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Coronavirus a Modena

AGGIORNAMENTI: Coronavirus. Salgono a quattro i ricoveri in Terapia intensiva al Policlinico di Modena. "I medici stanno bene". In Emilia Romagna 420 casi positivi, quattro "clinicamente guariti" .Altri 7 morti

AGGIORNAMENTI: Coronavirus. Salgono a quattro i ricoveri in Terapia intensiva al Policlinico di Modena. "I medici stanno bene". In Emilia Romagna 420 casi positivi,  quattro "clinicamente guariti" .Altri 7 morti

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SALE A 18 IL NUMERO DEI MORTI

In Emilia-Romagna il numero di casi positivi registrati oggi sono 420, alla luce dei quasi 1.778 test tampone refertati: sono 256 a Piacenza, 84 a Parma, 14 a Reggio Emilia, 33 a Modena, 6 a Bologna e 24 a Rimini, 1 a Forlì-Cesena, 2 a Ravenna.

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Sale ancora il numero dei decessi: complessivamente 18 le persone decedute in Emilia-Romagna, 7 in più rispetto a ieri pomeriggio, tutte con patologie pregresse. Tra questi due donne: una di 70 anni della provincia di Parma deceduta all’ospedale di Vaio (Pr), la seconda, ultraottantacinquenne lombarda, deceduta all’ospedale di Piacenza. Sono cinque gli altri morti registrati al nosocomio di Piacenza: quattro piacentini, rispettivamente 91,80, 86, 77 e un lodigiano di 77 anni.

Ottantacinque i nuovi casi, rispetto ai 335 rilevati ieri pomeriggio: 44 a Piacenza, 23 a Parma, 6 a Reggio Emilia, 4 a Modena, 3 a Bologna e 5 a Rimini. Resta invariato il numero delle persone risultate positive a Ravenna (2) e a Forlì-Cesena (1). I nuovi pazienti, come la maggior parte delle persone risultate ad oggi positive, si trovano in condizioni non gravi. Sono molti i casi asintomatici o con sintomi modesti e 187 le persone in cura a casa, dove si trovano in isolamento. I ricoveri in terapia intensiva sono saliti a 24.

QUATTRO "CLINICAMENTE GUARITI"

Se i numeri dicono che oggi ci sono in Emilia-Romagna 85 nuovi casi di positività al virus in più rispetto a ieri, e 7 nuovi decessi, ci sono anche i primi 4 casi di pazienti affetti da Coronavirus “clinicamente guariti”. Benché per questi pazienti (2 di Lugo di Romagna, uno di Rolo e uno di Castelnuovo) si potrà parlare di guarigione completa solo dopo due tamponi negativi consecutivi, si tratta oggettivamente di una buona notizia.

Continua, oltre al grande lavoro svolto dai tantissimi professionisti del Servizio sanitario regionale, anche l’impegno della Protezione civile regionale per garantire – in questa complessa situazione – la migliore funzionalità agli ospedali. Entro la settimana la Regione garantirà, per le strutture ospedaliere del piacentino, il raddoppio delle postazioni di terapia intensiva che passeranno da 15 a 33 (oltre le 9 postazioni per l’attività ordinaria, extra Coronavirus), mentre la Protezione civile ha concluso, ieri con l’ultima struttura a Imola, la realizzazione di 14 spazi esterni ai Pronto soccorso per agevolare le operazioni di triage.

Di tutto questo si è parlato nel corso del briefing quotidiano con l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, e l’assessora alla Protezione civile, Irene Priolo, che hanno fatto il punto della situazione sull’emergenza Coronavirus in Emilia-Romagna.

I dati, secondo quanto riporta il comunicato già diffuso dalla Regione, dicono sono ad oggi 420 i casi totali finora registrati, e i decessi sono 11 decessi.

“Il sistema sta reggendo- ha spiegato l’assessore Donini- e stiamo prendendo ogni giorno le misure più adeguate per garantire gli interventi più opportuni. È per questo che ci stiamo concentrando sul rafforzamento delle postazioni di terapia intensiva, soprattutto nel piacentino, dove con il 60% dei casi si concentra la stragrande maggioranza delle infezioni da Coronavirus. Oggi, tra l’altro, nel corso di un incontro con i rappresentanti di Aiop, si è registrata la disponibilità del sistema sanitario privato emiliano-romagnolo a supportare, se necessario, il grande sforzo del sistema sanitario pubblico. Una disponibilità che mette in luce un aspetto solidaristico importante”.

“Per quanto riguarda i punti-triage esterni alle strutture ospedaliere- ha aggiunto l’assessore Priolo- per filtrare gli accessi ai Pronto soccorso, la Protezione civile è pronta ad allestire le strutture che si renderanno necessarie. Ad oggi non ci sono ulteriori richieste da parte delle autorità sanitarie”. Inoltre, in merito ai 2 dipendenti delle Regione ora non in servizio in ufficio poiché un collega è risultato positivo al tampone, l’assessore regionale ha precisato che “stanno bene. Si sono auto-isolate solo per precazione”.

Dal punto di vista degli approvvigionamenti, ad oggi sono stoccate nel deposito sanitario della Regione a Reggio Emilia 22.500 mascherine FFP2 fornite dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile ad uso esclusivo di medici, infermieri e personale sanitario dell’Emilia-Romagna, che verranno distribuite secondo i criteri prefissati. In consegna oggi altre 25 mila unità.

QUATTRO RICOVERI IN TERAPIA INTENSIVA A MODENA

Salgono a quattro i ricoveri in terapia intensiva al Policlinico di Modena per infezioni da Coronavirus.
Alle tre persone registrate fino a ieri si è aggiunto il cittadino straniero 46enne risultato positivo, come emerso ieri sera, che avrebbe avuto contatti con le zone lombarde e per il quale si sta tracciando la mappa epidemiologica.

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Inoltre, altre cinque persone positive al virus si trovano nel reparto di malattie infettive ma non è il caso dei due operatori medici (anestesisti) dell'ospedale di Baggiovara contagiati, un professionista 47enne che era stato a piacenza per un convegno e una sua collega 48enne, di Pavullo.

"Sono in isolamento domiciliare e in buone condizioni", spiega Elena Vecchi, responsabile del servizio igiene ospedaliera del Policlinico.
Degli altri pazienti in terapia intensiva, in particolare, due provengono da Carpi, l'area dove si sono sviluppati i primi contagi in provincia attorno al caso gestito dall'azienda Garc, mentre l'altro è arrivato al policlinico da Castelnuovo, via Baggiovara, senza avere contatti.


Facendo il punto sull'allerta, Vecchi conferma come l'attenzione oggi sia tutta o quasi sul Covid-19: "I pazienti in terapia intensiva stanno aumentando quindi implementiamo al quarto piano una zona dove portare i pazienti appena usciti dalla terapia intensiva per far in modo che vengano sottoposti ad una ventilazione non invasiva. Dobbiamo tutelare i posti di terapia intensiva per i pazienti che ne hanno più bisogno. Come altra misura organizzativa, abbiamo ridotto i ricoveri chirurgici, da ieri del 60%, proprio per scaricare il più possibile di lavoro la terapia intensiva. Altri ambulatori non di urgenza, intanto, sono stati chiusi per recuperare personale".

"I MEDICI STANNO BENE"

Approfondisce vecchi sui casi degli anestesisti risultati positivi: "Il primo operatore contagiato aveva partecipato a un convegno a Piacenza, non aveva sintomi i primi giorni ma poi ha chiamato il primario. Si è allontanato dal lavoro e i primi contatti sono stati lasciati a casa per cautela. Poi, è emersa la seconda collega. Nel frattempo, i tamponi arrivati, sia esterni sia interni, sono comunque tutti negativi. I contatti del primo caso sono una trentina, stiamo tracciando e alcuni operatori si presentano spontaneamente".
La responsabile del servizio igiene aggiorna poi sul fronte mascherine: "dopo la circolare ministeriale del 22 gennaio, il 23 il nostro economato ha fatto altri ordini. Al momento stiamo ricevendo le forniture, anche se la fetta più grossa sarà quella degli ordini regionali in collaborazione con la protezione civile. In ogni caso- rimarca vecchi- qui ci sono stati percorsi protetti col 118 fin dal primo ricovero, senza esposizione degli operatori sanitari".

 

MORTO IVO CILESI, FRA I MASSIMI ESPERTI DELL'ALZHEIMER

Il paziente bergamasco di 62 anni, contagiato dal coronavirus, deceduto all'ospedale di Parma di cui ha dato notizia ieri la Regione Emilia-Romagna, è Ivo Cilesi, psicopedagogista e terapeuta specializzato nella lotta all'Alzheimer. Genovese d'origine, Cilesi si era laureato in pedagogia all'Università di Genova ma da anni ormai viveva e lavorava nella Bergamasca. A lui si devono due soluzioni creative per diminuire gli stati di agitazione per i pazienti affetti da Alzheimer: la «doll therapy», tecnica della bambola, e «il treno virtuale». «Alzheimer Uniti Italia - si legge in un post Facebook dell'associazione - ha appreso con dolore la drammatica scomparsa del dottor Ivo Cilesi di cui ricordiamo le grandi doti umane e professionali. Avremo sempre il suo esempio come guida, esprimiamo inoltre gratitudine per la vicinanza e sensibilità sempre dimostrate verso la nostra associazione e tutte le persone fragili».

CORONAVIRUS; BONACCINI RIUNISCE PATTO PER LAVORO IN REGIONE

Ammortizzatori sociali in deroga,, sostegno all'export, accesso al credito, sforamento del patto di stabilità per consentire gli investimenti. Sono alcuni degli interventi che il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, chiederà mercoledì al premier Conte, presentando un documento che conterrà le misure economiche necessarie per fronteggiare la crisi innescata dal Coronavirus, condiviso con tutte le Regioni, a partire da quelle colpite dall'emergenza. Bonaccini ne ha parlato alla riunione del tavolo del Patto per il lavoro, che ha riunito imprese, sindacati e rappresentanti del terzo settore con la Regione. «Stiamo gestendo l'emergenza con lucidità, responsabilità ed equilibrio - ha detto il presidente - dobbiamo lavorare affinché il contagio non si diffonda, ma anche per rispondere con forza ed efficacia all'impatto economico che questa situazione di emergenza avrà sulle attività produttive, dando priorità agli investimenti materiali e immateriali». L'assessore al lavoro, l'ex Cgil Vincenzo Colla, ha sottolineato l'importanza degli ammortizzatori sociali in deroga e auspicato che il governo chieda all'Europa di intervenire «per impedire che vengano bloccate le merci e le persone» e mostri «grande attenzione anche alla ripresa del mercato interno attraverso operazioni straordinarie».

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SEDE DELLA REGIONE: DUE DIPENDENTI TENUTI A CASA A TITOLO PRECAUZIONALE

A titolo «puramente precauzionale» due dipendenti regionali che dividono l'ufficio con Filippo Zangrandi sono a casa dal lavoro, pur senza sintomi. La misura è stata presa in seguito alla positività al coronavirus del sindaco di Calendasco (Piacenza), che lavora all'assessorato all'ambiente della Regione Emilia-Romagna. Ieri Zangrandi ha annunciato la propria positività al tampone e comunicato all'Asl piacentina l'elenco delle persone con cui è stato in contatto nelle ultime due settimane. Di lì sono scattate le misure precauzionali per bloccare eventuali contagi negli uffici regionali. Già da giorni, ricordano in viale Aldo Moro, sono del resto state predisposte pulizie straordinarie delle superfici nelle ore notturne a titolo precauzionale. Un intervento che ha riguardato ovviamente anche gli uffici dell'assessorato all'ambiente nella terza torre

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EMILIA ROMAGNA 335 I CONTAGIATI. 11 I MORTI. 29 CASI A MODENA, ANCHE DUE MEDICI

Salgono a 335, in Emilia-Romagna, i casi di positività al Coronavirus. In particolare 212 a Piacenza, 61 a Parma, 8 a Reggio Emilia, 29 a Modena, 3 a Bologna, 1 a Forlì-Cesena, 2 a Ravenna e 19 a Rimini. Lo ha spiegato l'assessore alla Salute dell' Emilia-Romagna, Raffaele Donini, nel corso di un punto stampa in Regione.

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Rispetto a ieri ci sono 3 nuovi decessi, che portano a 11 il numero complessivo di quelli avvenuti in regione. Si tratta di un paziente di 89 anni, di San Marino, deceduto all'ospedale di Rimini, dove era ricoverato, che presentava gravi patologie preesistenti. Poi una signora di 95 anni deceduta all'ospedale di Piacenza,per la quale sono in corso accertamenti sul quadro clinico pregresso e infine un bergamasco di 62 anni, morto all'ospedale di Parma, già ricoverato in medicina d'urgenza. Anche per quest'ultimo paziente sono in corso gli accertamenti su possibili patologie preesistenti.

I NUMERI DEL CONTAGIO IN ITALIA

Sono 1.835 gli ammalati per coronavirus in Italia, con un incremento di 258 persone rispetto a domenica. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile. A questi vanno aggiunti i 149 guariti (66 in più rispetto a ieri) e i 52 morti (18 in più di ieri). 

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Dai dati del Dipartimento risulta che i malati sono 1.077 in Lombardia, 324 in Emilia Romagna, 271 in Veneto, 51 in Piemonte, 34 nelle Marche, 18 in Liguria, 17 in Campania, 12 in Toscana, 9 in Friuli Venezia Giulia, 5 Sicilia, 4 Lazio, 5 Abruzzo, 4 Puglia, 2 Umbria, 1 provincia di Bolzano, 1 Calabria.

Complessivamente i contagiati, comprese le persone guarite e le vittime, sono 2.036. Quanto ai tamponi, ne sono stati effettuati 23.345.

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IL PUNTO IN ITALIA

Non si arresta dunque ancora la diffusione del coronavirus in Italia: sale il numero dei malati, ora sono 1.835, e sale il numero delle vittime, 52 in totale, 18 in più nelle ultime 24 ore con il primo morto nelle Marche, un 88enne di Fano.

Come riferito qui sopra l'ultimo bollettino della Protezione Civile conferma quello che da giorni ripetono gli esperti e che anche oggi ha sottolineato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro: i prossimi giorni saranno fondamentali per capire se le misure adottate sono davvero in grado di fermare il contagio o se, viceversa, ne serviranno di nuove e ancora più stringenti.

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A leggere i numeri, però, qualche aspetto positivo c'è: i guariti sono arrivati a 149, 66 in più in un solo giorno. E non solo. Se ieri l'incremento dei malati era stato del 50%, oggi si è fermato a 'solò il 16%, con 258 casi in più. Di questi, inoltre, il 50% è asintomatico (o con sintemi lievi) e in isolamento domiciliare, il 40% è ricoverato con sintomi e solo il 10% in terapia intensiva.

«Un dato confortante» dice il commissario Angelo Borrelli sottolieando che si tratta di una percentuale che ricalca il dato complessivo: su 1.835 malati, 927 sono in isolamento nella propria casa, 742 ricoverati con sintomi e 166 in terapia intensiva.

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Dati positivi che non bastano certo a considerare l'emergenza finita, come dimostra la decisione del Piemonte di prolungare la chiusura delle scuole fino all'8 marzo; come dimostrano i primi casi, non ancora «ufficiali», registrati in Sardegna - un imprenditore cagliaritano di 40 anni che avrebbe contratto il virus dopo aver partecipato ad una fiera a Rimini - e in Molise, dove una donna di 60 anni è ricoverata nel reparto malattie infettive di Campobasso. E come conferma la situazione a Roma, dove i contagi sono saliti a 12 (anche se i numeri ufficiali parlano di 7 persone di cui 3 guariti) e dove le autorità sanitarie del policlinico di Tor Vergata hanno richiamato 98 pazienti per sottoporli ad accertamenti visto che il poliziotto risultato positivo ai test era stato al pronto soccorso a fine febbraio.

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Ma c'è un altro elemento che dà la misura della portata dell'emergenza: la Difesa, dopo una verifica effettuata in tutta Italia tramite il Comando operativo di vertice interforze, ha messo a disposizione della Protezione Civile un'ottantina di strutture - caserme, ospedali e basi logistiche - per un totale di 6.600 posti letto. L'ex ospedale militare di Baggio, a Milano, aprirà nelle prossime ore, con 50 posti letto, ma già sono pronte strutture dell'Aeronautica a Linate e Piacenza così come la base logistica di Colle Isarco (Bolzano) e quella di Roccaraso (L'Aquila) dell'Esercito, le basi dell'Aeronautica di Taranto, Trapani Birgi e Decimomannu (Cagliari). Al momento non è emersa la necessità di utilizzarli né, ha ripetuto Borrelli, ci sono «criticità per quanto riguarda le terapie intensive».

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Ma è necessario essere pronti in caso di quarantena di massa. E l'Italia deve fare i conti anche con l'altro aspetto del coronavirus, il disastro economico che ogni giorno diventa sempre più evidente. L'Ocse parla di una «minaccia all'economia mondiale senza precedenti» e dunque il nostro paese non è solo, ma intanto taglia le stime del Pil prevedendo una crescita zero.

Taglia anche Ryanair, il 25% per centro dei voli da e per l'Italia, e taglia Lufthansa, che ha ridotto l'offerta su diverse città italiane, Roma e Milano incluse. Che sia crisi vera lo dicono anche i numeri del cinema: incassi in picchiata nel week end, con solo 2 milioni, -63% rispetto alla settimana scorsa e -75% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. In questo disastro, però, il paese non s'arrende: ha riaperto, seppur con molte cautele, il Duomo di Milano e riapre San Luigi dei Francesi, dopo aver escluso che il sacerdote positivo al coronavirus avesse contagiato altri religiosi. Non riapre invece, ma è come se l'avesse fatto, la Fenice di Venezia: il gruppo d'archi Dafne è andato comunque in scena sul palco, stavolta non per i mille fortunati della platea ma per tutte le migliaia di cittadini che li hanno seguiti in streeming.

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UNIONE EUROPEA SI ALZA IL LIVELLO DI RISCHIO. COSTITUITA TASK FORCE

Il rischio di diffusione in Europa del Coronavirus passa da «moderato a alto» e la Commissione europea lancia una task force per fronteggiare l’emergenza. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato una squadra di commissari che sarà incaricata di rispondere all’emergenza sia dal punto di vista medico che per quanto riguarda la mobilità e l’economia.

Il «Corona response team» sarà composto dai commissari Janez Lenarcic (responsabile della gestione delle crisi), Stella Kyriakides (salute), Ylva Johansson (affari interni), Adina Valean (trasporti) e Paolo Gentiloni (economia). «Il rischio è passato da moderato a alto per l’Ue.

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Il virus continua a diffondersi», ha detto von der Leyen citando le stime dell’agenzia europea Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. «Abbiamo una situazione che è molto complessa che richiede da un lato azione rapida e dall’altro forte coordinamento» a tutti i livelli, sia europeo sia nazionale. «Ecco perchè oggi lanciato il Corona response team», ha spiegato von der Leyen.

Il leitmotiv di Bruxelles è che la priorità è la salute dei cittadini, ma l’esecutivo Ue è preoccupato anche per i contraccolpi dell’emergenza sull’economia europea. «È tempo di dichiarare oggi che l’Ue è pronta a usare tutte le opzioni politiche disponibili se e quando necessario per salvaguardare la nostra crescita contro questi rischi al ribasso», «e» tempo di agire«, ha detto il commissario all’economia, Paolo Gentiloni. »

Le nostre regole incorporano diversi elementi che permettono di prendere in conto il cambiamento delle situazione economiche, inclusa la possibilità per i governi di rispondere a eventi eccezionali. Valuteremo le richieste su questa base con spirito di solidarietà e comprensione in questo periodo straordinario«, ha aggiunto. In ogni caso, secondo Gentiloni, la situazione attuale o quella che si verrà a creare non è paragonabile alla crisi del 2008.

Quanto all’Italia i 3,6 miliardi di euro annunciati dal governo italiano per rispondere al Coronavirus sono »proporzionati all’emergenza« e l’andamento dello spread »è fisiologico« in una fase del genere, rassicura Gentiloni. Anche il Parlamento europeo ha annunciato una serie di misure di »cautela« per far fronte alla crisi. Il presidente, David Sassoli, ha annunciato che »la plenaria della prossima settimana si svolgerà regolarmente a Strasburgo. Naturalmente, siamo in contatto con le autorità francesi per una valutazione della situazione e per raccogliere da loro le indicazioni che vorranno fornirci«.

Il Parlamento però sospenderà per tre settimane tutti gli eventi previsti all’interno dei locali dell’Eurocamera come misura »di cautela« per l’emergenza Coronavirus. Sassoli ha aggiunto che saranno tuttavia »garantite tutte le attività parlamentari, di commissioni e dell’ufficio di presidenza«, ma tutte le altre attività saranno sospese per tre settimane a partire da questa sera: stop quindi a visite, visite personali dei deputati, degli assistenti accreditati, del personale dei funzionari e seminari con partecipazione di esterni». Saranno sospesi anche mostre e eventi organizzati dai gruppi politici e dai non iscritti. Non saranno previste audizioni e sarà limitata l’organizzazione di delegazioni«.

IL VIRUS FERMA ANCHE IL ROCK

La musica si ferma per un’altra settimana. Mercoledì ci sarà un incontro tra i vertici di Assomusica, l’Associazione degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli di Musica dal Vivo, e le autorità per discutere dell’emergenza coronavirus, come anticipato ad AGI dall’associazione.

La tappa del 6 marzo al Supersonic Music Arena di San Biagio di Callalta a Treviso di Francesco De Gregori è stata spostata al 18 aprile. Si fermano anche intere agenzie come la Vertigo Concerti che ha deciso di annullare tutti gli spettacoli: «Previsti nelle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna fino a domenica 8 marzo 2020 compreso, fatte salve eventuali e ulteriori successive disposizioni».

Dopo i Pinguini Tattici Nucleari, Negrita, Brunori Sas, Angelo Branduardi e Bugo che hanno dovuto sospendere concerti e tournèe, all’elenco si aggiungono i Subsonica che hanno posticipato la prima parte del tour «Microchip Temporale» riprogrammando le tappe di Padova, Nonantola, Trezzo sull’Adda, Pordenone e Marghera che si terranno tutte ad aprile, dal 2 in poi.

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Si fermano anche i Fast Animals and Slow Kids. Rimandate tutte le date di marzo con biglietti validi per le nuove programmazioni. Il tour sarà posticipato ad Aprile e toccherà, oltre Torino, anche Londra, Firenze e Perugia. Per poi andare a Milano, Bologna, Roma, Bari e Marghera a maggio. Stop anche per Willie Peyote che ha spostato le date di Milano e Bologna previste per il 4, 5, 7 e 8 marzo ad aprile. Il 6 e il 7 sarà all’Alcatraz mentre il 14 e il 15 all’Estragon di Bologna.

Si va incontro ad un’altra settimana di silenzio tra stadi, club e palazzetti. Il blocco ha toccato anche Gemitaiz & Madman il cui tour in partenza il 7 marzo da Rimini è stato rimandato ad aprile con prima tappa a Roma, Palazzo dello sport, il 9. Rinviato anche il giro dei teatri di Loredana Bertè. Il tour teatrale LiBertè partiva da quelle che sono le «regioni finora più colpite (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Liguria)», come si legge sui profili social ufficiali dell’artista.

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Si fermano anche gli artisti stranieri. Il tour italiano dei Procol Harum è stato rinviato. La nuova data d’inizio sarà quella del 6 maggio al Gran Teatro Morato di Brescia. Rimandato anche il tour di Giusy Ferreri la cui partenza era prevista per oggi 2 marzo a Milano. «In linea con le varie precauzioni che l’Italia sta prendendo, io e il mio team di lavoro riteniamo gesto di buon senso, seppur a malincuore, rimandare il mio imminente tour di marzo 2020. Sono certa - scrive Giusy Ferreri sui profili ufficiali - che avremo presto nuove occasioni da condividere. Chi aveva comprato i biglietti ovviamente verrà rimborsato».

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Rinviato anche il tour dei Modà, ’Testa o croce tour’, la cui partenza era prevista il 6 marzo da Catania. Rimane invariata la data speciale all’Arena di Verona il 2 maggio. Secondo i dati di AssoMusica la settimana scorsa sono stati «bruciati» 10,5 milioni di euro «per i soli spettacoli dal vivo» mentre si stimava una «ricaduta di almeno 20 milioni di euro sulle città che avrebbero dovuto ospitare gli eventi». Cifre altissime per quello che è «uno dei settori più deboli sotto questo punto di vista», come spiegava il presidente Vincenzo Spera.

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