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Coronavirus Scuole e atenei chiusi fino al 15 marzo. Boom di nuovi casi in Emilia, altri 4 morti Nel modenese Otto nuovi positivi: a Modena, Campogalliano, Carpi, Fiorano, Vignola e Sassuolo

Coronavirus  Scuole e atenei chiusi fino al 15 marzo. Boom di nuovi casi in Emilia, altri 4 morti  Nel modenese Otto nuovi positivi: a Modena, Campogalliano, Carpi, Fiorano, Vignola e Sassuolo

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SINDACI MODENESI: "LE STRUTTURE SANITARIE REGGONO" BRAMBILLA (AUSL): SITUAZIONE GOVERNATA, DATI ORA NON PREOCCUPANO

"Stiamo affrontando un'emergenza mondiale con un impegno straordinario da parte di tutte le strutture sanitarie modenesi, che stanno reggendo, assicurando le cure necessarie ai malati e tutte le attivita' di contrasto affinche' il virus non si diffonda ulteriormente. Grazie a tutti gli operatori".

Cosi' Gian Carlo Muzzarelli, sindaco di Modena, ha aperto l'incontro oggi in Provincia della Conferenza territoriale sociale e sanitaria (Ctss), in sostanza un'assemblea dei sindaci, quasi interamente dedicata al Covid-19 in presenza delle autorita' sanitarie locali. Nel corso della seduta, il direttore dell'Ausl Antonio Brambilla ha detto che "possiamo parlare attualmente di una situazione governata, che presenta dati ancora non preoccupanti". Concetti ripresi da Davide Ferrari, direttore del dipartimento di Sanita' pubblica dell'Ausl, che si e' soffermato sui "352 tamponi eseguiti finora".

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Da parte sua Luca Sircana, direttore sanitario del Policlinico, ha ripercorso tutta la nuova organizzazione di Baggiovara e Policlinico medesimo, per far fronte al virus, illustrato come si sono organizzate le due strutture del Policlinico e Baggiovara, mentre Silvana Borsari, direttrice sanitaria dell'Ausl, ha confermato come 'missioni' la cura dei malati, la sicurezza dei presidi e degli operatori sanitari, la riduzione del contagio. Tra gli altri interventi in Provincia, Davide Ferrari, direttore del dipartimento di Sanita' pubblica dell'Ausl, ha illustrato un elenco di suggerimenti dedicato alla "gestione degli accessi ad abitazione dove soggiornano i soggetti in isolamento", che e' stato consegnato ai sindaci.

OTTO I NUOVI POSITIVI A SASSUOLO, CARPI, MODENA, VIGNOLA, CAMPOGALLIANO, FIORANO

Sono otto i nuovi casi positivi di coronavirus registrati oggi nel territorio modenese. Non ci sono nuovi ricoveri in terapia intensiva (su questo anzi dovrebbero arrivare novita' domani), che al momento restano quattro, ma ce ne sono altri cinque nel reparto di Malattie infettive del Policlinico.

I nuovi contagi riguardano due uomini di Modena, un 57enne e un 65enne, una 61enne di Sassuolo, un 48enne di Fiorano, un 36enne di Campogalliano, una 49enne carpigiana, una 58enne di Vignola, un 85enne di Carpi.

A parte il caso della 49enne carpigiana, un contatto riconducibile all'ambito di infezione di quell'area, si sta procedendo con l'analisi epidemiologica su tutti i nuovi contagi.

Tra tutti i 41 casi della provincia individuati al momento, 12 persone si trovano in Malattie infettive e, a parte i quattro ricoveri in terapia intensiva, per il resto si tratta di pazienti che si trovano a casa. Altri tre casi tra quelli di oggi si aggiungono all'isolamento domiciliare (la 58enne di Vignola, la 49enne di Carpi, il 48enne di Fiorano). È di Sassuolo, infine, anche la signora 76enne risultata positiva ieri (non di Formigine come diffuso dall'Ausl in un primo tempo).

EMILIA ROMAGNA: BOOM DI CASI IN PIU' 124 CASI IN PIU' RISPETTO A IERI

In Emilia Romagna sono 543 le persone contagiate da Coronavirus, 124 in più rispetto all’aggiornamento di ieri pomeriggio, a fronte di 2.385 test refertati. Tutti presentano un quadro clinico non grave o addirittura asintomatico.

Lo comunica l’ente regionale in una nota. 234 sono i pazienti in cura a casa, dove rispettano l’isolamento previsto, e 26 quelli ricoverate in terapia intensiva (due in più rispetto a ieri).

I decessi sono saliti a 22 (più 4 a ieri). Sale anche il numero delle persone ’clinicamente guarite', che non presentano cioè più alcuna manifestazione clinica dovuta al virus, 6 in tutto, ma anche quello dei pazienti ricoverati in terapia intensiva che diventano 26, due in più di ieri.

Dei 123 nuovi casi rilevati, 63 riguardano Piacenza, 31 si riscontrano a Parma, 6 a Reggio Emilia, 8 a Modena, 5 a Bologna, a cui si somma 1 caso registrato nel circondario imolese. Resta invariato il numero delle persone risultate positive a Ravenna (2) ma si registra un secondo caso a Bertinoro, nel Forlivese.

Rispetto a ieri, si registrano altri quattro decessi, che portano a 22 il numero delle persone decedute in regione, 6 delle quali di provenienza lombarda. Si tratta anche questa volta, come nel caso dei precedenti decessi, di persone con patologie pregresse.

Tra i nuovi decessi 3 riguardano due uomini e una donna piacentini, tra i 64 e gli 87 anni di età, deceduti all’ospedale di Piacenza, e una signora di 87, di Parma, deceduta al nosocomio di Parma.

SCUOLE, UNIVERSITA' E ASILI: CHIUSE FINO A META' MARZO

Emergenza coronavirus: il governo ha disposto la chiusura immediata di scuole e università in tutta Italia fino a metà marzo. Lo ha deciso l'Esecutivo riunito a Palazzo Chigi. Ma gli effetti del virus di Wuhan sul mondo politico e sociale sono anche altri.

Il governo, per la decisione di chiudere scuole e università che scatterà da domani, si è affidato al parere della commissione scientifica che già ieri aveva consigliato la chiusura per un mese degli eventi sportivi in tutto il Paese. E a quello del ministero della Salute di Roberto Speranza, che non aveva fatto mistero di essere favorevole alla chiusura.

Il ministro Azzolina, responsabile dell'Istruzione, dopo circa mezz'ora che la notizia ha iniziato a circolare su tutti i siti dei principali otgani di informazione nazionale ha comunicato che una decisione non era ancora stata presa e che lo sarà entro il pomeriggio. Ma la sensazione è che la decisione in realtà sia già stata presa.

TRIBUNALE DI MODENA, GLI AVVOCATI DELLA CAMERA PENALE: "SOSPENDERE L'ATTIVITA' GIUDIZIARIA NON URGENTE"

La Camera penale di Modena chiede «l'immediata sospensione di tutta l'attività giudiziaria non urgente e il rinvio d'ufficio di ogni udienza, con esclusione dei procedimenti nei confronti di persone detenute, internate o in custodia cautelare, ovvero dei procedimenti prossimi al maturare dei termini di prescrizione». Gli avvocati modenesi, rilevano infatti che le misure adottate contro il Coronavirus dal presidente del tribunale di Modena, «sono uniformi a quelle di altre sedi giudiziarie del Nord Italia, nelle quali, tuttavia, si sono verificati e si verificano in queste ore conclamati casi di contagio di soggetti che vi esercitano funzioni». A ciò si aggiunge il fatto che le «aule d'udienza del tribunale e la conformazione dei luoghi adibiti al transito e all'attesa del pubblico, non consentono di dare concreta attuazione alle direttive impartite dal presidente del tribunale». Dunque, «sussiste concreto ed imminente pericolo per la salute di tutte le persone che sono necessitate a frequentare il Palazzo di Giustizia e segnatamente le aule d'udienza». Per gli avvocati, quindi, «tale pericolo allo stato appare efficacemente contenibile unicamente limitando le attività giudiziarie a quelle indifferibili e urgenti».

SCUOLE: IPOTESI CHIUSURA SCUOLE IN TUTTA ITALIA PER ALTRI 15 GIORNI

L’emergenza coronavirus potrebbe portare alla chiusura delle scuole in tutta Italia per 15 giorni, a partire da domani o da lunedì al massimo. E’ l’ipotesi all’esame del governo, riunito dalle 11 a Palazzo Chigi per mettere a punto le misure per fronteggiare l’emergenza. Mentre nel nostro Paese i casi continuano a crescere, è pronto intanto il piano per aumentare i posti di terapia intensiva. Una circolare del ministero della Salute prevede un incremento del 50% dei posti letto in terapia intensiva e del 100% nelle unità di pneumologia e malattie infettive.

DUE ASSESSORI REGIONALI POSITIVI: DONINI E LORI

Due assessori regionali dell'Emilia-Romagna, Raffaele Donini (sanita') e Barbara Lori (programmazione territoriale e montagna), sono risultati positivi al coronavirus e si trovano ora in isolamento presso le loro abitazioni. Lo comunica in una nota l'ente regionale. Il presidente Bonaccini e il sottosegretario Baruffi sono risultati negativi.

Secondo quanto emerso, la prima ad accusare i sintomi è stata l'assessore Barbara Lori la quale aveva partecipato alla seduta di insediamento solo venerdi' scorso.

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Appena appresa la notizia, ieri sera tardi, sono stati eseguiti i testi sugli altri componenti dell'esecutivo regionale tra cui il presidente Bonaccini e l'assessore Donini.

Quest'ultimo e' piu' volte entrato in diretto contatto con Lori. In entrambi i casi e' in corso di definizione la lista dei contatti avuti nei giorni passati e, cosi' come previsto dai protocolli, verranno svolti gli accertamenti sulle persone interessate, contattate direttamente dalle strutture sanitarie competenti territorialmente.

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Il presidente Bonaccini partecipera' all'incontro con il premier Conte e le parti sociali dedicato alle misure economiche, previsto nel pomeriggio a Roma, collegato in videoconferenza dalla Regione, a Bologna.

Il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini parteciper all'incontro con il premier Giuseppe Conte e le parti sociali dedicato alle misure economiche per il coronavirus, previsto nel pomeriggio a Roma, collegato in videoconferenza dalla Regione, a Bologna.

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AGENZIA DELLE ENTRATE: NON VENIRE ALLO SPORTELLO USATE L'ONLINE

Preferire i servizi online invece di recarsi di persona negli uffici, se non e' strettamente necessario alla pratica da svolgere. E' l'invito dell'Agenzia delle entrate dell'Emilia-Romagna che, a seguito dell'emergenza Coronavirus, al fine di tutelare la salute pubblica e contenere le situazioni di possibile contagio invita a preferire i servizi telematici, limitando cosi' l'accesso agli uffici.

Un modo precauzionale per evitare soste, anche prolungate, in luoghi chiusi ed affollati, come le sale di attesa. Su sito si possono fare molti servizi, anche senza registrazione, come ad esempio, richiedere il duplicato della tessera sanitaria o del codice fiscale correggere i dati catastali.

Per altri servizi, si deve essere in possesso del codice pin, che puo' essere richiesto online o attraverso l'app dell'Agenzia delle entrate. Una volta ottenuto il codice i cittadini possono accedere al proprio cassetto fiscale per consultare le dichiarazioni presentate, i versamenti effettuati, gli atti registrati, le comunicazioni e i rimborsi ricevuti e una serie di altri servizi.

Tra questi: l'accesso alla dichiarazione dei redditi precompilata; pagare le imposte, tasse e contributi; registrare un contratto di locazione; ricevere assistenza sulle comunicazioni di irregolarita', sugli avvisi telematici e le cartelle di pagamento; presentare la dichiarazione di successione, di voltura catastale automatica e di trascrizione degli immobili.

CARPI. TORNA IL MERCATO, RIAPRONO GLI IMPIANTI SPORTIVI

 Da domani possono riaprire palestre e impianti sportivi, torna il mercato settimanale e in generale varranno le prescrizioni del decreto governativo, senza ulteriori restrizioni per il territorio di Carpi: scade infatti oggi l’ordinanza sindacale di lunedì.
In particolare, per gli impianti sportivi, mentre i privati sono liberi di riaprire da domani, i responsabili delle società che hanno in gestione o custodia strutture pubbliche hanno invece convenuto con l’Amministrazione comunale di rinviare la riapertura a lunedì 9, al fine di procedere in questi giorni ad adeguati interventi di sanificazione di spogliatoi e locali comuni, secondo un protocollo suggerito dalla Federazione Medici Sportivi Italiani.
Le attività andranno svolte rispettando determinate norme igienico-sanitarie: in assenza di pubblico, e garantendo una distanza negli spogliatoi di almeno un metro tra un atleta e l’altro. Negli impianti sportivi pubblici saranno inoltre tenuti registri delle presenze, nel rispetto di quanto stabilito dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.
Negli uffici comunali accessibili al pubblico continueranno a valere le precauzioni di carattere generale (distanza di sicurezza); confermate le norme per biblioteca e Palazzo dei Pio: “Loria” aperta per il servizio di prestito, “Castello dei ragazzi” chiuso, Archivio storico aperto su prenotazione, Musei e InCarpi aperti con accesso contingentato.
Per quanto riguarda il Consiglio comunale in programma domani, è stato deciso – in accordo con i capi-gruppo – di rinviarlo al giovedì successivo, 12 marzo, per evitare di doverlo tenere a porte chiuse.

EMILIA ROMAGNA TEATRO: A TEATRO CON UN EURO

"Un piccolo gesto simbolico, un biglietto a un euro". Si tratta della promozione della Fondazione Ert  per invogliare gli abbonati che hanno perso uno o piu' spettacoli a tornare a teatro, in occasione della riapertura delle biglietterie dopo la settimana d'interruzione a causa dell'emergenza Coronavirus. "Con la sostituzione di un titolo con un altro, si ricevera' un biglietto al costo di un euro per un accompagnatore", spiega Ert Fondazione.

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Un biglietto a un euro "per dire concretamente e con forza gentile quanto amiamo quello strano luogo anacronistico e pur cosi' attuale che e' il teatro e quanto il teatro sia necessario alla nostra vita, anche se spesso sembriamo non saperlo", dice il direttore di Ert, Claudio Longhi. Un'azione minima per "ricordarci che siamo animali politici, fatti per vivere insieme, per pensare insieme, per lottare insieme, per sconfiggere il male e le paure", aggiunge.

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La promozione e' valida per ogni forma di abbonamento acquistato in tutti i teatri del circuito Ert (teatro Storchi e teatro delle Passioni di Modena, teatro Ermanno Fabbri di Vignola, teatro Dada' di Castelfranco Emilia, teatro Arena del Sole di Bologna e teatro Bonci di Cesena) e potra' essere richiesta alle biglietterie o prenotata telefonicamente.

LA SITUAZIONE IN EMILIA ROMAGNA

In Emilia-Romagna il numero di casi positivi registrati ieri sono 420, alla luce dei quasi 1.778 test tampone refertati: 256 a Piacenza, 84 a Parma, 14 a Reggio Emilia, 33 a Modena, 6 a Bologna e 24 a Rimini, 1 a Forlì-Cesena, 2 a Ravenna.

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Sale ancora il numero dei decessi: complessivamente 18 le persone decedute in Emilia-Romagna, 7 in più rispetto a lunedì pomeriggio, tutte con patologie pregresse. Tra questi due donne: una di 70 anni della provincia di Parma deceduta all’ospedale di Vaio (Pr), la seconda, ultraottantacinquenne lombarda, deceduta all’ospedale di Piacenza.

Sono cinque gli altri morti registrati al nosocomio di Piacenza: quattro piacentini, rispettivamente 91,80, 86, 77 e un lodigiano di 77 anni.

Sono 85 i nuovi casi, rispetto ai 335 rilevati ieri pomeriggio: 44 a Piacenza, 23 a Parma, 6 a Reggio Emilia, 4 a Modena, 3 a Bologna e 5 a Rimini. Resta invariato il numero delle persone risultate positive a Ravenna (2) e a Forlì-Cesena (1). I nuovi pazienti, come la maggior parte delle persone risultate ad oggi positive, si trovano in condizioni non gravi.

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Sono molti i casi asintomatici o con sintomi modesti e 187 le persone in cura a casa, dove si trovano in isolamento.

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I ricoveri in terapia intensiva sono saliti a 24. «In Emilia-Romagna ci sono i primi quattro cittadini clinicamente guariti. Servono i risultati di altre due tamponi a distanza di 24 ore, come da protocollo nazionale, che diano esito negativo dopo i quali saranno giudicati guariti dall'infezione. Sono due persone di Lugo in provincia di Ravenna, entrambe ricoverate in ospedale non in terapia intensiva, e due della provincia di Reggio Emilia, Castelnovo di Sotto e Rolo, che erano al loro domicilio». Lo ha detto l'assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Raffaele Donini, durante il punto stampa di aggiornamento sull'emergenza coronavirus.

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I NUMERI DEL CONTAGIO NAZIONALE

Sono in tutto 2.502 i casi di coronavirus nel nostro Paese a oggi. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli nel punto stampa delle 18. Nel dettaglio, 2.263 sono le persone attualmente malate, cui si sommano 160 guariti e 79 deceduti. Complessivamente in 24 ore si sono registrati 466 nuovi casi. Sono 27 in più rispetto a ieri le vittime: Borrelli ha spiegato che 17 dei decessi sono avvenuti in Lombardia, 7 in Emilia Romagna, 1 nelle Marche, 1 in Veneto e 1 in Liguria.

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«Il più giovane aveva 55 anni - ha ricordato Borrelli - il piu anziano 101. Anche una bimba di pochi giorni è risultata positiva al coronavirus ed è ricoverata a Bergamo, ma »non è intubata. Era già in un percorso assistenziale post nascita che viene considerato normale rispetto alle condizioni cliniche« ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, durante il punto stampa delle 18 in Protezione Civile. L’Istituto superiore di sanità ha fatto sapere che sta valutando l’allargamento della zona rossa.

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L'ASSESSORE DONINI: QUI IN EMILIA ROMAGNA NON CI SONO FOCOLAI

«Dobbiamo fronteggiare questi casi, che non sono pochi. Non abbiamo ancora la prova che ci siano focolai autoctoni in Emilia-Romagna. Il sistema sanitario della Regione non è in crisi, è altamente specializzato e sta reggendo alla situazione». Lo ha detto l'assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna Raffaele Donini durante il punto stampa di questo pomeriggio a Bologna sull'emergenza coronavirus. «La situazione più critica rimane a Piacenza - ha aggiunto - oltre il 60% delle persone positive al coronavirus sono lì, in città e in provincia».

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LA SITUAZIONE IN ITALIA: ARRIVANO MISURE DI COMPORTAMENTO PIU' STRINGENTI

Il decimo giorno dell'era del coronavirus in Italia fa segnare due record: il maggior numero di vittime in un giorno dall'inizio della diffusione del virus, 27, il 52% in più rispetto a ieri per un totale di 79, e il primo neonato ricoverato, in Lombardia, un piccolo di pochi giorni che «non è intubato - spiega il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro - era già in un percorso di assistenza post nascita e ha una evoluzione clinica che viene considerata normale».

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Al momento non sarebbe dunque in pericolo di vita. Ma il dato forse più importante che emerge dal bollettino quotidiano della Protezione Civile è un altro: l'andamento dei numeri non consente ancora di valutare con certezza l'impatto del virus nel nostro paese e cioè se, in sostanza, le misure adottate siano sufficienti a fermare il contagio o se, al contrario, il numero dei malati continuerà a crescere.

Proprio per questo il Comitato tecnico scientifico voluto dal premier Conte ha predisposto nuove regole, valide per 30 giorni e da applicare in tutta Italia, che potrebbero integrare il Dpcm del primo marzo.

Una di queste è di evitare manifestazioni, anche quelle sportive, che comportino l'affollamento di persone: in pratica si tratta di 'sterilizzarè lo sport, calcio compreso, con il concreto scenario delle partite a porte chiuse.

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C'è poi l'invito, a coloro che hanno oltre 75 anni e a chi ne ha più di 65 ed è ammalato, a non frequentare luoghi affollati.

Evitare tutti, quando possibile, abbracci e strette di mano, e mantenere la distanza di almeno un metro dalle altre persone.

AUMENTANO I MALATI MA ANCHE I GUARITI

I numeri del contagio sono chiari: ad oggi i guariti sono 160 mentre i malati sono 2.263, 428 in più rispetto a lunedì, pari ad un incremento del 23%. Un aumento che è minore rispetto al picco del 50% registrato domenica 1 marzo ma superiore al 16% fatto segnare lunedì. Significa che la curva di crescita non si è ancora assestata.

Così come non è costante il numero delle vittime: oggi ha fatto segnare un +52% rispetto a lunedì, ieri era arrivato ad un più 53% ma domenica si era fermato a +17% e sabato a +38%.

L'unico dato che fa essere leggermente ottimisti i tecnici è che l'88% dei malati è in tre regioni: Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Il che sta a significare che altri grossi 'cluster' rispetto a quelli individuati al momento non ce ne sono. Che si tratti dunque di una situazione ancora tutta da decifrare, lo conferma anche il commissario Angelo Borrelli: «Nessuno di noi può avere certezza di quella che sarà l'evoluzione successiva» del virus, «questa settimana sarà importante per vedere come andrà il contagio».

Secondo il fisico teorico Paolo Castorina, della sezione di Catania dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, la buona notizia è che «non c'è una crescita fuori controllo» e, anzi, si cominciano a evidenziare i risultati positivi delle misure di contenimento adottate finora. In ogni caso, spiega Borrelli, «siamo pronti a rivedere i piani sulla base degli scenari che andremo a incontrare. Se andare verso una maggiore o minore severità. Tutto dipende dall'evoluzione dei dati».

Sono già state ordinate altre 500mila mascherine (ma ne servono «milioni»), sono pronti 6.600 posti letto in 2.200 camere messe a disposizione dalla Difesa, sul territorio ci sono oltre mille volontari che possono raddoppiare se necessario.

La prima delle nuove misure che si sta valutando nel caso la situazione evolvesse verso il peggio, però, è un allargamento della zona rossa, a partire dalla provincia di Bergamo, una delle aree più colpite dal contagio negli ultimi giorni. Lo ha confermato il presidente dell'Iss Brusaferro. «Stiamo valutando l'opportunità di estendere la zona rossa sulla base di alcuni criteri epidemiologici, geografici e di fattibilità della misura. Stiamo analizzando con grande attenzione con la Lombardia i nuovi casi nei comuni della cintura bergamasca per vedere i dati d'incidenza e i tassi di riproduzione del virus».

Ma oltre al contenimento del contagio, sono fondamentali i comportamenti dei cittadini. Ed è per questo, appunto, che il comitato tecnico scientifico sta lavorando ad una rimodulazione delle regole comportamentali che ogni singolo deve adottare. «Il punto importante - dice ancora Brusafesso - sono i comportamenti e la consapevolezza di ciascuno. Noi non dobbiamo dare false sicurezze ma dire a tutti di essere attenti ad adottare le raccomandazioni» indicate.

«Dobbiamo lavorare per tutto il paese - ribadisce il presidente dell'Iss - muovendoci dentro delle regole e degli stili di vita attenti che interrompano quelle che sono le vie di trasmissione classiche».

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