Fiab: «Mobilità sostenibile Ridiscutere il nuovo piano»
La federazione commenta i quattro ordini del giorno discussi giovedì in Consiglio: «Sensibilità politica bipartisan, ma c’è ancora molto da fare»
Da “Gigetto” alla mobilità ciclabile: ad analizzare gli ordini del giorno affrontati giovedì scorso in Consiglio comunale a Modena è la Fiab, la sezione modenese della Federazione degli Amici della bicicletta. «Gli ordini del giorno - spiega la Fiab - sono stati presentati, cosa abbastanza inusuale, quasi tutti da esponenti della maggioranza, e il voto ha avuto un risultato sorprendente: il “via libera” della maggioranza e dei Cinque stelle e l’astensione del centrodestra. Insomma, il tema della mobilità sostenibile non è più di parte, ma sembra diventare un comune sentire». Per quanto riguarda i temi affrontati, la Fiab parte dalla ferrovia Modena-Sassuolo: «L’obiettivo di costruire un’infrastruttura che serva ai pendolari di mezza provincia è strategico - spiega l’associazione - certo che da un Pums in cui il trasporto pubblico locale è trattato in poche pagine senza dire alcunché sulle risorse che intende allocare, siamo arrivati ad un piano di fattibilità del valore di 80mila euro (pochino) senza un ventaglio di proposte anche alternative o integrative fra loro. Non sappiamo quante risorse nei prossimi 5-10 anni si vogliono dedicare sia al trasporto urbano che a quello interurbano, e non c’è alcun indicatore di prospettiva e vincolante su quanto fra 5 o 10 anni debba essere il trasporto privato e quello pubblico. Crediamo che sia necessario ridiscutere da capo il Pums, anche con le sue relazioni con il trasporto provinciale. Perché ad oggi le uniche risorse certe sono quelle dedicate al trasporto privato». Per quanto riguarda la mobilità ciclabile, secondo la Fiab «le ciclabili sulle direttrici strategiche servono per le strade principali, mancano completamente i riferimenti a Modena “città a 30 chilometri all’ora” come strumento economico ed efficace non solo per la viabilità di tutti, ma anche per la qualità della vita nei nostri quartieri residenziali. I singoli proponimenti sono encomiabili, ma la mobilità ciclistica si svilupperà davvero solo quando la velocità dei mezzi privati sarà compatibile con gli altri mezzi di trasporto sostenibili. Così - aggiungono gli Amici della bicicletta - potremo passare da “piste ciclabili ogni volta che la larghezza della strada lo permetta” a “corsie ciclabili ogni qualvolta la velocità delle auto lo permetta”. La ricucitura delle attuali ciclabili non è più sufficiente - aggiunge l’associazione - perché sono quasi tutte bidirezionali, promiscue ciclopedonali. In questa ottica, sarà fondamentale che gli uffici tecnici non cadano più negli errori progettuali del passato, quando si è disegnato e costruito in barba a tutte le buone pressi della mobilità ciclistica». La Fiab chiude con un plauso «all’approvazione degli odg, che vanno tutti nella giusta direzione, ma nel contempo si impegna a mantenere un’alta vigilanza sugli impegni presi. Troppe volte, già in passato, sono stati approvati atti senza che vi fosse poi fatto seguito». —
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