Modena Albergatori, disdette a raffica «Stop alla tassa di soggiorno»
La crescita esponenziale del turismo nelle città d'arte emiliane ha garantito entrate cospicue per le amministrazioni grazie alla tassa di soggiorno: solo Bologna nel 2019 ha incassato una cifra che si avvicina agli 11 milioni di euro. Ora l’emergenza legata al Coronavirus rischia di far saltare il meccanismo. Gli albergatori di Bologna e Modena, messi in ginocchio dalle disdette collegate al diffondersi del contagio da Covid-19, hanno chiesto di cancellare la tassa di soggiorno, almeno per quest’anno, finché le cose non torneranno alla normalità. La richiesta è stata avanzata nel corso della cabina di regia che vede impegnate le due città nella promozione comune dei rispettivi territori. Al tavolo non c’erano solo gli albergatori, ma anche le organizzazioni del commercio, degli artigiani, gli industriali e, in considerazione della difficile situazione in atto, anche i sindacati. «C’è una forte preoccupazione per le ricadute economiche dell’emergenza», spiega il direttore generale di Ascom Bologna, Giancarlo Tonelli.
Per questo il mondo produttivo preme le istituzioni locali affinché intervengano sul governo e sulla regione perché venga innanzitutto sbloccata la cassa integrazione in deroga anche per i comuni che non si trovano nelle zone rosse. Anche gli enti locali, però, possono fare la loro parte, sospendendo la tassa di soggiorno. «È stato chiesto un segnale concreto e forte», riferisce Tonelli. Da parte sua, l’assessore al turismo del comune di Bologna Matteo Lepore non si è sbilanciato e avrebbe preso tempo: una settimana per capire come evolverà la situazione e quali ulteriori provvedimenti saranno messi in campo a livello nazionale e regionale.
Grande preoccupazione anche per il settore bar e ristoranti, che solo nella nostra regione hanno visto andare in fumo 37,8 milioni di euro in dieci giorni. I numeri arrivano dalla Fiepet, l’associazione che riunisce i pubblici esercizi di Confesercenti, che chiede al governo di mettere in campo interventi più incisivi: «Si ha la sensazione di una buona partenza e di un lavoro importante svolto da tutti i soggetti coinvolti - spiega l’associazione - ma si avverte anche la necessità di ulteriori provvedimenti per le aree, come l’Emilia Romagna e i settori, come turismo, pubblici esercizi e commercio di vicinato, colpiti in modo importante dall’emergenza». Bene, dunque, le sospensioni dei versamenti delle ritenute alla fonte e dei contributi previdenziali e assistenziali sino al 30 aprile, la cassa integrazione in deroga. «Ci sono tuttavia, alcune cose che vanno perfezionate» - aggiunge Confesercenti regionale - gli ammortizzatori in deroga sono previsti solo per un mese e terranno conto non delle difficoltà settoriali, ma dell’ordine cronologico di presentazione della richiesta». —
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