Modena. L’invito degli chef «Venite da noi Un pranzo fuori aiuta a star bene»
Bottura e gli altri cuochi modenesi lanciano un messaggio «I nostri ristoranti sono sicuri: torniamo alla normalità»
MODENA «Con un buon pranzo e un sorriso si può fare tanto»: questo il messaggio di fiducia lanciato dai 31 chef modenesi che aderiscono al Consorzio Modena a Tavola.
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E di fiducia, ai tempi del Coronavirus, c’è proprio bisogno. Un invito a ritrovarsi a tavola per sbloccare una situazione difficile, un invito a stare insieme, davanti a un piatto di tortellini e a un buon bicchiere di Lambrusco, nonostante il discusso metro di distanza imposto dal governo anche nei locali della nostro provincia. Così ieri oltre 30 ristoratori si sono trovati da Vinicio per chiedere ai modenesi di aiutarli a non fermarsi, perché oggi, per loro, la voglia di continuare è più forte della paura.
«Siamo fiduciosi. Se la settimana scorsa quando il telefono squillava era perché dall’altra parte c’era qualcuno intenzionato a disdire, in questi giorni sono finalmente ripartite le telefonate per le prenotazioni – dice Sandro Fazio, proprietario del ristorante Antica Moka – speriamo che le persone comprendano che, nel rispetto delle regole di base, è possibile uscire tranquillamente. Credo che tornare al piacere della tavola possa aiutare tutti a stare meglio».
Positivo anche Marco Messori, chef dell’Osteria della Cavazzona, dove la normalità, racconta, «è vedere a pranzo “un italiano, un russo e un tedesco”, come nelle migliori barzellette, clienti portati dalle grandi aziende multinazionali del nostro territorio, che ora stanno soffrendo, e se la gente non viaggia e non lavora non viene nemmeno a mangiare».
«La settimana scorsa è andata male ma da ieri siamo in ripresa – spiega lo chef – “il male” non è andare fuori a cena, va bene avere delle accortezze ma senza paura. Ritagliarsi un’ora e mezza per concedersi un buon piatto della cucina modenese credo possa aiutare anche a non pensare a una settimana che è stata pesante per tutti».
Giorni, quelli appena trascorsi, che hanno visto i ristoratori impegnati a garantire standard di pulizia dei propri locali ancora più alti e, per qualcuno, lo sforzo ha pagato.
«In trattoria si sente il profumo di pulito e la clientela lo ha apprezzato – dice Gianluca Soncini, chef della Trattoria del Campazzo – nel mio locale, che ha una quarantina di coperti, fortunatamente non abbiamo avuto nemmeno una cancellazione. In generale, mi sento di dire a tutti coloro che sono in salute, lo specifico perché il buon senso è la prima cosa, di tornare a uscire fuori a mangiare perché i locali sono puliti e stiamo mettendo in campo tutte le accortezze del caso».
Altra mosca bianca, si può dire senza sorpresa, è lo chef Massimo Bottura. Nonostante l’emergenza non ha perso un tavolo, ma ha risposto “presente” alla “chiamata alle armi” per rilanciare il settore: «Io non ho avuto cancellazioni perché l’Osteria Francescana è l’Osteria Francescana ma Modena non sono io, Modena siamo tutti noi, i produttori, i casari, i contadini, gli allevatori, tutti quelli che negli ultimi 10 anni hanno creato, insieme ai nostri artigiani, un turismo enogastronomico straordinario, che rende l’Italia il Paese più bello del mondo – dice lo chef stellato – in un attimo ci è stato comunicato che questo territorio non è sicuro ed è stato un dramma, ora è tempo di riappropriarci del nostro Paese. Ai modenesi, e a tutti gli italiani, dico “torniamo fuori a mangiare e facciamo vacanze in Italia quest’estate”, aiutiamo quelli che in queste settimane hanno già perso centinaia di migliaia di prenotazioni».
Sì, perché la categoria degli albergatori è in difficoltà quanto quella dei ristoratori. E per Vinicio Sighinolfi, proprietario di Vinicio, ora servirebbero misure di sostegno al pari di quelle messe in campo per il terremoto del 2012. Lui, che nell’ultima settimana ha perso 1200 coperti, chiede messaggi chiari da parte della politica: «Serve chiarezza sul metro di distanza da mantenere nei locali, praticamente impossibile da rispettare nella pratica del nostro lavoro, e un protocollo di attuazione di questo decreto – dice Sighinolfi – noi stiamo cercando di tenere i tavoli il più lontano possibile ma qui abbiamo la fortuna di poterlo fare, mi metto però nei panni di chi questo spazio non ce l’ha e deve rinunciare al lavoro per osservare questa norma. Cosa servirebbe nell’immediato? Sospensione dei tributi e dei pagamenti F24, moratoria sui mutui, dilazione di pagamento delle utenze».
In attesa delle novità dei prossimi giorni, il tentativo dei ristoratori di restituire, “con un buon pranzo e un sorriso”, un po’ di normalità alle persone arriva come un rassicurante arcobaleno dopo il maltempo da Coronavirus.
«Dobbiamo fare in modo che la vita torni alla normalità e noi lo possiamo fare accogliendo le persone nell’ambiente tranquillo dei nostri ristoranti – spiega Stefano Corghi, presidente del Consorzio Modena a Tavola – ricordiamoci che le nostre sono attività imprenditoriali che danno lavoro a tante persone, speriamo che la politica ci aiuti a uscire da questo momento difficile». —
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