazione così particolare anche i media ci sono stati di buon aiuto: non sostituiscono la presenza alla liturgia, però sono meglio di niente. L'evangelizzazione in televisione è iniziata decenni fa e il social, senza farne abuso, può avere dei risvolti positivi». Dopo le dirette di questa settimana, in cui si sono collegate anche oltre 600 utenti, già da venerdì si è però ripreso a celebrare messa a porte aperte senza videoregistrazione.
«Personalmente credo molto nel contatto personale – è l'opinione del rettore del santuario fioranese – non intendo replicare le dirette anche per un motivo pratico, essendo necessario un operatore che ponga attenzione alla registrazione. Non abbiamo fatto ancora una riflessione, ma non utilizzeremo questo strumento in via ordinaria: molti indigenti sono anziani e non sanno utilizzare i social. A ogni modo, i fedeli che già vengono in chiesa hanno usufruito del servizio e ci hanno ringraziato».
A pochi chilometri di distanza c'è però un parroco che ha messo in diretta Facebook le sue funzioni ma era già abituato a farlo da prima dell'emergenza Coronavirus.
È don Paolo Orlandi, titolare della parrocchia di San Giovanni Apostolo ed Evangelista di Spezzano. «Avevo iniziato un anno fa sul mio profilo Facebook – racconta il sacerdote – prima nel periodo della sagra del paese, facendo delle registrazioni, poi nei campeggi che facciamo con i ragazzi al Cimoncino e in Trentino, così che anche i genitori, pur essendo lontani, potessero unirsi in preghiera assieme a noi. Non sempre allestisco una diretta della messa, ma è capitato più volte». In questo periodo, a maggior ragione, don Paolo ha utilizzato treppiedi e telefono per coinvolgere i fedeli costretti a restare fuori dal portone della chiesa. Ma la pratica, secondo la sua opinione, è estendibile anche oltre la stringente necessità del periodo. «Mi sono detto in passato: se devo dire un rosario da solo, vediamo di condividere questo momento – prosegue – e quindi ho provato e trenta persone si sono collegate per pregare assieme a me. Può essere di aiuto alle persone indigenti e quelle all'estero, anche se il video non sostituisce la presenza. Talvolta si spendono giga per sciocchezze e volgarità, utilizzarne qualcuno per il Vangelo ben venga». —
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