Il sindaco finisce in croce in un fotomontaggio Palazzi: «Inaccettabile»
FINALE. Succede, a Finale, che la foto del sindaco Sandro Palazzi si trasformi in un fotomontaggio virale sul web. L’immagine del primo cittadino, immortalato a braccia a perde durante un Consiglio, appare “incollata” su un croce. Oppure ripercorre le linee dell’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci. O ancora sul balcone papale di Città del Vaticano. Insomma, immagini che hanno fatto il giro dei social scatenando diverse reazioni. In particolare nei commenti: qualcuno profondamente contrario ed adirato, qualcun altro paladino della satira politica.
Attenzione però, il sindaco Palazzi è un pubblico ufficiale e “storpiare” la sua immagine può comportare anche azioni legali verso gli autori della vignetta:«Per ora - commenta Palazzi - non ho preso alcun tipo di iniziativa di questo tipo. Ci devo pensare anche perché non so bene se questo “gioco” sia finito. Voglio decidere a mente fredda».
Grande il rammarico del primo cittadino: «In particolare per il fotomontaggio che mi mostra in croce. Gli altri possono far sorridere, quello no. Mi ha fatto parecchio male perché sono credente.
Inoltre trovo immotivata un’azione così nei miei confronti. Mi dispiace che anche i consiglieri di minoranza abbiano partecipato. Chi è rappresentate delle istituzioni e prende parte a questo tipo di cose sbaglia nei confronti dei cittadini». Palazzi spiega meglio: «Penso sia inaccettabile perché il sindaco, a prescindere da Sandro Palazzi, rappresenta una comunità. Questo deve essere sottolineato, non si possono offendere in questo modo le istituzioni. Ho ricevuto solidarietà dalla maggioranza, ma nemmeno una riga dal Pd, da Sinistra Civica, dalla lista Terzi e nemmeno dai 5 Stelle che, anzi, hanno dato un contributo per infangare la mia persona».
Sulla spinosa vicenda è intervenuto Giorgio Cavazzoli, consigliere di maggioranza: «Non è possibile attaccare chi lavora per Finale nonostante le difficoltà che il “buco” di bilancio lasciato, dalle sinistre, prima del 2016 comportano ogni giorno». —
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