Bibbie false: da ieri i due ex dipendenti a processo
Credeva di fare un affare. Ha comperato da un sito internet una Bibbia di Borso d’Este riprodotta da Franco Cosimo Panini Editore ma anziché pagare il prezzo corrente di 26mila euro, quel preziosissimo volume è diventato suo per 6 mila euro. E per garantirne l’autenticità ha ricevuto anche uno documento scritto da tale Diego che attestava la cessione di un predente possessore. Ma Diego sarebbe lo pseudonimo di un ex dipendente della Franco Cosimo Panini che con un collega (difesi dall’avvocato Giampaolo Verna) avrebbe messo in piedi l’incredibile giro truffaldino per bibliofili. A raccontarlo è stato un teste sessantenne romano ieri davanti al giudice nel corso della prima udienza che vede alla sbarra per falsificazione del marchio e appropriazione indebita l’ex legatore e un ex magazziniere della prestigiosa casa editrice modenese specializzata in riproduzione di altissimo livello di libri preziosi, ora parte civile (l’assiste l’avvocato Luca Scaglione). Secondo l’accusa, dalla tipografia venivano rubate parti semilavorate che venivano collazionate e rilegate con un colophon falso che desse l’impressione di avere in mano una delle 750 copie autentiche. Il fascicolo è stato trattato con estrema lentezza dopo che le indagini della guardia di finanza erano state rapide: il caso viene scoperto alla fine del 2013, le denunce scattarono nel 2014 e ora inizia un processo che già rischia la prescrizione, dal momento che la scadenza del processo cadrà a metà 2021. —
C.G.
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