Modena. Classi virtuali al lavoro davvero Ma c’è chi parla di illegittimità
l’intervento
vincenzo brancatisano
Ragazzi, la scuola è chiusa? Leggete i classici, un giorno sarete felici. La didattica a distanza sta dando una mano alla scuola anche a Modena e provincia. L’attivazione di classi virtuali attraverso l’uso di piattaforme di vario genere e l’implementazione di molte funzioni del registro elettronico, peraltro obbligatorio da qualche anno, consentono agli studenti e agli insegnanti di tenersi collegati. Non sempre le cose vanno bene, non tutte le famiglie possono permettersi i costi delle connessioni e infatti alcuni docenti hanno segnalato che da molti alunni non arrivano le notifiche della loro avvenuta connessione. Peraltro alcuni genitori segnalano l’eccessivo carico di materiali, anche di tipo informatico, con schede e pagine di libri da studiare. Altri ne lamentano invece la penuria. Sullo sfondo, il timore che la didattica a distanza, se non deliberata preventivamente dal collegio dei docenti come invece richiede esplicitamente il recente decreto del governo, possa rendere illegittima questo tipo di attività. L’avvocato Marco Barone ha sottolineato ieri sulla testata specializzata Orizzonte Scuola che gli alunni potrebbero impugnare una punizione irrogata per non avere svolto, loro, i compiti legati a lezioni e attività didattiche virtuali non deliberate dal collegio. A fare, come si suol dire, si sbaglia sempre. Del resto, riunire un collegio dei docenti in scuole che sono state temporaneamente chiuse per legge diventa a sua volte arduo. Non sarebbe invece arduo approfittare della inattesa emergenza scolastico-sanitaria per spingere gli studenti alla lettura e alla letteratura. Alla lettura delle opere integrali degli autori invece che dei soliti brani da antologia conditi dalla vita dei primi. Un preside ha invitato i propri studenti a leggere le pagine dei Promessi sposi dedicate alla diffusione della peste descritta da Manzoni, ma solo perché colgano le similitudini con la realtà attuale, secondo lui isterica, e tornino a una vita normale. Avrebbe fatto ancora meglio se avesse invitato i professori italiani a spingere gli studenti a leggere finalmente i testi integrali della letteratura, tanto immortale quanto indispensabile a chiunque pretenda un giorno di dire: ho studiato. Almeno per gli alunni più grandi, diretti alla maturità: Guerra e pace, Delitto e castigo, Don Chisciotte, Il deserto dei Tartari, Il Giardino dei Finzi Contini, La fattoria degli animali, 1984, Anna Karenina, Il vecchio e il mare, Il mondo nuovo, Uomini e topi, Oliver Twist, Furore, Il giovane Holden, Il ritratto di Dorian Gray, La Storia, Se questo è un uomo, La metamorfosi, David Copperfield, Cronaca di una morte annunciata, Cecità, L’amore al tempo del colera, e centinaia di altri testi sacri colpevolmente omessi, che si aggiungerebbero alla sempre presente La coscienza di Zeno. —
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