Via libera alla cava Il Comune incasserà oltre sei milioni ma è già polemica
Per la lista “Cambiare” «Falde a rischio e restano crateri» L’assessore Pagliani: «Zero rischio e opere compensative»
Scavi e cava alla Pederzona, è scontro in Consiglio. Al castello è giunto il via libera alla prima fase di scavi nell’area. La Lista Civica per Cambiare va all’attacco: «Si inquineranno le falde acquifere e resteranno crateri». L’assessore ai Lavori pubblici Armando Pagliani replica: «Le falde saranno tutelate, restituiremo l’area alla vocazione precedente». I riflettori puntano sui «2.143.539 metri cubi», come ribadito da Pagliani, della fase A dei lavori di scavo. Ve ne sarà un’altra da 3 milioni di metri cubi di ghiaia. Dalle cifre illustrate dall’assessore, il Comune percepirà 90 centesimi per ogni metro cubo scavato da investire in opere per la frazione di Magreta e ulteriori 52,5 centesimi (sempre al metro cubo) per il ripristino del verde nelle aree circostanti alla cava. In tal modo, le casse municipali percepiranno oltre sei milioni di euro (nelle due fasi). «I 5 milioni di metri cubi equivalgono a 90 campi di calcio - la stoccata di Costantino Righi Riva, capogruppo della Lista Civica - e si potrà scavare fino a 12 metri. Vicino agli scavi esistono falde acquifere che approvvigionano Formigine e Modena. La frantumazione della ghiaia danneggerà la salute degli operai e di tutti coloro che abitano intorno alla cava. Senza considerare il movimento dei camion...». La pensa così anche Marina Messori, pure lei della Lista Civica. «Nello stesso giorno in cui il consiglio approva la mozione sull’“emergenza clima” si procede con un’estrazione senza limiti - rimarca Messori - Chi controllerà i lavori? Come saranno utilizzate le risorse? Ricordo il caso della cava Busani, le cui indagini sono ancora in corso». Dalle frasi di Pagliani si apprende che la verifica sarà svolta da un geologo comunale. «Fino a un paio di anni fa la verifica faceva capo alle Province - spiega l’assessore - adesso sono i singoli Comuni che si devono adeguare con personale dipendente». Pagliani cita le scelte strategiche della delibera comunale: «limitare il consumo di territorio; limitare il traffico veicolare; limitare le alterazioni del paesaggio, garantire la protezione degli acquiferi; destinare gli aggregati a usi pregiati; riportare le aree scavate alle vocazioni preesistenti». L’ultimo punto ha portato il Comune a mantenere la proprietà dell’area, scadute le concessioni. «Avremo la possibilità di restituire l’area alle attività dell’agricoltura - precisa l’assessore - che a oggi risultano le più opportune da effettuare nei siti. In tal modo, potremo evitare che altri decidano il futuro degli invasi». In programma due opere compensative per scavi precedenti. La prima consiste in un campo da basket all’elementare di Magreta «entro un anno dalla firma della convenzione». La seconda consiste in venti orti urbani in via Magellano entro il 31 dicembre 2021.Per il consigliere Pd Giulia Santunione «è importante far procedere l’iter». —
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